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Una aproximación al análisis y al estudio del acoso escolar (Approccio all'analisi e allo studio del bullismo)

El Ciberbullying

Con el rápido desarrollo de las TIC’s y el fácil alcance de las mismas por niños de cualquier edad, ha aparecido una nueva tipología de acoso escolar: el ciberbullying. El problema, de todas formas, no es tanto que estos medios se utilicen por los menores, ya que en realidad ofrecen muchas ventajas si son aprovechados correctamente, sino que su empleo se realiza cada vez de manera menos responsable y sin la adecuada supervisión de los padres.

No hay una definición unánime del fenómeno, ni a nivel internacional ni europeo, pero hubo, en estos años, varios intentos de fijar un concepto claro y uniforme por parte de las organizaciones internacionales, por las instituciones de la Unión Europea y por distintos estudiosos. En ámbito internacional, el Informe de 2016 de las Naciones Unidas, sostiene que: “El ciberacoso puede definirse como un acto agresivo e intencionado llevado a cabo por un individuo o por un grupo empleando medios electrónicos de contacto contra una víctima que no puede defenderse fácilmente. Normalmente suele repetirse y prolongarse a lo largo del tiempo, y caracterizarse por la existencia de un desequilibrio de poder”. A nivel europeo, se ha intentado describir el fenómeno en distintas iniciativas, pero el Parlamento Europeo ha pedido más veces una definición unitaria y comúnmente aceptada. De hecho, solo 14 Estados miembros de la UE, como se afirma en el Estudio sobre Cyberbullying del Parlamento Europeo de 2016, han dado una definición oficial de acoso cibernético. España por ejemplo lo define como “la acción de intimidar a alguien usando medios digitales. Es el daño intencional y consistente ejercido por un menor o grupo de menores a través de la utilización de medio digitales”.

Entre los estudiosos, el primero en utilizar el término ciberbullying fue el educador canadiense BELSEY, según el cual: “El cyberbullying implica el uso de tecnologías de la información y de la comunicación para apoyar el comportamiento deliberado, repetido, y hostil por un individuo o grupo, que está pensado para dañar otros”. Según SMITH, el ciberbullying es un acto agresivo e intencionado llevado a cabo de manera repetida y constante, mediante el uso de formas de contacto electrónicas por parte de un grupo o de un individuo contra una víctima que no puede defenderse fácilmente; por WILLARD, directora del centro americano por la utilización segura y responsable de internet, el cyberbullying se considera como “el envío y acción de colgar (sending y posting) textos o imágenes dañinas o crueles en Internet u otros medios digitales de comunicación”. Es interesante también la definición que proporciona un Informe de Save the Children de 2016 según el cual “el ciberacoso (ciberbullying) es una forma de acoso (bullying) que implica el uso de los teléfonos móviles (textos, llamadas, videoclips) o internet (email, redes sociales, mensajería instantánea, chat, páginas web) u otras tecnologías de la información y la comunicación para acosar, vejar, insultar, amenazar o intimidar deliberadamente a alguien”.

De todas las definiciones proporcionadas se puede deducir que el cyberbullying se considera como un subtipo, una nueva forma de acoso escolar entre menores que presenta elementos comunes con este último, pero con sus propios matices, debidos en gran parte al uso de las TIC’s.

Así el ciberbullying, como el bullying tradicional se caracteriza por conductas violentas y desagradables realizadas con la intención de hacer daño o menoscabar la integridad física y moral de la víctima, pero con la peculiaridad que las vías empleadas sean siempre los medios digitales o electrónicos; por un desequilibrio de poder, puesto que la víctima, en el ciberespacio, no puede defenderse al no conocer muchas veces la identidad de su agresor y no puede eliminar los contenidos de internet o responder de alguna forma a los ataques. Y por último también en el ciberbullying se aprecia la nota de la reiteración y continuidad de la acción lesiva, y que las dos partes son ambas menores de edad. No hay que confundir el cyberbullying con el delito de grooming u otros delitos de carácter sexual que se caracterizan por ser el agresor un adulto y por tratarse de acciones que tienes como objetivo atraer y engatusar al menor con fines sexuales. [...]

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Una aproximación al análisis y al estudio del acoso escolar (Approccio all'analisi e allo studio del bullismo)

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Informazioni tesi

  Autore: Eleni Murru
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Universidad Miguel Hernandez de Elche
  Facoltà: Facultad de Ciencias sociales y juridicas
  Corso: Grado en Derecho (Giurisprudenza)
  Relatore: Paloma Arrabal Platero
  Lingua: Spagnolo
  Num. pagine: 81

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Parole chiave

violenza
bullismo
bullying
stalking
cyberbullismo
cyberbullying
atti persecutori
acoso escolar
responsabiltà minori

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