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Piani individuali di risparmio (PIR): crescita dell'impresa e finanza per lo sviluppo

Analisi di scenario: i PIR in 10 anni

Quello che ci offrono attualmente analisi e ricerca sull'argomento PIR sono proiezioni con un orizzonte temporale che non va oltre i 5 anni. Risulta sicuramente interessante tentare di allungare questo orizzonte ed analizzare la questione in senso più ampio, cioè facendo riferimento anche ai possibili scenari che possono presentarsi nei prossimi anni.

Nella successiva analisi, dunque, proporremo quella che sarà la nostra proiezione di raccolta dei PIR nei prossimi 10 anni e la potenziale evoluzione delle IPO nel medesimo arco temporale.

Diamo spazio ad un'analisi sulle IPO per un motivo ben preciso: premesso che la dinamica delle nuove società che si aprano al mercato è un punto chiave dell'argomento PIR, riteniamo che nei prossimi anni la crescita dell'universo mid-small caps si manifesterà non tanto in una crescita dei relativi indici azionari, come è accaduto in questo primi mesi, ma in una crescita del numero di società facenti parte di tale “universo”. Fino ad ora la crescita degli indici è stata veramente elevata, ma guidata più dall'euforia che non dai fondamentali delle singole società, per questo motivo crediamo che i prezzi delle azioni si assesteranno e tale crescita pian piano rallenterà; ciò non deve essere visto, però, come un fattore negativo, anzi, come detto in precedenza, tale crescita, a nostro parere, si manifesterà appunto in altro modo, ovvero in una crescita delle IPO.

Come detto in precedenza lo studio si baserà sulla presenza di 3 diversi scenari: uno scenario di base, che porterà infatti a risultati abbastanza coerenti con quelli mostrati già nelle stime presenti nei capitoli precedenti ed altri due scenari differenti, uno ottimistico ed uno pessimistico.

L'ipotesi di base per quel che riguarda le stime sulla raccolta, riprende quella fatta da Intermonte, già illustrata in precedenza (pagina 57): si presume che almeno il 10% dei 6.8 milioni di investitori italiani retail in fondi comuni di investimento, verserà quest'anno 15.000 euro in un PIR; da notare che l'ipotesi risulta perfettamente coerente con la stima, ormai praticamente assodata, dei 10 miliardi di raccolta nel 2017.

L'altra ipotesi di base, in riferimento alle IPO, parte dal presupposto già presentato a pagina 53, ovvero dallo studio di IR Top Consulting che prevede altre 60 IPO circa entro il 2018, e fa inoltre riferimento ai dati che abbiamo sugli attuali partecipanti al percorso Élite di Borsa italiana.

Le altre variabili che terremo in considerazione nell'elaborazione di tale modello sono:
• l'investimento totale dei singoli sottoscrittori dei PIR
• la percentuale (rispetto all'anno precedente) di nuovi sottoscrittori
• l'orizzonte temporale dell'investimento, cioè per quanti anni il sottoscrittore alimenterà il fondo con ulteriore liquidità
• del totale della raccolta il 21% finirà alle PMI

Questo brano è tratto dalla tesi:

Piani individuali di risparmio (PIR): crescita dell'impresa e finanza per lo sviluppo

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Gallerini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2016-17
  Università: Università Politecnica delle Marche
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Marco Cucculelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

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Parole chiave

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analisi di scenario
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piccole-medie imprese italiane (pmi)
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