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Il c.d. divorzio breve

Problemi di coordinamento fra giudizio di separazione e giudizio di divorzio

Uno dei punti più discussi dell’intervento normativo in questione attiene alla mancanza di una disciplina in tema di contemporanea pendenza del processo di separazione e di quello di divorzio perché, con l'abbreviazione dei termini per la domanda di divorzio, crea una sovrapposizione dei due processi. Nelle ipotesi di contemporanea pendenza dei due processi parte della giurisprudenza tende a risolvere il problema con la sospensione ex art. 295 c.p.c. del giudizio di divorzio.

Tuttavia, tra i due processi non sussiste un nesso di pregiudizialità che legittimi la sospensione, e il giudice del divorzio dovrebbe potere statuire sulle domande delle parti senza che possa avere valenza condizionante la perdurante pendenza della causa di separazione. Inoltre, con la riduzione dei termini tra separazione e divorzio, nella prassi si avrà una netta erosione dei procedimenti di modifica delle condizioni di separazione ex art. 710 c.p.c. Conseguenza questa che non è stata presa in considerazione o che comunque è stata sottovalutata. L'art. 710 c.p.c. non è stato abrogato, e rimane astrattamente applicabile, ma all'atto pratico se in sei mesi si può chiedere il divorzio la modifica verrà di fatto utilizzata solo da coloro che non vogliono (per le più varie ragioni) porre fine al vincolo matrimoniale. Tali problemi non ci sono nel caso della separazione consensuale.

Una volta concluso l'accordo, dopo soli sei mesi, le parti potranno anche richiedere il divorzio. Ciò potrà essere utile come incentivo per i coniugi a trovare sempre un’intesa.
Anche ammettendo, come pare preferibile, che il giudice del divorzio possa comunque procedere, e che l'eventuale coordinamento avvenga tra le sentenze, non vi è dubbio che la potenziale sovrapposizione tra i due processi rappresenti un fenomeno da disincentivare.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il c.d. divorzio breve

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Informazioni tesi

  Autore: Rosalba Lavecchia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Chiara Tenella Sillani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

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