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L'istruzione professionale di stato. Trasformazioni e programmi dagli anni del secondo dopoguerra. Studio della realtà romana.

Un quadro del mercato del lavoro di Roma

Per completare il quadro dello sviluppo e dei cambiamenti degli indirizzi scolastici su Roma, è necessario un breve quadro del mercato del lavoro della capitale e delle sue attività economiche prevalenti dagli anni ’50.
Questa analisi è fondamentale per comprendere meglio lo sviluppo edilizio e le zone su cui si è orientata la popolazione a fronte di quelle dove si è sviluppata l©industria oppure le attività commerciali o ancora uffici e zone di pubblica amministrazione, rispetto invece a quelle residenziali e abitative. Inoltre l'area di Roma presenta molteplici facce che portano per forza di cose a una scelta differenziata degli indirizzi scolastici da parte degli studenti, strettamente legata al quartiere di appartenenza.

Prima dello scoppio della prima guerra mondiale la Capitale era per lo più centro amministrativo oltre che agricolo e aveva sviluppato un mercato soprattutto interno, non era presente un grande aumento dell’industria all'opposto di ciò che stava avvenendo nel nord dell’Italia. Come dicevamo in precedenza a differenza di città quali Milano, Torino e Genova, Roma aveva e ha tuttora una forte presenza di attività statali. La città era caratterizzata in particolare da attività artigianali e quindi i grandi imprenditori non trovarono concorrenza e si occuparono soprattutto di edilizia. Si sviluppò anche il settore chimico con diverse famiglie che dall'Italia settentrionale decisero di investire a Roma sfruttando le risorse locali a basso costo. In questo contesto anche le banche non fornivano credito ai piccoli imprenditori che non potevano così sviluppare le loro attività, ma fornivano invece prestiti alle grandi famiglie di imprenditori già avviate al nord.

Altro settore tipico della capitale fu l'alimentare, anche questo composto soprattutto di piccole imprese artigiane e qui trovarono il loro posto ancora gli imprenditori del nord come Peroni, che avevano già una buona esperienza consolidata e rivolti anche all'espansione estera.
Nell’edilizia una grande spinta venne dalla volontà di ristrutturazione iniziata da Mussolini durante il periodo fascista e fu gestita dalle famiglie più importanti di cui ancora oggi sentiamo i nomi e che vennero dal settentrione, furono i Provera, Carassi, Astaldi, Salini. Questi si occuparono soprattutto di infrastrutture mentre gli imprenditori locali si occuparono di edilizia abitativa, ottenendo anch’essi un nome importante: Vaselli, Federici, Lamaro, Castelli.

Con la seconda guerra mondiale altri settori presero piede come il poligrafico, la legatoria, la meccanica di precisione e crebbero ancora di più quelli già esistenti come le costruzioni e il chimico-farmaceutico.

Negli anni ’30 importante per Roma sarà la nascita del settore dello spettacolo e anche le industrie di fibre tessili artificiali. In questi anni viene edificato il quartiere Talenti che prende il nome dal suo costruttore e destinato al ceto medio.

Dopo la guerra, i fondi giunti dal programma di ricostruzione europeo aiutarono moltissimo le attività economiche di Roma a rimettersi in piedi. La popolazione, come detto a inizio capitolo, cresce anche per effetto dell’immigrazione nella città, la popolazione nazionale aumenta del 6% mentre quella di Roma del 27% e lo stesso avviene per il reddito che cresce più di quello della nazione. Seguirà un andamento di espansione fino a metà degli anni ’50 per poi rallentare e alla fine ristagnare dagli anni ’60.

Le zone di Roma che conobbero l’industrializzazione del ’50 furono Tor Sapienza, dove si trovava ad esempio la Voxson che costruiva autoradio e via Salaria dove esistevano attività manifatturiere.
La meccanica dopo la guerra non sarà invece molto sviluppata a Roma, a parte la Fiorentini, e gran parte di queste imprese non subiranno crisi, soprattutto nel settore dell’ottica. Anche le industrie dei mobili e del legno avranno la loro solidità e il loro posto nella città.

I settori che raggiungeranno un picco, soprattutto dovuto ai rapporti con gli Stati Uniti d’America, saranno il chimico con imprese come la Pirelli, Montecatini, Ulmer, Mira Lanza, Bombrini Parodi-Delfino ecc., e il settore farmaceutico con vari consorzi e istituti. L’edilizia invece sarà un settore soggetto a periodiche crisi. Particolare fu l’attività del cinema e dello spettacolo che fece di Cinecittà il primo centro cinematografico e dello spettacolo di Europa.

La Pontina, grazie agli incentivi per il Mezzogiorno, vide un elevato sviluppo industriale fino a Castel Romano. Espansione che il nord della città non subì, mentre l’interno della città ebbe uno sviluppo come nel caso della via della Magliana e l’area di Ostiense, ora utilizzata dall'Università Roma Tre e da uffici pubblici.

Roma presentava già in quegli anni un settore terziario notevole, dovuto alla presenza delle amministrazioni pubbliche ma che iniziò a svilupparsi anche tra i privati e in particolare nelle zone di provincia come i servizi ad altre imprese.
I settori videro, come nel resto d'Italia, una contrazione dell’agricoltura e dell’industria a fronte di un aumento dei servizi negli anni ’60. Anche se negli anni ’70 a Roma i settori tipici delle multinazionali erano ancora il chimico, il farmaceutico, il metalmeccanico, l'elettronico e il tessile, le grandi imprese erano in ogni caso in minoranza e prevaleva la piccola e media impresa. Negli anni '80 il terziario divenne il settore più importante soprattutto nella capitale per la municipalizzazione delle aziende.

In questo contesto, in particolare negli anni ’70, le banche e gli istituti di credito si svilupparono usufruendo della situazione favorevole dei molteplici investitori e imprenditori che si erano spostati a Roma e in particolare sul settore dell'edilizia.
Gli imprenditori, anche se di grandi aziende, rimanevano con caratteristiche di gestione familiare. Nell'edilizia i Federici realizzarono la moschea di Roma (anni ’70), mentre i Lamaro negli anni ’60 iniziarono la costruzione di abitazioni economiche di facile accesso anche alle famiglie meno abbienti e cominciò a questo punto una tradizione di “palazzinari” che come detto prima cambiarono l'aspetto di molte campagne e periferie romane che fino a quel momento avevano conosciuto baracche e abusivismo.

Questi stessi imprenditori si spostarono anche in altri settori completamente diversi da quello di origine del loro successo, ad esempio ci fu Segré che passò dalla produzione di carta al settore dell’edilizia e Abete dalla tipografia agli alberghi e poi al bancario.

Le zone di Pomezia e di Aprilia subiscono l'industrializzazione insieme alla Tiburtina, qui importanti nomi nel settore farmaceutico si sviluppano come l’Angelini e la Sigma Tau.

Negli anni ’60 a Roma il settore dell'abbigliamento vede nomi che ancora fanno parte dell’alta moda e conosciuti a livello internazionale: le sorelle Fontana, Fendi e altri. Ugualmente l’industria del cinema con De Laurentis che, come vedremo nel prossimo paragrafo, lascerà le sue strutture a una scuola di cinema in zona Marconi.

Negli anni ’70 inizia la svolta nel terziario che a Roma sarà rivolto alle tecnologie avanzate e innovative come l’elettronica (ad esempio l’azienda Autovox per le autoradio), ma negli anni ’80 ci sarà anche un aumento del terziario nei trasporti, nel credito, nei settori immobiliare e delle assicurazioni.

In realtà a Roma l'industria dell’elettronica iniziava già negli anni ’50 con diversi imprenditori all’avanguardia, per la riparazione di apparecchi come radio e televisori o per la produzione di componenti. L’informatica invece vedrà il suo boom negli anni ’90 con piccole e medie imprese che presentano una fatturazione competitiva a livello di multinazionali.

Con la crisi petrolifera del 1974 l'edilizia, particolarmente soggetta a oscillazioni del mercato, vedrà una ricaduta, mentre i settori dell'abbigliamento, dell'elettronica e degli alimentari (oltre a Peroni anche Fiorucci, Pallini per i liquori, Fassi per i gelati ecc.) riusciranno a restare a galla.

Negli anni '90 emergeranno gli altri settori di intermediazione finanziaria e di consulenza e organizzazione aziendale, mentre i settori chimico, farmaceutico e meccanico iniziano a conoscere la crisi degli anni '90.
Nella zona di Tivoli le estrazioni di travertino saranno invece un sito di punta e di esportazioni nel resto del mondo, inoltre non è da sottovalutare il settore turistico per l'enorme patrimonio della città.
Nella capitale ci saranno anche molte aziende di nicchia, chi produce ingranaggi meccanici per moto e automobili d'epoca, chi si occupa di mobili, chi di prodotti per parrucchieri, tecnologie per la difesa militare, la Lottomatica e i call center (Almaviva) fondati da Tripi e così via. Dal 2000 le attività in crescita a Roma sono i servizi immobiliari, il noleggio di mezzi di trasporto, l'informatica.

L'80% del terziario della regione Lazio è sito nella città di Roma. Un convegno della regione Lazio e del provveditorato agli studi di Roma del 1990 trattò la richiesta di lavoro qualificato nel terziario tradizionale di difficile reperimento. Tra le figure introvabili i banconisti, i camerieri, i baristi, i fattorini, gli autisti, gli operai ecc., ma anche nell'agricoltura si sente una mancanza di tecnici e agronomi. L'assenza di profili tecnici e professionali nei settori più importanti della capitale è elevata, anche nel settore chimico e dell'elettronica, e ancora l'artigianato, l'industria e l'edilizia. Nonostante ci sia la crisi occupazionale, si discute da qualche tempo di questi vuoti da parte dell'offerta di lavoro, per mancanza di orientamento e coordinazione tra scuole, studenti e imprese.

Questo brano è tratto dalla tesi:

L'istruzione professionale di stato. Trasformazioni e programmi dagli anni del secondo dopoguerra. Studio della realtà romana.

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Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Stancato
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Economia
  Corso: Mercato del lavoro, relazioni industriali e sistemi di welfare
  Relatore: Carlo Travaglini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 180

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