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Miti e riti della politica nel '900. Il caso della Lega Nord

La scelta della strategia indipendentista

Come anticipato nel primo capitolo, il 1994 è l'anno dell'approdo al governo della formazione leghista. Il ticket che unisce Lega Nord, Forza Italia e Alleanza Nazionale batte la coalizione di centro-sinistra guidata da Achille Occhetto, conquistando così Palazzo Chigi.

Tuttavia, l'idillio fra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi durerà poco. Nel dicembre dello stesso anno, infatti, si apre una frattura tra il senatùr e il capo del governo e la Lega ritira la fiducia al gabinetto Berlusconi, determinando così la caduta del governo del leader forzista.

Il "ribaltone" bossiano si può spiegare alla luce delle numerose defezioni e dei malumori interni al movimento leghista. Luigi Negri, segretario della Lega Lombarda, era uscito dal movimento in dissenso con la linea dell'alleanza con Forza Italia e Alleanza Nazionale. Anche Roberto Maroni si era allontanato per un periodo dal movimento. Ѐ dunque la sopravvivenza del movimento leghista ad invitare Bossi ad abbandonare gli scomodi alleati di governo.

L'affermazione di Forza Italia stava infatti erodendo la base del partito di Bossi. Silvio Berlusconi aveva infatti proposto un «populismo di governo», ricco di promesse, di proposte, maggiormente inclusivo rispetto al «populismo di protesta» leghista, soprattutto dal punto di vista della frattura Nord-Sud.

Berlusconi era riuscito a far breccia nello stesso bacino elettorale leghista, quello medio-borghese, e in particolare fra gli ex elettori della defunta Democrazia cristiana.

La mossa di Bossi è quindi un tentativo di riaffermare la distinzione profonda fra la coalizione di centrodestra e la Lega Nord, evitando che quest'ultima venisse inglobata nella tanto deplorata "partitocrazia romana".

La questione era quella di salvare l'identità leghista e, con essa, l'identità del "Popolo del Nord", che Bossi e il suo movimento si prefiggevano di rappresentare.

Ѐ in questo periodo che la Lega Nord vara la "strategia indipendentista". Infatti, se fin qui l'obiettivo leghista era stato la trasformazione dell'Italia in uno Stato federale, nell'ottica di un'autonomia delle regioni del Nord, ora, l'obiettivo principale di Bossi e compagni diventava la totale indipendenza della Padania, la patria del leghismo.

I leghisti iniziano così a rivendicare l'estraneità delle regioni e dei popoli della pianura Padana dallo Stato italiano. Tuttavia, il progetto dell'indipendenza della "Repubblica Federale della Padania" si dimostra di per sé debole e campato per aria.

La necessità di Bossi, il futuro "Padre della Padania", è dunque quella di catturare, di conquistare il suo elettorato ed il popolo del Nord alla causa padana. Era quindi di fondamentale importanza la creazione di quella coscienza collettiva che cementasse, attorno ad un clima di effervescenza comune, i Popoli padani nella lotta per la libertà e l'indipendenza da "Roma ladrona". Per fare la Padania, Bossi aveva innanzitutto bisogno dei padani; aveva bisogno di persone che appunto credessero in un sogno. Ecco, dunque, l'elemento fideistico della proposta bossiana.

Nella sua fase indipendentista, il leghismo esasperò la doppia frattura su cui si era da sempre basato: la frattura centro-periferia e quella Nord-Sud. Il tutto con il fine di creare l'autocoscienza nazionale dell'etnia padana.

Infatti, come ricorda puntualmente il politologo Filippo Tronconi, riprendendo le parole di Max Weber nel saggio Economia e società, «la «comunanza etnica» si differenzia dalla «comunità di gruppo parentale» perché è appunto di per sé soltanto una "comunanza"» (creduta)».

Ѐ tenendo a mente questa chiarificazione rispetto all'etnia che è possibile comprendere l'intento di Umberto Bossi e dei leghisti.

Quindi, a partire dai primi mesi del 1995, Bossi e compagni si mobilitarono per creare un immaginario, una simbologia ed un ritualismo che saranno l'oggetto dell'analisi di questo terzo ed ultimo capitolo. Un capitolo, nel quale si andranno a studiare e toccare con mano i documenti che hanno costituito il "verbo" leghista: una selezione dei principali discorsi del capo Umberto Bossi e gli articoli più significativi estratti dalla rivista Quaderni Padani.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Miti e riti della politica nel '900. Il caso della Lega Nord

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Informazioni tesi

  Autore: Federico Gonzato
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Alba Lazzaretto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 109

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