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Frode informatica e cybercrime nel sistema penale

Il pharming

Seconda evoluzione del fenomeno phishing, oggetto di analisi, è costituita dal pharming. Esso consiste in una tecnica di cracking capace di colpire una moltitudine di utenti contemporaneamente, volta ad ottenere l’accesso ad informazioni personali e riservate, senza la necessità per la vittima di aprire alcuna email.

Il pharming viene realizzato tramite la manipolazione degli indirizzi DNS (Domain Name Server) che l’utente utilizza, in modo tale che le pagine web visualizzate dall’utente, create ad hoc dai pirati informatici, siano identiche a quelle originali.

Per comprendere meglio il pharming, bisogna innanzitutto capire cosa si intenda per manipolazione degli indirizzi DNS: quando si inserisce un determinato indirizzo di una pagina web nel proprio browser, esso viene tradotto in maniera automatica in un indirizzo IP numerico, così da raggiungere il server web corrispondente al dominio. D’altronde, è molto più semplice scrivere nel motore di ricerca, ad esempio, www.intesasanpaolo.com e lasciare che il server DNS del provider lo traduca in un indirizzo IP numerico, piuttosto che ricordarsi le sequenze di numeri che identificano le pagine web da visitare.

La tecnica del pharming, dunque, mira a modificare la corrispondenza numerica dei server DNS, in modo che l’utente, durante la decodificazione automatica, venga portato su una pagina creata dai pirati informatici, identica a quella ufficiale. L’utente sarà quindi convinto di navigare sul sito corretto e, nel momento in cui utilizzerà le credenziali di accesso, esse saranno automaticamente conosciute anche dal soggetto attaccante.

La maggiore pericolosità di questo tipo di attacchi consiste nel fatto che non occorre convincere l’utente a visitare siti fasulli, né occorrono e-mail “esca”; la vittima non ha alcun elemento per ipotizzare di essere connessa ad un server “trappola” in quanto esso è perfettamente somigliante a quello vero, inoltre, l’evidenza dell’attacco può essere facilmente rimossa e, quindi, la rilevanza delle attività di indagine è fortemente ridotta.

Il fenomeno del pharming è in costante crescita, soprattutto grazie alla presenza di malware (come ad esempio i rootkit) che, spesso, attivano il processo di attacco all’insaputa del soggetto passivo.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Frode informatica e cybercrime nel sistema penale

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Informazioni tesi

  Autore: Giacomo Zanna
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Link Campus University - L'Università internazionale a Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Marco Naddeo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 119

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Parole chiave

diritto penale
frode informatica
reati informatici
truffa
computer crimes
cybercrime
phishing
ransomware
cryptolocker
giacomo zanna

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