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Il mondo ricreato. Evoluzione degli effetti speciali nella saga di Guerre Stellari

Effetti speciali visivi

In un’intervista rilasciata da Rick McCallum (Produttore dei prequel di Guerre Stellari) all’interno dei contenuti speciali di Episodio I -La Minaccia Fantasma, viene rivelata qualche cifra riguardo il film, in relazione agli effetti speciali:

Per lungometraggi dalle grosse produzioni, si possono trovare circa duecentocinquanta inquadrature in cui sono presenti degli effetti speciali; per film mostruosi, come “Titanic”, ne troviamo dalle quattrocento alle cinquecento inquadrature; per “La minaccia fantasma” George Lucas in fase di pre-produzione, aveva previsto dalle settecento alle duemila inquadrature. (Traduzione dell’autore, da Star Wars Episode I – Visual Effects Featurette, 1999)

Si ripropone questa frase, per dare un’idea delle intenzioni del regista e quindi della mole di lavoro che è stata affidata al dipartimento degli effetti speciali: il novantacinque percento delle scene girate, ha qualche intervento di tipo digitale.
È bene ricordare che il film in questione, è stato realizzato nel 1999, dopo sedici anni dall’ultimo episodio della saga. In tutti questi anni la storia del cinema ha assistito ha numerosi cambiamenti e rivoluzioni. Come viene accennato alla fine del capitolo precedente, il computer inizia ad essere uno strumento essenziale per la realizzazione di lungometraggi del genere, soprattutto fantascientifico.

Mentre nella prima trilogia della saga vengono adoperati solo per la programmazione dei movimenti per il Camera Motion Control, nella seconda trilogia, il computer viene utilizzato praticamente per ogni inquadratura che necessiti di una modifica tramite gli effetti speciali.
Gli effetti speciali fisici sono ancora sfruttati poiché, in alcune situazioni, rimangono efficaci ed economici, ma, come vedremo, non è sempre questo il caso. Lucas insieme alla ILM è entusiasta di impiegare tutta la tecnologia di ultima generazione, che, grazie ad altri titoli, è riuscita a sviluppare, e così accade. Addirittura nel documentario The A to Z of Star Wars Episode II, 2002, riguardo le novità nel campo degli effetti speciali, il regista commenta:” Con le tecnologie digitali, qualunque cosa immagino, posso farla!

Argomento di questo capitolo, sono quindi gli effetti speciali di tipo digitale. Questi sono una moderna forma d’arte dalle innumerevoli applicazioni. Il computer, grazie a software dedicati, è capace di creare tramite l’implementazione analogica e/o digitale, un’illusione ottica, talmente raffinata, da riuscire a dare il senso della realtà ad ambientazioni, scene, personaggi di ogni natura, sia in campo cinematografico che in campo televisivo. Si parla quindi di computer grafica o CGI. I protagonisti più riconosciuti e premiati di questa rivoluzione tecnologica, sono Dennis Muren, Joe Letteri e l’ormai noto, John Dykstra. Tutti e tre hanno lavorato alla saga di Guerre Stellari, ma hanno reso spettacolari moltissimi altri lungometraggi, entrati poi nella storia del cinema.

Riprendendo la saga di cui è protagonista l’indagine, vengono proposte alcune sequenze ed elementi, dei tre episodi che fanno da prequel. Grazie a questo tipo di analisi, è possibile capire quale sia stata l’evoluzione tecnologica, come Lucas abbia implementato tali strumenti speciali e come, ancora una volta, questa serie di lungometraggi, sia stata innovativa e centrale per la creazione dell’immaginario cinematografico contemporaneo.

In Episodio I -La Minaccia Fantasma, avviene qualcosa che ancora non si era mai visto portare sullo schermo: creare un personaggio totalmente in computer grafica. È così che nasce il personaggio di Jar Jar Binks. L’attore Ahmed Best è sul set con gli altri artisti, indossando un costume dalle sembianze di Jar Jar. Questo serve per conferire la personalità del personaggio immaginario, sia come riferimento per i suoi colleghi, sia per dare un punto di partenza su cui lavorare al dipartimento degli effetti speciali. Tutti i suoi movimenti sono studiati e creati al computer, anche grazie alla Motion Capture, una tecnica che permette al programma di elaborare i movimenti di una persona per poi applicarli ad uno scheletro virtuale:

Questo traguardo è sicuramente esaltante, ma in realtà, non è ancora possibile ricreare tutto grazie agli effetti speciali visivi, come invece spera Lucas. Infatti il lavoro fatto per Jar Jar Binks, non è possibile eseguirlo per il personaggio di Yoda, poiché comporta troppe difficoltà. Quindi lo vediamo in CGI solo in due scene, mentre per il resto, si tratta di un nuovo pupazzo, dalle sembianze più giovani, grazie ai materiali più resistenti. Per poterlo vedere totalmente in digitale, bisognerà aspettare Guerre Stellari: Episodio II -L’Attacco dei Cloni (Star Wars: Episode II – Attack of the Clones, di G. Lucas, 2002):

Per poter capire l’analisi dei prossimi esempi, è necessario accennare al passaggio fondamentale per la realizzazione di qualsiasi sequenza. Prima di ogni ripresa, c’ê la creazione di una storyboard. Essa è alla base di ogni tipologia di film. Ma quando si tratta di lungometraggi dall’aspetto così complesso, è ancora più essenziale, poiché offre ai vari dipartimenti nella produzione del film, un’immagine visuale su cui lavorare.

Nella prima trilogia, Lucas lavora al fianco di Joe Johnston e Ralph McQuarrie, come abbiamo già visto. In Episodio I -La Minaccia Fantasma, il prosecutore di McQuarrie, è Doug Chiang che si concentra molto sulla definizione delle culture e dei manufatti, oltre che alla spettacolarità delle città. Infatti, per quanto riguarda le ambientazioni e le scenografie, assistiamo a quelle che sono vere e proprie esperienze visuali, sia quando ci immergiamo nella capitale sottomarina dei “Gungam”, “Otoh Gunga”, su “Naboo”, sia quando attraversiamo il Palazzo Reale di “Theed”, sempre sullo stesso pianeta.

Questi sono due esempi di realizzazione scenografica completamente diversa. Per creare la città di “Otoh Gunga” viene fatto affidamento esclusivamente alla CGI, sempre sulla base di una concept art realizzata in precedenza. Dal momento in cui Qui-Gon Jinn (Liam Neeson), Obi-wan Kenobi (Ewan McGregor) e Jar Jar Binks, si immergono nelle acque del lago “Paonga”, assistiamo allo spiegarsi di una città mai vista, fatta da quelle che sembrano bolle piene d’aria, arrangiate in una rete infinita, collegate tra loro da tunnel e soprattutto, luminosissima.
[…]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il mondo ricreato. Evoluzione degli effetti speciali nella saga di Guerre Stellari

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Informazioni tesi

  Autore: Giorgia Savaglio
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Discipline dell'Arte, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Daniele Dottorini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

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