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Il Giappone modernizzato tra il XIX e il XX secolo attraverso la letteratura e le arti visive

Le dinamiche di gruppo sul posto di lavoro

Nakane (2015) spiega che nelle dinamiche di gruppo in una società collettivistica come quella giapponese, se le distinzioni di classe sono meno marcate, il singolo avrà maggiori opportunità di libera competizione finalizzata al successo.
In Giappone, di solito, la carriera scolastica e l'abilità personale contano molto di più della provenienza familiare. Ha scarsa importanza, quindi, che un individuo sia nato in una famiglia agiata ovvero in una di poveri contadini se egli ottiene accesso ad un gruppo sociale affermato. Infatti una persona viene classificata prima di tutto in base al gruppo sociale a cui appartiene e la valutazione è condotta tenendo in considerazione la sua attività più che la sua origine.

Poiché un gruppo si fonda su un rigido ordine gerarchico, l’individuo potrà essere ammesso soltanto al gradino più basso. Nell’ambito di questo sistema, per l'appartenente al gruppo sociale sarà più vantaggioso restare nello stesso gruppo invece di cambiare e accedere ad un altro. Qualora le sue capacità e i suoi risultati non siano inferiori alla media, l'ascensione nella gerarchia interna sarà automatica. Infatti la permanenza nello stesso gruppo offre la possibilità di poter scalare l’ordine interno nel corso del tempo, poiché i nuovi reclutati saranno collocati ai livelli inferiori, mentre i membri più anziani, in posizione più elevata, raggiungeranno l'età della quiescenza oppure moriranno.

Queste dinamiche sono le stesse che si trovano nel mondo del lavoro in Giappone, che è strutturato in una rigida scala gerarchica. Nel settore privato può accadere che un lavoratore di grande talento e con molta esperienza si veda corteggiare dalla concorrenza con offerte allettanti: la scelta è ardua, e non solo per “il tradimento” verso il gruppo e l'azienda presso la quale è impiegato, ma anche perché egli sa che nel posto di lavoro attuale il suo futuro è assicurato. Sarà infatti promosso ad una mansione amministrativa più elevata anche se il suo talento e la sua efficienza cominceranno a calare, inoltre cambiare lavoro equivale a perdere colleghi e amici, trasferirsi in un ambiente non familiare, senza la certezza di rapporti personali soddisfacenti.

L’attaccamento al gruppo al quale appartiene fin dall'assunzione contribuisce in maniera determinante all’identità sociale di un individuo. Ciò implica lealtà verso il proprio gruppo e anche verso il proprio datore di lavoro, e ostilità verso gli altri.
La carriera come “colletto bianco” nell’industria e nel terziario trova collocazione a metà strada tra un posto nella pubblica amministrazione e la libera professione. Poiché l’obiettivo è il profitto, la gestione è più efficiente di quella del settore statale e si presta maggior attenzione, seppur con notevoli limiti, al merito individuale. Di solito il reclutamento ha luogo soltanto tra chi ha appena terminato gli studi.

Questo sistema, tuttavia, non riesce a soddisfare coloro che sono dotati di maggiori capacità. Il che ben si accorda con la tendenza dei giapponesi a pensare in termini di gruppo, lasciando da parte l'individualismo e sacrificando le proprie ambizioni.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il Giappone modernizzato tra il XIX e il XX secolo attraverso la letteratura e le arti visive

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Informazioni tesi

  Autore: Davide Andreis
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Stefano Calabrese
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 107

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