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Definizione di curve caratteristiche resistività-contenuto d'acqua di terreni piroclastici dei versanti del Mt. Faito (C/mmare di Stabia, Napoli)

Le colate detritiche in Campania

Come abbiamo visto nel capitolo precedente, la Regione Campania presenta particolari caratteristiche geologico-strutturali, litologiche, geomorfologiche ed idrogeologiche che la rendono suscettibile a franamenti (Civita and Lucini, 1968; De Riso and Nota d'Elogio, 1973; Guida et alii, 1974; Civita et alii, 1988; Guadagno et alii, 1988; Guadagno, 1991; D'Agostino et alii, 2001) ed in particolare all'innesco di debris flows.

Negli ultimi decenni, numerosi ricercatori si sono interessati allo studio dei meccanismi di innesco e di propagazione delle colate rapide di fango che hanno colpito più volte la nostra regione (Guadagno, 1991; Calcaterra et alii, 1997; Del Prete et alii, 1998; Celico et alii, 2000; Cascini et alii, 2000; Picarelli and Olivares 2001; Di Crescenzo and Santo, 2005) soprattutto in seguito all'evento calamitoso verificatosi il 5 e il 6 maggio 1998, dove oltre 20 flussi colpirono gli abitati di Sarno, Quindici, Bracigliano e Siano, situati nel comune di Salerno, causando 160 vittime e seri danni alle infrastrutture.

Tra le cause predisponenti dei fenomeni di colata detritica rapida vi è sicuramente la pendenza del versante, poiché essi si verificano soprattutto nelle porzioni di versante a pendenze maggiori e dove le coltri sono più sottili (da pochi centimetri a qualche metro) coinvolgendo inizialmente piccoli volumi di terreno. Anche l'assetto stratigrafico gioca un ruolo fondamentale nell'innesco di flussi detritici, così come la presenza di orizzonti di varia granulometria (livelli di pomici, cineriti, etc.) poggianti su un substrato carbonatico o tufaceo che condiziona la circolazione idrica all'interno della coltre. In particolare, la differente granulometria dei terreni può talvolta anche creare livelli relativamente impermeabili che facilitano, in concomitanza di eventi pluviometrici, l'instaurarsi di falde sospese effimere che generano flussi sostanzialmente subparalleli al versante. In ogni caso, qualunque siano i fattori predisponenti, il principale fattore scatenante di un evento di debris flow resta l'azione delle acque meteoriche, che è in grado di modificare il regime delle pressioni neutre e indurre una fluidificazione delle masse con perdita di coesione.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Definizione di curve caratteristiche resistività-contenuto d'acqua di terreni piroclastici dei versanti del Mt. Faito (C/mmare di Stabia, Napoli)

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Informazioni tesi

  Autore: Alessia Ferrante
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze geologiche
  Relatore: Rosa  Di Maio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 69

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Parole chiave

resistività
geotecnica
debris flows
monte faito

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