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Fuga dagli spalti nel mondo del calcio italiano: il modello servicescape applicato allo stadio di proprietà

Fuga dagli spalti

Il calcio italiano odierno è paragonabile ad un malato quasi allo stato terminale e la malattia si chiama “poca attenzione verso gli spettatori”. A causa di questa malattia il calcio italiano sarà destinato dapprima a rincorrere e poi a soccombere al cospetto degli altri campionati europei ed extraeuropei. [Vialli G. Caressa F., “Codice Rosso lo stato del calcio italiano”, episodio 4/09/2014]. Attualmente anche gli stadi americani e quelli del medio oriente registrano un volume di spettatori che inizia seriamente a preoccupare i vertici del calcio nazionale che, per molti anni, hanno fatto finta di non vedere, ma anzi rassicuravano tutti sul fatto che quello che stava succedendo sotto gli occhi di tutti non era vero. E’ vero che molte cose stanno accadendo nel panorama calcistico italiano, ma la più preoccupante ê la così detta “fuga dagli spalti”. Per quasi un ventennio il nostro campionato veniva definito il più bello al Mondo sia per i grandi giocatori che poteva vantare sia per il pubblico presente durante le partite: si trova ora ad essere rilegato negli ultimi posti proprio a causa della fuga degli spettatori.

Sono stati effettuati degli studi che affermano che nella stagione appena terminata, 2014-2015 vi è una vera e propria fuga dagli stadi italiani indicando con tale termine il crollo del numero degli spettatori fisicamente presenti durante le manifestazioni sportive.[Gragorace F. “Spettatori negli stadi italiani, un calo inesorabile: tutti i numeri della crisi”, Calcioweb 31/03/2015]. In particolare si evince come solo l’F.C. Juventus e l’A.S. Roma siano riusciti in questa stagione ad incrementare il numero di spettatori medi presenti allo stadio rispetto alla passata stagione. Le altre squadre hanno fatto registrare un crollo in particolare l’F.C. INTERNAZIONALE e il S.S.C. NAPOLI. Queste due tifoserie hanno “abbandonato” i propri beniamini. Nell’ultimo report presentato dall’Osservatorio del Calcio infatti si mette in luce che gli spettatori medi sono 21.850 in calo del 6.9% rispetto all’ultima fase della stagione 2013/2014.

In Italia la presenza allo stadio è impressionante in senso negativo se confrontati con quelli dei principali campionati europei: le partite italiane in termini si spettatori fanno registrare a malapena il 56% di spettatori medi presenti allo stadio.
La lettura dei dati diventa ancora desolante se si confrontano gli abbonati medi delle società della massima serie italiana tra i campionati 2013-14 e quello appena concluso (2014-2015).
I dati impietosamente evidenziano che il calcio italiano non riesce più ad attirare pubblico.

La rivista “Business Sport Management” ha condotto in merito moltissime indagini tra cui l’“Analisi sul bacino d'utenza dei club della Serie A”. [Terzia F., “Analisi sul bacino d'utenza dei club della Serie A”, Business Sport Management 2015]. L’elaborato evidenzia come il bacino d’utenza (numero di tifosi e la popolazione che vive nel territorio della rispettiva squadra) giochi un ruolo fondamentale per le società calcistiche italiane in relazione ai potenziali ricavi derivanti non solo dal “botteghino”, ma anche dai diritti tv. Purtroppo in Italia i dati sono sconcertanti rispetto agli altri maggiori campionati europei dove invece si registra quasi sempre il tutto esaurito anche per le partite di minore importanza. Ad esempio in Bundesliga la media degli spettatori ha toccato nello scorso campionato i 44.000 spettatori.

In Italia l’affluenza media allo stadio per la stagione 2014-15 risulta essere molto bassa (circa 22.000 unità) rispetto alla capacità media degli stadi italiani (41.472 spettatori).[Rosso S., “Abbonamenti, biglietti, ingressi: tutta la Serie A in ordine di prezzo”, fonte: Gazzetta dello sport 27/11/2014]. Secondo il report n°4/2015 dell’osservatorio del Calcio Italiano nel primo trimestre del campionato appena concluso la media degli spettatori ha registrato una doppia flessione: -6.9% rispetto al finale della passata stagione e -0.9% rispetto al primo quadrimestre dell’attuale campionato. I dati relativi al primo trimestre della stagione 2014/15 evidenziano un crollo dell’11.4% rispetto alla stagione 2012/2013 e addirittura del 12.2% rispetto al finale di stagione 2010/2011.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Fuga dagli spalti nel mondo del calcio italiano: il modello servicescape applicato allo stadio di proprietà

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Informazioni tesi

  Autore: Nicola Salviato
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Federico Brunetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

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Parole chiave

calcio
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economia e gestione delle imprese
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servicescape
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