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Nursing transculturale. Infermiere in Italia e in Africa: due mondi che si incontrano e si confrontanoo

Il bambino immigrato

È sempre più abituale la presenza nelle scuole italiane di bambini provenienti da diverse aree del mondo come Africa, Europa extracomunitaria, America Latina, Asia e questo ha creato diversi interrogativi da parte sia degli operatori sanitari che scolastici, nonché delle famiglie dei bambini italiani.
I motivi principali che suscitano atteggiamenti allarmistici nei confronti degli immigrati sono soprattutto quelli riguardanti l’aria sanitaria e quindi la trasmissione di malattie infettive.

L’età pediatrica è indubbiamente più soggetta alla problematica infettivologica. Il bambino al di sotto dei tre anni di vita, sia per la sua naturale minore immunocompetenza umorale e cellulomediata, sia per il sovrapporsi di fattori di rischio, quali precoce inserimento in asilo nido, diminuzione dell’allattamento al seno, esposizione ad inquinanti ambientali, è destinato a subire le conseguenze di molte malattie virali.

Dopo il terzo anno di vita la patologia batterica prende il sopravvento su quella virale, ma è sempre il bambino, come del resto il soggetto anziano o immunodepresso, colui che maggiormente risente del problema infettivologico. E' stata valutata e verificata l’incidenza della patologia infettiva e parassitaria nei bambini immigrati, ricoverati al Policlinico Umberto I, Università “La Sapienza”, Roma negli anni 1990-1995, per accertare se davvero il fenomeno immigratorio potesse determinare l’introduzione di patologie esotiche e tropicali o l’incremento della patologia infettiva già esistente nel nostro Paese.

Lo studio è stato svolto su una popolazione di 1913 soggetti con età compresa da 0 a14 anni. Le patologie riscontrate in tale campione di popolazione comprendono al primo posto le malattie infettive e parassitarie con 624 casi, a cui seguono come frequenza il numero di ricoveri per nascita, con 574 neonati, quindi i traumi con 167 casi, patologie non ben identificate con 149 casi, malattie gastroenterologiche non di origine infettiva con 88 casi, patologie congenite con 78 casi, malattie neurologiche e psichiatriche con 77 casi, neoplasie con 44 casi, malattie allergiche con 28 casi, patologie urologiche con 27 casi, le endocrinopatie con 21 casi, le intossicazioni con 20 casi e le patologie ematologiche con 16 casi.

E’ necessario specificare bene le caratteristiche della popolazione pediatrica immigrata nella nostra area geografica per quanto concerne le strutture sanitarie.
Esistono differenze infatti a seconda che il bambino faccia parte della categoria nomade, tra cui i requisiti minimi igienici sono spesso carenti, o se invece si tratti di un bambino adottato, oppure di bambino nato in Italia da immigrati bene integrati nel nostro Paese e che pertanto non soffrono di particolari problemi igienico-nutrizionale.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Nursing transculturale. Infermiere in Italia e in Africa: due mondi che si incontrano e si confrontanoo

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Informazioni tesi

  Autore: Dalila Verde
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Seconda Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Claudia Roecker
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 49

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