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Il consumatore postmoderno e il marketing esperienziale. Il caso del tartufo.

L'esperienza nel prodotto tipico

La valenza del prodotto tipico si estende a quella di mezzo di differenziazione e di qualificazione di diversi territori, diventandone a volte una risorsa imprescindibile. I prodotti tipici vengono, infatti, apprezzati dai consumatori soprattutto per il loro forte legame con i luoghi di coltivazione, allevamento e produzione.

Un esempio di prodotto tipico nell'ottica esperienziale può essere il tartufo, un prodotto che, come altri beni alimentari, presenta problematiche di deperibilità e difficoltà nella conservazione, ma anche alcuni vincoli peculiari dei prodotti tipici:
- i produttori sono per la maggior parte piccole e medie imprese, limitate nelle loro scelte strategiche;
- le produzioni di tartufo vengono realizzate in volumi generalmente modesti per rispondere ad altrettanti limitati volumi di domanda;
- il tartufo assume senso, significati e sapore più appaganti e gratificanti se consumato direttamente nei luoghi di origine, piuttosto che in contesti lontani dai territori di provenienza (Kivela and Crotts, 2006; Fox, 2007). Si parla, in questo caso, di aree tartufigene indissolubilmente legate al prodotto: l'entroterra del pesarese per il tartufo di Acqualagna, la Lombardia per il tartufo d'Alba, l'avellinese per il Tartufo di Bagnoli Irpinia ecc.

Secondo il modello della progressione del valore economico di Pine e Gilmore, i prodotti tipici legati al tartufo, possono essere classificati in vari tipi:
- il tartufo fresco è oggetto di scambio come materia prima;
- il tartufo inglobato in altri prodotti alimentari, come formaggi, oli, paste, può essere considerato come bene industriale;
- il tartufo servito nei ristoranti, rientra nel business dei servizi;
- il tartufo presentato negli eventi tematizzati, come fiere, Show cooking, partecipazioni alla raccolta della materia prima con cercatori professionisti, può invece essere considerato come prodotto-esperienza, che viene messa in scena per il consumatore;
- il tartufo come occasione di apprendimento e coinvolgimento attivo dei clienti, (corsi di cucina per apprendere nuove modalità di utilizzo del tartufo nelle pietanze), può infine generare una trasformazione del cliente

Avendo esaminato le specificità del tartufo e i significati del suo territorio di origine, l'approccio esperienziale più adeguato, secondo Pencarelli et al. (2015), sarebbe quello di adottare un approccio integrato che prevede:
- da una parte, l'arricchimento del prodotto tipico con servizi, atmosfere, elementi storici e culturali del territorio di origine esalta le sue specificità rendendole dei punti di forza;
- dall'altra, il territorio può utilizzare il prodotto come mezzo per una più elevata attrazione turistica, configurandosi come un “palcoscenico esperienziale”.

Grazie a questo connubio il consumatore può vivere esperienze uniche ed autentiche nei luoghi e nei tempi determinati dall'offerta (Fortezza e Pencarelli, 2011). [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il consumatore postmoderno e il marketing esperienziale. Il caso del tartufo.

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Paoloni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Curriculum linguistico-aziendale
  Relatore: Elisabetta Savelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

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Parole chiave

marketing
questionario
postmodernità
esperienziale
consumi alimentari
tartufo
prodotto tipico
millenials
abitudini alimentari degli studenti

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