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Da Abstract Meaning Representation (AMR) alla sintassi RDF di FRED, un tool di Machine Reading

L’applicazione amr2fred

Per lo sviluppo dell’applicazione è stato utilizzato un approccio top-down, partendo dalla scelta dell’architettura del software e del tipo di database da utilizzare. Il modello scelto per il processo di sviluppo è un misto tra evolutivo e basato sul riuso di componenti già esistenti: si è proceduto alla implementazione delle funzioni base e successivamente sono state integrate nel sistema le librerie di conversione preesistenti.

L’applicazione è stata sviluppata con architettura “stand-alone” utilizzando un linguaggio object oriented, pattern creazionali e comportamentali e, allo stato attuale, non necessita, per il funzionamento, della connessione a Internet. Data la modesta quantità di dati da trattare essi sono caricati e mantenuti in memoria, per tutta la durata dell’elaborazione.Gli oggetti principali sono dotati di costruttore privato e istanziati come singleton, al fine di ottimizzare l’utilizzo delle risorse, soprattutto per quelli, che si occupano di gestire i dati o accedono ai file delle risorse.

Gli oggetti nodo, che si occupano della memorizzazione delle informazioni relative agli elementi della frase in lavorazione, mutano il loro comportamento in base al proprio status.La parte di codice relativa all’interfaccia grafica è separata dalla parte che effettua le elaborazioni ed è contenuta completamente nella classe principale dell’applicazione.

Essa consta di un’interfaccia grafica minimale (Figura 1.1) in cui si possono distinguere tre riquadri di testo. Il primo, in alto a sinistra, è il riquadro di input.
Il secondo, in alto a destra, è utilizzato per gli output di servizio e mostra una rappresentazione della struttura dati AMR memorizzata, i nodi errati rimossi automaticamente ed i nodi rimossi a seguito dell’apposizione della spunta sulla casella di controllo denominata “Remove incorrect nodes & get…” la cui etichetta cambia per adeguarsi alla selezione effettuata mediante la casella di scelta multipla immediatamente sottostante.
Il terzo riquadro di testo, posto in basso, è quello che mostra l’output principale dell'applicazione.

Quando la predetta casella di controllo non risulta selezionata, l’output ha una forma non completamente tradotta, riportante i cosiddetti nomi locali delle proprietà senza l’indicazione dell’URI completo. Una volta selezionata la casella, vengono rimossi tutti i nodi ancora non tradotti o che generano errori e il tutto viene elaborato per la restituzione in uno tra i formati finali disponibili.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Da Abstract Meaning Representation (AMR) alla sintassi RDF di FRED, un tool di Machine Reading

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Informazioni tesi

  Autore: Antonello Meloni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze e Tecnologie Informatiche
  Corso: Informatica
  Relatore: Diego Reforgiato Recupero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 37

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Parole chiave

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