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Il deterioramento della qualità del credito in italia: analisi del fenomeno e delle possibili soluzioni

La rilevazione iniziale del credito in bilancio

In conformità allo IAS 39, un credito deve essere iscritto nell’attivo dello stato patrimoniale solamente nel momento in cui la società diventa parte attiva del contratto di finanziamento, acquisendo i diritti connessi all’esecuzione delle clausole previste dal contratto, come ad esempio il diritto a ricevere il rimborso del capitale erogato ed il pagamento degli interessi. Tale momento coincide di norma con la data di erogazione del credito stesso da parte della banca; qualora tuttavia tale coincidenza non si manifesti, in sede di sottoscrizione del contratto si provvede ad iscrivere in bilancio un impegno ad erogare fondi che si conclude alla data di effettiva messa a disposizione della somma pattuita alla controparte debitrice.

Lo IAS 39 prevede che il valore di iscrizione iniziale del credito in bilancio debba essere pari al costo, ovvero il Fair Value del corrispettivo pagato. Il testo del principio contabile identifica poi tale espressione come “il corrispettivo a cui un’attività può essere scambiata o una passività estinta, in una libera transazione, fra parti consapevoli e consenzienti”.

Concretamente, il Fair Value corrisponde all’ammontare erogato comprensivo dei costi e dei proventi direttamente connessi al contratto di finanziamento e determinabili con ragionevole certezza sin dalla sua stipula (si tratta dei c.d. “transaction costs”). Costituiscono un esempio di costi da includere i contributi dovuti agli organi regolamentari, le imposte per la conclusione dei contratti e le commissioni pagate ad agenti, consulenti ed altri intermediari di mercato; vanno invece esclusi i costi che sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice e quelli legati alle ordinarie attività di natura amministrativa e gestionale.

A titolo esemplificativo si veda la figura seguente nella quale viene illustrata la rilevazione iniziale nell’attivo patrimoniale di una banca di un credito erogato ad un cliente per un importo contrattuale di 1.000 €. Tale importo deve essere considerato al netto della commissione prevista per l’accensione del finanziamento (pari nell’esempio al 3% dell’importo contrattuale), la quale andrà registrata in conto economico quale componente positiva di reddito. La banca dovrà pertanto iscrivere nella voce 70 dell’attivo patrimoniale - Crediti verso Clientela - un ammontare di 970 € (pari ai 1.000 € previsti dal contratto, al netto delle commissioni pari a 30 €).

Nel caso particolare (e raro) in cui la concessione del credito avvenisse a condizioni differenti rispetto a quelle di mercato, ed il Fair Value risultasse quindi inferiore all’ammontare erogato a causa dell’applicazione di un tasso di interesse inferiore rispetto a quello normalmente praticato a finanziamenti con caratteristiche similari, deve essere iscritto inizialmente un importo pari ai futuri flussi di cassa dell’operazione attualizzati ad un tasso di mercato. La differenza rispetto all’importo erogato dalla banca deve essere rilevata come elemento di costo in conto economico nel momento dell’iscrizione iniziale del credito in bilancio.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il deterioramento della qualità del credito in italia: analisi del fenomeno e delle possibili soluzioni

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Informazioni tesi

  Autore: Carmelo Gulino
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Finanza
  Relatore: Luca Erzegovesi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 172

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