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Il giuramento del diritto canonico

Il giuramento nel processo matrimoniale canonico

Nulla nella disciplina del procedimento matrimoniale si discosta in maniera considerevole dall'iter processuale standard. Anzi, possiamo dire che le due discipline si ricalcano abbondantemente. La sole differenze riscontrate, che poi illustreremo, rispondono a quell'esigenza di verità richiesta da ogniqualvolta ci si trova a fronteggiare temi considerati basilari.

"Le peculiarità procedurali del processo matrimoniale emergevano nella fase istruttoria in correlazione al favor iuris di cui godeva il matrimonio", questo perché, vista l'importanza accordata al matrimonio, si voleva che il convincimento del giudice si fondasse su prove certe, su atti e si richiedeva certezza delle situazioni portate in giudizio a sostegno della causa.

Una delle differenze nominate riguarda proprio l'istituto di cui ci occupiamo nella parte riguardante il giuramento di parti, periti e testimoni. Si dice infatti che essi "prima di essere esaminati devono prestare 'giuramento de veritate tota et sola dicenda' sul vangelo o tacto pectore se si tratti di un sacerdote" se questi poi si rifiutavano di giurare, la loro testimonianza poteva essere utilizzata solo in caso si fosse ritenuta indispensabile ma il loro rifiuto, con annessa motivazione, era da menzionarsi nel verbale.

Il giuramento de veritate dicenda si sostituisce al giuramento calumniae utilizzato per tutti gli altri processi e pronunciato dopo la contestazione della lite.

Il giuramento calumniae altro non era che un giuramento pronunciato dall'attore a non muovere accuse, o difese, false od ingiuste consapevolmente. In tal caso viene ad essere difeso l'interesse di una parte a non essere accusata per ciò che non ha commesso o per cosa diversa da quella per cui dovrebbe essere giudicato.

Diverso l'interesse che si persegue invece nel processo canonico, come si può evincere anche da ciò che abbiamo affermato in precedenza, si persegue in tal situazione non un interesse di parte bensì la salvaguardia di un bene superiore per cui si richiedeva di dire la verità, non per non danneggiare l'altro, ma per un fine unico e superiore di verità, di causa giusta.

Altra peculiarità si può ravvisare nella prova testimoniale per la quale erano richieste particolari accortezze ed era necessario il rispetto di peculiari requisiti. Esempio eloquente era la richiesta che i testimoni fossero fisicamente presenti, che fossero soggetti rispettabili e discreti ai quali non era possibile muovere critiche concernenti l'affidabilità.
Altro momento centrale per la figura del giuramento si vede nella sua ammissione a costituire elemento decisivo alla risoluzione della causa quando interviene nella confessione dei coniugi.

Detta confessione giurata proveniente da ambo i coniugi era infatti considerata fonte idonea a scoprire la verità. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il giuramento del diritto canonico

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Informazioni tesi

  Autore: Laura Barbanti
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Vincenzo Pacillo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 101

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Parole chiave

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giurisprudenza
diritto canonico
giuramento
1917
1983
codex
codex iuris canonici
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