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L'interazione secondo Erving Goffman e Harvey Sacks

Goffman e Sacks: incontri e scontri

Erving Goffman e Harvey J. Sacks volenti o nolenti, nel corso delle loro vite si sono incrociati più volte, sia fisicamente che per linee di pensiero o argomenti trattati nei loro scritti. L’aspetto principale che accomuna entrambi è che, nonostante siano stati avvicinati ad una corrente di pensiero piuttosto che ad un’altra, nessuno è mai riuscito ad inquadrarli precisamente, tanto da essere stati definiti entrambi come enfants terribles della sociologia dello scorso secolo.

Non possono essere ritenuti esattamente contemporanei in quanto Goffman nacque tredici anni prima di Sacks, ma l’interesse verso le interazioni quotidiane e la rivoluzione in quell’ambito di studio portata avanti da Goffman, fece si che i suoi primi passi, Sacks, li mosse seguendo le orme del sociologo canadese. La fama di Goffman, come detto più volte, è legata alla sua influenza sul settore di ricerca dell’interazione faccia a faccia, fondato da lui stesso.

Anche se non creò una scuola nel vero senso della parola, impresa a cui non era per nulla interessato, fornì ai numerosi studiosi a lui contemporanei e a quelli successivi, un quadro concettuale di riferimento, molte analisi concrete e altrettante intuizioni e interrogativi di ricerca. A loro volta, questi ricercatori, non si sono limitati a recepire e raffinare il suo lavoro, ma lo hanno ampliato in numerose direzioni.

Uno di questi è certamente Sacks, quest’ultimo diede un grande contributo per quanto riguarda gli aspetti strutturali delle conversazioni ordinarie (alternanza dei turni, gestione delle interruzioni e del silenzio ecc.).

Sacks, dopo aver mosso i primi passi seguendo e prendendo spunto dal sociologo canadese, nel 1966, all’università di Berkeley, si vide rifiutare la dissertazione proprio da Goffman al tempo suo professore, a causa delle divergenze di pensiero, come riportato da Shegloff: Goffman era stato uno dei professori di Sacks a Berkeley, e senza dubbio aveva esercitato un influsso su di lui negli anni immediatamente successivi alla laurea.

In seguito, tuttavia egli iniziò a criticare l’approccio di Sacks allo studio della conversazione e rifiutò di firmare la dissertazione di quest’ultimo che venne approvata da una commissione guidata da Aaron Cicourel (Schegloff, 1992, pp. 23-24).

Goffman non condivideva il suo tentativo di classificazione delle regolarità presenti nelle conversazioni; sia perché non riteneva necessario basare l’analisi sul dato naturale, sia perché guarda all’opera di Sacks come uno sforzo eccessivamente “ingegneristico” che riportando le conversazioni ad un piano strettamente pragmatico, le separa dai soggetti che la producono, ma anche dai contesti situazionali nelle quali si svolgono.

Le regolarità che vengono individuate assumono il valore di scatole vuote se viene escluso dall’analisi il loro senso situato. Il sociologo canadese era più interessato al modo in cui il soggetto attraverso il linguaggio organizza la rappresentazione di sé rispetto ad un pubblico cui si rivolge, calibrando i propri comportamenti in modo da seguire un copione che egli ritenga efficace al fine di essere identificato esattamente come vuole all’interno di un determinato contesto.

Nonostante il focus linguistico sul linguaggio, d’altra parte, Sacks era molto lontano dalle teorie della sociolinguistica che tendevano a studiare il rapporto che c’è tra i cambiamenti delle strutture linguistiche e la realtà sociale partendo dal presupposto che alcuni fattori sociali esterni influenzino i cambiamenti del linguaggio.

Sacks al contrario, individuando il linguaggio come campo d’indagine autonomo, esclude di fatto i legami con le classiche categorie sociologiche, preferendo porre l’accento sulla dimensione inter-soggettiva piuttosto che su quella macro-strutturale.

Questo brano è tratto dalla tesi:

L'interazione secondo Erving Goffman e Harvey Sacks

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Marongiu
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Antonella Mascio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 40

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