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Percezione dell’immagine corporea e sport in relazione ai fattori di rischio per lo sviluppo dei Disturbi del Comportamento Alimentare

Disturbo dell'immagine corporea

Abbiamo visto nel capitolo precedente i caratteri dei DCA. Caratteristica di quasi tutti questi disturbi è l'alterazione dell'immagine corporea, in particolare gli individui con questi disturbi si vedono sempre più grassi di quelli che sono in realtà. Occorre distinguere bene il concetto di immagine corporea rispetto a quello di schema corporeo. Secondo una definizione moderna lo schema corporeo è la conoscenza immediata che ha l'individuo del proprio corpo in situazioni di stasi e di dinamica, in rapporto ai diversi segmenti che lo costituiscono, ed entro la relazione tra questi e lo spazio circostante. L'organizzazione dello schema corporeo è influenzata dall'attività percettiva, distinta in propriocettiva i ed esterocettiva. Si tratta quindi di "meccanica", in cui il cervello lavora e percepisce per adeguarsi al mondo esterno.

Tutta un'altra cosa è l'immagine corporea, la cui definizione, data nel 1935 dallo psichiatria e psicoanalista austriaco Paul Ferdinand Schindler e attualmente la più quotata, è la seguente:

"Con l'espressione immagine del corpo umano intendiamo il quadro mentale che ci facciamo del nostro corpo, vale a dire il modo in cui il corpo appare a noi stessi […]. Questo termine indica che non si tratta semplicemente di una sensazione o di un'immagine mentale: ma che il corpo assume un certo aspetto anche rispetto a sé stesso; esso implica inoltre che l'immagine non è semplicemente percezione, sebbene ci giunga attraverso i sensi, ma comporta schemi e rappresentazioni mentali, pur non essendo semplicemente una rappresentazione […]. La nostra immagine corporea e le immagini corporee degli altri sono dati primari di esperienza, ed esiste fin dall'inizio una relazione molto stretta tra l'immagine corporea di noi stessi e l'immagine corporea degli altri. Assumiamo parti dell'immagine corporea degli altri, e trasferiamo negli altri parti della nostra immagine corporea".

È chiaro che questo concetto non è stabile nel tempo, ma è un continuo variare a partire dalla tenera età e prosegue per tutta la vita. Una definizione più specifica e che meglio chiarisce il concetto di immagine corporea in relazione alla società moderna e all'argomento di questo elaborato è stata data nel 1988 da dottor. Peter D.Sladei: "l'immagine che abbiamo nella nostra mente della forma, dimensione, taglia del nostro corpo e i sentimenti che proviamo rispetto a queste caratteristiche e rispetto alle singole parti del nostro corpo".

Si tratta quindi dell'insieme di quello che l'individuo vede e i sentimenti che provoca questa visione. Questa visione è fortemente influenzata quindi dai sentimenti, che possono riportare anche fattori esterni che sono condizionati dall'esperienza e dal vissuto. Il continuo bombardamento mediatico relativo alla bellezza e alla perfezione del corpo sicuramente influiscono su questi sentimenti e non faranno altro che peggiorare la visione della propria immagine corporea, fino a raggiungere una sorta di cecità del cervello per quanto riguarda la propria immagine riflessa.

Ci sono due modelli di riferimento sul tema della costruzione e delle influenze dell'immagine corporea:

• modello tripartito di influenza: prende in considerazione tre principali aspetti che possono influenzare lo sviluppo di problemi circa l'immagine corporea ed i disturbi alimentari: il gruppo dei pari, i genitori ed i mass-media. Queste tre fonti consoliderebbero (come ampiamente detto) lo standard irrealistico della bellezza, che mette in primo piano un'eccessiva esaltazione della magrezza, attraverso esposizioni o azioni che servono ad alimentare e a perpetuare tale ideale immaginario, incidendo così sull'insoddisfazione corporea degli adolescenti;

• teoria del confronto sociale: esiste una motivazione umana universale che stimola l'individuo a valutare le proprie capacità e qualità attraverso il confronto con altre persone, preferibilmente simili a sé. L'individuo, mettendosi a confronto con gli altri, va alla ricerca di informazioni e prende in considerazione i giudizi emessi sul suo conto per acquisire sicurezza. L'autore indica due principali tipi di confronto sociale: "downward" e "upward", il primo favorisce il buon umore e sentimenti di valore personale, il secondo di solito mette di cattivo umore e minaccia la autovalutazione.
"Downward" paragona con persone percepite meno fortunate in qualche problema esistenziale, "upward" rapporta con persone considerate migliori in ambito sociale.

Se il confronto tra l'immagine corporea dell'individuo è solamente con i modelli proposti dalla società moderna non potrà che scaturire nell'adolescente un sentimento di insoddisfazione per il proprio corpo. L'insoddisfazione per l'immagine corporea si manifesta con il dispiacere personale per la forma del proprio corpo in generale o per la dimensione di alcune parti corporee. L'insoddisfazione per il proprio corpo, specialmente nell'età moderna, è un atteggiamento tipico tra le giovani donne, ma non tutte sviluppano un disturbo legato alla distorsione dell'immagine corporea anzi, in alcuni casi può essere utile come motivazione per intraprendere comportamenti salutari. […]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Percezione dell’immagine corporea e sport in relazione ai fattori di rischio per lo sviluppo dei Disturbi del Comportamento Alimentare

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Vanini
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Università Telematica San Raffaele Roma
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze della Nutrizione Umana
  Relatore: Massimiliano Caprio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

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