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Analisi dei processi decisionali non strutturati "il caso del Club Méditerranée sull'isola di Caprera"

Dalle difficoltà del Village Magique agli albori del Club Méditerranée

La favola del Village Magique prende vita negli anni cinquanta, grazie allo sbarco dei francesi sull'isola di Caprera che riuscirono, con la loro disinibita mentalità a rendere meno triste l'indomani della guerra, dando vita a una pacifica colonizzazione della Cala tanto amata dall'Eroe dei due mondi, realizzando così il loro sogno di emancipazione, attraverso la liberazione dai tabù e dalle antiche convenzioni sociali (S. Abate, comunicazione personale, 2014).
I francesi riuscirono a raggiungere i loro intenti nonostante i difficili momenti dell'esordio quando Ezio Garibaldi, nipote del condottiero e deputato del Movimento Sociale Italiano, infiammava mezzo Parlamento contro i responsabili dell'insediamento turistico, dove arrivavano le ragazze disinibite e i giovani spensierati, dalla mentalità aperta ad ogni genere di esperienza (S. Abate, comunicazione personale, 2014).
Sono due le missive che il nipote del condottiero, a titolo di Consigliere Comunale di Roma, indirizza al Sindaco del Comune di La Maddalena Pietro Ornano.
Nella prima missiva, del 27 aprile 1955, dai toni aspri e severi, Ezio Garibaldi chiede al Sindaco maddalenino notizie precise sul villaggio di divertimenti che vorrebbe impiantarsi a scopo di lucro nell'isola di Caprera, chiedendo che gli sia assicurata la veridicità di tale profanazione (Garibaldi, 1955a).

Nella seconda missiva, del 10 maggio 1955, apparentemente dai toni più pacati rispetto alla precedente, Ezio Garibaldi si rivolge di nuovo al Sindaco Ornano con testuali parole:

"Non ho mai dubitato neppure per un istante che tanto la S.V. quanto il Consiglio Comunale, nell'appoggiare un'iniziativa di carattere turistico abbiano avuto l'intenzione di venir meno a quel profondo culto di affetto e venerazione con il quale hanno sempre concordato l'isola di Caprera e la tomba di Giuseppe Garibaldi. Esclusa perciò da me qualunque diffidenza di carattere ideologico, è solamente sulla opportunità o meno, e sullo svolgimento di tale iniziativa, che mi permetto soffermare per un momento la Sua attenzione. Perché chiamare "villaggio magico" che ricorda i baracconi da fiere con relativi annessi e connessi, quella che è invece un'iniziativa turistica, di cui io per primo avrei riconosciuta la necessità, per ovviare ai mille inconvenienti e difficoltà logistiche che incontrano quanti vogliano recarsi a Caprera? Io ignoro le condizioni alle quali viene data la concessione, e quale ne sia la portata pratica, e credo lo ignori anche mia zia Donna Clelia che mi ha scritto confermandomi la Sua adesione di massima all'iniziativa stessa. D'altra parte, non è possibile, non ricorrere a capitale straniero per attuare un progetto che potrebbe essere assunto da Enti Turistici Italiani?
Non potrebbe farlo direttamente il Ministero della Marina trattandosi di terreno demaniale e per di più Monumento Nazionale, facendo assumere la gestione dal Comune della Maddalena? Come vede sono tutti interrogativi che si presentano nell'animo di tanti che considerano Caprera patrimonio nazionale, e ai quali sarebbe bene dare una chiara risposta per tagliare corto alle dicerie che cominciano a circolare"
(Garibaldi, 1955b).

I fautori di questa filosofia incassavano quindi di continuo gli attacchi del deputato garibaldino che venivano sferrati assiduamente anche sulle pagine de «Il Merlo Giallo», storico periodico settimanale di estrema destra.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Analisi dei processi decisionali non strutturati "il caso del Club Méditerranée sull'isola di Caprera"

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Informazioni tesi

  Autore: Simona Vitiello
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Sassari
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Francesco Virili
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 151

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Parole chiave

processo decisionale
business model canvas
garbage can
decisioni organizzative

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