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Cittadinanza digitale ed esecuzione penale

L'effettività dei diritti digitali in carcere

Mentre le istituzioni nel mondo attivo sono impegnate a contenere e superare il digital devide nei loro territori, in carcere esso viene creato.
Nel mondo attivo, per accedere in rete, non è necessario possedere un proprio personal computer. Si può andare in biblioteca e usare quelli a disposizione nel locale adibito dalla biblioteca stessa; oppure in un Internet point, e usare le postazioni predisposte. In entrambi i casi, non occorre avere un proprio computer per collegarsi per un certo tempo, gratuitamente o a tariffazione.

Quali impedimenti troverebbe oggi il condannato comune che volesse accedere alla rete, per fare tutte le cose che normalmente fa qualunque cittadino?
L'uso di Internet non comporta il passaggio di oggetti (il che richiede autorizzazione, per l'accertamento che non siano di tipo pericoloso), e non minaccia la sicurezza e l'ordine interno (basta osservare la compostezza formale dei frequentatori degli Internet point, in cui nessun avventore vuole essere disturbato dall'altro).

Tra le pene accessorie previste per i delitti e le contravvenzioni nel codice penale non è contemplata un'“interdizione generale di comunicazione”, o specifica di accesso in rete, né perpetua né temporanea. Dunque gli impedimenti non sono né tecnologici né normativi, ma sono rappresentati dalle circolari, attraverso le quali la norma viene interpretata. Esse, talvolta, finiscono per essere un mezzo, con cui si trasmettono le “quattro regole costanti” che hanno caratterizzato l'istituzione-carcere dall'unità di Italia ai giorni nostri: isolamento dalla società, violenza, periodicità tra riforme e rigore, e mancanza di lavoro.
Se fosse riconosciuto il diritto di accesso alla rete anche ai detenuti, esso potrebbe essere realizzato in locali idonei all'interno degli Istituti, cioè o in posizione congruente con il servizio di biblioteca, oppure, dando spazio all'iniziativa privata, si potrebbe consentire la creazione di Internet poit intramoenia.

Il Regolamento interno stabilirebbe orari, durata e ogni altra modalità per usufruire del servizio.
Nel caso in cui non ci fosse altra possibilità delle camere di pernottamento, i computer potrebbero essere concessi in comodato d'uso dall'amministrazione, nello stato hardware e software che ritiene opportuno, in modo da evitare tutta la procedura del controllo-pacchi prevista nelle vigenti circolari, di cui si parla nel prossimo paragrafo.
L'individuazione della soluzione organizzativa più adeguata, nei diversi stabilimenti, non può che nascere da un'analisi locale congiunta tra tutti gli operatori penitenziari, tra i quali vanno inclusi anche gli analisti informatici.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Cittadinanza digitale ed esecuzione penale

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Informazioni tesi

  Autore: Fiorella Ragni
  Tipo: Tesi di Master
Master in Diritto Penitenziario e Costituzione
Anno: 2015
Docente/Relatore: Massimo De Pascalis
Istituito da: Università degli Studi Roma Tre
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 41

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