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Depressione post partum materna e paterna : esiti sullo sviluppo emotivo-adattivo del bambino.

Disturbi psichici nel puerperio e depressione postpartum paterna

Il termine puerperio indica il lasso di tempo dopo il parto intercorrente fra l’espulsione della placenta e la ripresa della completa funzionalità dell’apparato genitale femminile. È questa una fase della vita dove la donna risulta psicologicamente vulnerabile: durante il puerperio, la probabilità nelle neo-madri di sviluppare dei disturbi psichici è molto alta in quanto la gravidanza prima e la fase post partum poi, provocano in esse importanti cambiamenti che vanno a interessare diversi domini psico-biologici e psico-sociali.

In tale periodo risulta importante la funzione di protezione verso la donna da parte del partner, quale fattore di prevenzione nell’insorgenza di disturbi psichici. I disturbi psichici nel post partum sono classificati in: blues post partum, depressione post partum e psicosi puerperale. Il blues post partum viene considerato un disturbo dell’umore relativamente lieve, transitorio ed a risoluzione spontanea; la sua incidenza nelle neo madri varia dal 50% all’80%.

La manifestazione sintomatica nelle donne affette da questo disturbo riguarda: umore depresso, irritabilità, pianto, alterazioni del sonno, scarso appetito; tali manifestazioni compaiono entro i 5 giorni seguenti al parto andando incontro a remissione spontanea nell’arco di 2 settimane. Il blues post partum è generalmente considerato una conseguenza fisiologica del parto, anche se occorre tenere presente che in circa il 25% delle donne può evolvere in depressione post partum (Bobo 2014).

La depressione “con esordio nel post partum” era definita dal DSM-IV-TR (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders -DSM) come un sottotipo del disturbo depressivo maggiore e considerava il periodo di insorgenza nel post parto, non contemplando il periodo della gravidanza. Nel DSM-V, questa descrizione è stata modificata riportando “con esordio nel peripartum”: tale specificazione indica che il proemio della sintomatologia depressiva debba avvenire nel periodo della gravidanza ed entro le quattro settimane seguenti al parto; viene introdotto pertanto il termine “depressione perinatale” (in questo trattato sarà utilizzato l’acronimo MPD in sostituzione della dicitura più estesa di Maternal Perinatal Depression).

È doveroso sottolineare che indipendentemente dai criteri di classificazione propri del DSM, evidenze cliniche ed empiriche hanno permesso di estendere il lasso temporale relativo alla comparsa della sintomatologia fino ad un anno dopo la nascita del bambino; in questo caso i disordini di tipo depressivo sono spesso classificati come “disturbo depressivo maggiore, con insorgenza nel postpartum". Molti studi hanno rilevato che la depressione post partum nei paesi industrializzati colpisce circa il 10-15% delle neo madri, mentre nei paesi in via di sviluppo l’incidenza della MPD è risultata essere di 2-3 volte maggiore rispetto ai primi.

La manifestazione sintomatica nella MPD è analoga a quella della depressione maggiore fuori dal puerperio; si assiste quindi nelle neo madri a flessione del tono dell’umore, senso di angoscia, sensi di colpa, abbattimento, alterazione dell’appetito e dei ritmi circadiani, marcata irritabilità, riduzione nella capacità di attenzione e concentrazione, confusione, ansia, attacchi di panico, disturbi ossessivi/compulsivi, ideazione suicidaria. Le conseguenze della depressione nel post partum hanno un impatto significativo nei rapporti affettivi fra madre e figlio, così come nelle pratiche genitoriali che risulteranno inadeguate, con effetti sul corretto sviluppo psicofisico del bambino.

La MPD rappresenta inoltre un fattore ad elevata correlazione per quanto riguarda la messa in pratica di tentativi di suicidio: il 20% delle morti nel post partum avviene per suicidio. Per quanto riguarda la durata, in alcuni casi la patologia può andare incontro a remissione entro due mesi dalla sua comparsa, anche se nel 25-50% delle madri persiste dopo i 7 mesi (Bobo 2014). La psicosi puerperale è una patologia psichiatrica molto grave ad esordio improvviso; si manifesta entro le prime 2-4 settimane dopo il parto con una sintomatologia che può comprendere, oltre a manifestazioni affettive tipiche della MPD, anche allucinazioni, comportamento disorganizzato, confusione mentale, delirio.

Per la risoluzione di questa patologia è necessaria l'ospedalizzazione ed un’adeguata terapia farmacologica. Nel primo anno dopo la nascita del bambino è alta la probabilità in donne affette da psicosi puerperale di sviluppare atteggiamenti autolesionistici aventi come fine il suicidio o atteggiamenti violenti verso il bambino che possono sfociare nell'infanticidio (Sit et al. 2006).

Questo brano è tratto dalla tesi:

Depressione post partum materna e paterna : esiti sullo sviluppo emotivo-adattivo del bambino.

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Alberti
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2016-17
  Università: Università Telematica Internazionale Uninettuno
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Luca Cerniglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

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Parole chiave

disturbi del comportamento alimentare
intersoggettività
psicosomatica
alessitimia
legami di attaccamento
disregolazione affettiva
depressione post partum materna
depressione post partum paterna

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