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Alimentazione complementare a richiesta in bambini di 6-12 mesi: un'indagine on line

Alimentazione responsiva

Un elemento centrale dell'approccio BLW è permettere al bambino di alimentarsi da solo e ciò porta la madre ad adottare naturalmente uno stile alimentare di tipo responsivo caratterizzato da un basso controllo.

Questo assunto è confermato da uno studio di Brown e Lee (2011) in cui le autrici hanno evidenziato come un'alimentazione controllante da parte della madre abbia un impatto negativo sullo stile alimentare del bambino e sul suo peso corporeo a 12 mesi. In questo lavoro vengono analizzate le differenze tra madri che scelgono un approccio tradizionale con cibo frullato somministrato con il cucchiaio e le madri che invece seguono il BLW. Queste ultime riportano bassi livelli di restrizione, bassi livelli di pressione durante il pasto per far mangiare il bambino, meno controllo e meno preoccupazione per il peso rispetto alle madri che seguono invece l'approccio tradizionale.

Questi dati sono confermati da uno studio longitudinale che ha usato una versione modificata del questionario sull'alimentazione del bambino a 6-12 mesi (Brown e Lee 2011) e 18-24 mesi (Brown e Lee 2015) per misurare la pressione materna a mangiare, le restrizioni, il controllo e la preoccupazione per il peso del bambino. In entrambi gli studi, le madri che hanno seguito un approccio BLW hanno mostrato bassi livelli in tutte queste variabili e adottano una alimentazione maggiormente responsiva rispetto alle madri del gruppo di alimentazione tradizionale.

Anche la percezione delle madri rispetto al peso dei figli sembra essere molto importante per quanto riguarda la preoccupazione ed il controllo. Infatti, negli studi di Brown e Lee sopra menzionati, si evince come le madri che percepiscono il peso del loro bambino come “abbondante” durante i primi 6 mesi di vita, riportino bassi livelli di pressione per farli mangiare, bassi livelli di preoccupazione e controllo del peso. Il lento aumento del peso del bambino, eventuali problemi di salute dello stesso e il comportamento alimentare della madre possono avere un impatto sulla scelta del metodo di alimentazione complementare e quindi la possibilità di adottare il BLW.

Secondo gli studi sopra riportati il BLW è quindi associato ad uno stile materno a basso controllo, mentre le madri che sono preoccupate per il peso dei loro bambini e desiderano che acquisiscano peso, sembrano essere più controllanti. Il BLW in questo caso sarebbe associato ad un basso rischio di sovrappeso ed obesità (Towsed e Pitchford 2012).

Altre caratteristiche materne sembrano influenzare la scelta dello stile alimentare: in particolare, un elevato livello di scolarità e un impiego di tipo professionale o manageriale farebbero propendere per la scelta del BLW (Brown 2015). In questo studio, l'autrice ha esplorato la relazione tra personalità materna, comportamento alimentare e l'introduzione dei cibi solidi, osservando che le madri che hanno bassi livelli di ansia, che sono estroverse e coscienziose, sono inclini ad introdurre cibi solidi più tardi e a seguire l'approccio del BLW.

Al contrario, madri con elevati livelli di ansia, introverse e controllanti, introducono cibi solidi molto presto, per via della preoccupazione sulle quantità di nutrienti e calorie ingerite dal bambino. Introdurre cibi solidi ridurrebbe l'ansia rispetto alla crescita e al comportamento alimentare del bambino. Inoltre, l'ansietà materna e l'introversione sono associate ad una durata ridotta dell'allattamento, come se il latte materno, ad un certo punto, non fosse percepito come abbastanza nutriente (Harder, Bergman, Kallischnigg e Plagemann 2005).

Successivamente, la depressione e l'ansia materna potrebbero essere associate ad un'alimentazione “schizzinosa” (Mc Dermott et al. 2008).

Uno studio di Taylor et al. (2016) in Nuova Zelanda ha voluto analizzare invece l'impatto del BLW sul rischio di soffocamento e rigurgito, che paiono essere alcune delle paure più comuni nelle madri che iniziano l'alimentazione complementare.

Lo studio è stato condotto tra il 2012 e il 2014, ha coinvolto 206 famiglie ed ha previsto la compilazione di un questionario (a 6,7,8,9 e 12 mesi), di un calendario giornaliero (a 6 e 8 mesi) e la misurazione dell'esposizione a cibi con minor rischio di soffocamento (a 7 e 12 mesi). Sono stati confrontati un gruppo di controllo di bambini esposti ad alimentazione complementare tradizionale e un gruppo sperimentale sottoposto al BLISS (si veda sopra).

I risultati hanno mostrato che il 35% dei bambini ha avuto un evento di soffocamento tra i 6 e gli 8 mesi e che non ci sono differenze significative nel numero degli eventi tra i due gruppi. Nel gruppo BLISS si è registrata una frequenza maggiore di eventi di soffocamento a 6 mesi, ma minor frequenza a 8 mesi rispetto al gruppo di controllo. A 7 e 12 mesi, il 52% e il 94% dei bambini, rispettivamente, ha ricevuto cibo con minor rischio di soffocamento e non si sono rilevate differenze significative tra i due gruppi. Gli autori hanno concluso che i bambini che seguono il BLISS, che implica la presentazione di cibi a scarso rischio di soffocamento, non sembrano andare incontro a più episodi di soffocamento rispetto ai bambini che adottano uno stile di alimentazione tradizionale. Questi risultati hanno pertanto mostrato che il BLW è sicuro quanto un approccio tradizionale, se il cibo offerto è a basso rischio di soffocamento.

In una recente ricerca, Brown (2017) ha analizzato la frequenza di episodi di soffocamento in tre gruppi di bambini tra i 4 e i 12 mesi: un gruppo di bambini esposti a rigido BLW, un gruppo esposto a BLW meno vincolante e un gruppo alimentati con metodo tradizionale (cibi frullati e cucchiaio). I risultati sono concordi con i precedenti lavori e mostrano che non ci sono differenze significative per quanto riguarda la frequenza di episodi di soffocamento nei tre gruppi.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Alimentazione complementare a richiesta in bambini di 6-12 mesi: un'indagine on line

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Informazioni tesi

  Autore: Arianna Pierantozzi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2017-18
  Università: Università La Sapienza di Roma
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Intervento psicologico nello sviluppo e nelle istituzioni socio-educative
  Relatore: Francesca Bellagamba
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 129

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