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En Plein Art. L'arte aperta

Il pubblico dell’arte contemporanea

Abbiamo visto quindi come la complessità dell'arte contemporanea vada ad influenzare anche altre discipline come l'architettura, alla quale è richiesta l'ideazione di un luogo di fruizione adatto e che rappresenti il proprio contenuto, mettendolo in mostra anche da chilometri di distanza. A questo si aggiunge la difficoltà da parte del panorama museale italiano, infettato dalla Sindrome della Sindrome di Bilbao, di mettersi in mostra al pari dei propri colleghi internazionali e di aprire la propria mente al nuovo, come richiede per l'appunto la stessa arte contemporanea. È forse per questo motivo che in questi luoghi si riscontra come la maggiore fetta del pubblico dell'arte contemporanea sia rappresentata dai giovani, un target sicuramente più aperto e disposto a mettere in discussione ciò che magari ha appreso da poco.
Non vi sono molte ricerche aggiornate sul pubblico dell'arte contemporanea. Tra le ultime e più recenti ricerche operate spiccano per importanza quella realizzata dal Centro Studi e Ricerche Associazione Civita nel 2007, commissionata da ISTAT e quella messa in atto nel 2008 da Ispo (l'Istituto per la Pubblica Opinione fondato nei primi anni Ottanta dal Professor Renato Mannheimer) per conto di Terna.
Ed è proprio confrontando queste due ricerche e basandoci sui loro risultati che riusciremo ad individuare ed analizzare chi è il pubblico dell'arte contemporanea in Italia.
Secondo la ricerca commissionata da ISTAT sono 13,5 milioni, ovvero il 27% della popolazione, gli italiani interessati all'arte in generale e 4,5 milioni all'arte contemporanea (9%). La ricerca per Terna invece, per quanto concerne il focus sull'arte contemporanea, afferma che si dichiara interessato il 18% della popolazione. Entrambi gli studi, al di là di questa differenza di percentuale, sono concordi nel sottolineare quanto l'interesse sia maggiore soprattutto tra i più giovani e tra coloro che posseggono un livello di istruzione medio-alto.
Quello che emerge per l'appunto da questi sondaggi è che l'arte contemporanea interessa un pubblico sorprendentemente giovane; infatti, della totalità dei suoi visitatori, il 57% ha meno di 44 anni. Fascia di età italiana che occupa solo il 30% della popolazione totale.
Per di più, questo studio riguarda un pubblico di età superiore ai 15 anni e sono stati esclusi gruppi e scolaresche, poiché molto spesso a questa età la scelta di visitare un museo di arte contemporanea non risulta autonoma e spontanea, ma frutto di una gita in famiglia o scolastica. Anche i gruppi sono stati esclusi dalla ricerca, in quanto i membri che li compongono condividono, in genere, la stessa istruzione o professione o elementi culturali molto simili, tanto da rischiare di produrre una certa omogeneità nei risultati, rischiando di non prendere in considerazione il più ampio panorama offerto dalla diversificazione del pubblico.
Un'altra interessante ricerca sul target dei musei di arte contemporanea, ci arriva dalla GNAM di Roma, dove, sempre nel 2008, è stata registrata una fortissima prevalenza di un pubblico di giovanissimi, addirittura sotto i 25 anni, sempre escludendo le scolaresche ed i gruppi.
È perciò interessante porre l'accento su come questa tipologia di museo rappresenti una forte attrazione per i giovani: trattandosi di un museo di arte moderna e contemporanea potrebbe essere sentito come un luogo in cui sono presenti mezzi espressivi artistici più in linea con il linguaggio giovanile, rispetto alla maggiore seriosità dei musei di arte antica.
Come siamo arrivati ad affermare, l'esperienza del potere dell'arte contemporanea richiede in primis una certa dose di libertà di pensiero e di apertura mentale verso questo mondo, attributi che sembrano quindi prevalere (come prevedibile) in un pubblico giovane. Diciamo che di questa fetta di campione, la parte più grossa è occupata dal segmento 25-44 anni, quindi a partire da un'età universitaria, dove si riscontra tradizionalmente un pubblico che si vuole ancora formale e che quindi ha un atteggiamento più captativo verso stimoli esterni.
Il livello di istruzione gioca infatti un ruolo importante tra i fruitori di questo settore, come ci rivela soprattutto lo studio del Centro Studi e Ricerche Associazione Civita, secondo il quale il grado di istruzione in questo caso è particolarmente elevato. Circa il 47% degli intervistati ha una laurea od un titolo post laurea, una cifra molto al di sopra del totale dei laureati sul complesso della popolazione italiana (7,5%). Anche il numero dei diplomati è piuttosto alto, aggirandosi sul 38%. Questo dato conferma un fatto noto agli operatori dei musei e che cioè il loro pubblico è, almeno formalmente, più colto.
Da questa ed altre indagini è dunque ampiamente riscontrabile che il pubblico dei musei di arte contemporanea ha un numero di laureati superiore al 47% rispetto al 39,5% e al 37,2% del pubblico interessato da altre due indagini, le quali più genericamente tendevano ad individuare quale fosse il pubblico dei musei, senza specificarne il tipo di esposizione in atto.
Le ricerche inoltre proseguono volendo definire l'utente del museo di arte contemporanea sotto un aspetto un po' più privato, in ciò che riguarda il suo quotidiano. La ricerca per Terna lo fa richiedendo a questo pubblico selezionato quale sia il proprio consumo culturale, facendo riemergere quest'immagine di pubblico colto. Una grande maggioranza degli intervistati esprime infatti il proprio interesse per siti archeologici (57%), mostre (64,9%) e musei (65,9%), e propensa ad impiegare il proprio tempo libero in attività che arricchiscono il proprio bagaglio culturale (62%).[…]

Questo brano è tratto dalla tesi:

En Plein Art. L'arte aperta

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Informazioni tesi

  Autore: Simone Mantovani
  Tipo: Tesi di Master
Master in MA in Communication Design
Anno: 2015
Docente/Relatore: Franco Achilli
Istituito da: Nuova Accademia di Belle Arti (NABA), Milano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 76

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