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L'architettura come processo di filiera in ambito europeo: valorizzazione della risorsa legno in edilizia - Le progettualità nel sistema territoriale piemontese

La gestione forestale sostenibile in Italia

Questo paragrafo vuole iniziare con la citazione appena riportata per sottolineare come la valorizzazione della trafila del legno dal bosco al prodotto finale, necessariamente debba partire dal bosco stesso. Ebbene lo strumento oggi più importante e qualificato che attesta la qualità del legno e del suo habitat è una corretta gestione forestale sostenibile, valori implementati positivamente anche dall’ulteriore certificazione PEFC.

Infatti è importante tutto questo perché le foreste certificate rappresentano una possibilità anche per i proprietari ed i gestori forestali, di poter disporre di uno strumento, la certificazione appunto PEFC, che permette loro di avere dati certi e dimostrare che il legname tagliato è il prodotto di una gestione condotta in maniera sostenibile, o come riporta la pubblicazione del 2016, “è la garanzia che la materia prima legnosa per carta e prodotti in legno deriva da foreste gestite in maniera sostenibile”. “Viene incoraggiato lo sviluppo locale perché da esso dipende il benessere e la sopravvivenza del bosco stesso (catalogo PEFC, vedi sopra), con questa seconda citazione si vuole anticipare il centro nevralgico intorno cui verte questa ricerca: la valorizzazione del legno autoctono, in particolare per la produzione di componenti costruttivi strutturali, con specifico riferimento alla situazione in Piemonte.

Utilizzare da parte di aziende, imprese, falegnamerie, ecc.., un prodotto che sia possibilmente di provenienza locale, al più regionale, ma comunque italiano per favorire non solo la crescita del nostro patrimonio forestale, in quanto gestire in maniera sostenibile significa tutelare gli habitat di piante, animali e tutte quelle funzioni che il bosco svolge nei confronti del clima, del suolo e dell’acqua, ma portare un contributo significativo alle imprese locali per cercare di rilanciare il settore delle costruzioni che, come appena visto da quanto riportato dai dati contenuti nel “Rapporto Case ed Edifici in Legno 2015”, a fronte di una flessione generale, la sola che ha segnato una progressiva ascesa è proprio quella relativa all’architettura in legno. Bisogna investire nel territorio nazionale, aiutare le imprese a collaborare tra loro e cooperare insieme, costruire reti solidali ed intelligenti, entrare in maniera sempre più innovativa e prepotente nell’sostenibile grazie al legno.

Gli ultimi dati pubblicati mostrano come al 31 Dicembre 2015, in Italia siano stati certificati 826.836,55 ettari di superficie boschiva e 3.654,23 ettari di pioppeti. Il totale degli ettari con certificato PEFC corrispondono al 9,3% della superficie totale a bosco (8.759.200 ettari), registrando un incremento dell’1,3% rispetto all’anno precedente (2014). Questa prima premessa pone le basi per anticipare una questione importante che emergerà in seguito: il valore del legno di pioppo insieme a quello degli alberi. (Cfr. Cap. 6 Il legno di filiera corta e certificata. Casi studio sulla produzione di componenti in legno).

Il quadro nazionale pone in una classifica virtuale in cima le regioni settentrionali del settore orientale: qui si registrano 728.092 ettari corrispondenti all’ 89,4% del totale PEFC italiano, che hanno ottenuto la certificazione; considerando globalmente la situazione Italiana tale riconoscimento è avvenuto in tempi diversi e con un dato sorprendente: il 7 maggio 2003 il Consorzio Forestale dell’Amiata (Provincia di Grosseto) ha ricevuto la prima certificazione di Gestione Forestale Sostenibile PEFC in Italia. Qui si rimanda allora alla giusta considerazione in questa tesi, che si occupa principalmente di Alpi, alla regione Toscana (cfr. Cap. 8 Oltre le Alpi: la situazione della Toscana).

In seguito al primo traguardo verso la gestione forestale sostenibile certificata italiana, l’8 luglio 2004 è stata la volta poi del Friuli Venezia Giulia, e alla fine di ottobre del 2004 sono stati approvati gli standard di certificazione Nazionali a livello mondiale in seguito a cui il Gruppo PEFC Veneto ha ottenuto il terzo riconoscimento italiano, seguito dall’Unione Agricoltori-BauerBund della provincia di Bolzano (17 dicembre 2004) e dalla regione Trentino Alto Adige (16 dicembre 2005).

Ad oggi risultano qualificati e garantiti boschi, pioppeti e Consorzi forestali in Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Abruzzo, Lazio e Sardegna. In particolare la leadership per estensione di area certificata è quella dell’area gestita da Unione Agricoltori Bolzano con 301.247,31 ettari, seguita dalle altre tre regioni Alpine orientali italiane e al quinto posto in una ipotetica classifica, si colloca il Piemonte.

In conclusione certificare non solo i boschi ma anche i pioppeti, è stato un importante traguardo per il patrimonio naturale verde italiano. Il Pioppo ricopre in maniera abbastanza importante le pianure italiane con il cui materiale di natura altamente nobile, si possono produrre anche componenti edilizi che con nuove tecnologie, studio e ricerca, si possono utilizzare in modalità diversa, attribuendogli una nuova veste e dando loro un nuovo lancio nel settore del legno.

Questo brano è tratto dalla tesi:

L'architettura come processo di filiera in ambito europeo: valorizzazione della risorsa legno in edilizia - Le progettualità nel sistema territoriale piemontese

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Informazioni tesi

  Autore: Albana Lala
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura per il progetto sostenibile
  Relatore: Guido Callegari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 312

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