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Friedrich Nietzsche. Musica e filosofia.

Nietzsche contra l'arte

Dopo questa breve presentazione è doveroso evidenziare, rifacendoci strettamente a quanto è stato asserito da Vattimo e che pocanzi ho citato (cfr. p. 108), che in Umano, troppo umano, si trovano numerosissime osservazioni negative e critiche nei confronti dell'arte e degli artisti: sembrerebbe quindi che Nietzsche si opponga radicalmente all'arte e ne neghi ogni portata positiva. L'arte sembrerebbe, al pari della religione e della metafisica, falsificazione e in quanto tale radicalmente opposta alla scienza e alle «verità piccole trovate con metodo severo».

Prima tra tutte, considerando il tema centrale del presente lavoro, è proprio un'osservazione negativa, la quale cozzerebbe con le analisi in precedenza svolte, che concerne la musica:
«in sé e per sé la musica non è così piena di significati per la nostra interiorità, né così profondamente eccitante, da poter essere considerata come il linguaggio immediato del sentimento […] Di per sé la musica non è né profonda né significativa, non parla della “volontà”, della “cosa in sé”».

L'arte può, al massimo, essere una mera fase di transizione per passare da una visione religiosa del mondo ad una scientifica; può avere, in altre parole, la mera utilità di temporaneo sostitutivo. Tuttavia, in un secondo momento, anch'essa andrebbe eliminata in quanto narcosi, in quanto indugia sui bisogni e le debolezze umane, non eliminandone la causa, ma modificandone l'effetto; agisce, in altre parole, sui sentimenti dell'uomo, facendogli interpretare «il male come un bene […] suscitando un piacere del dolore e dell'emozione in genere».

Ma quali sono questi errori di cui l'arte si serve e che in certa misura promuove?
Al pari della religione e della metafisica, questi errori sono ancora una volta le «interpretazioni che alla vita conferiscono splendore e profondità» . Gli artisti allieviano così la vita degli uomini, distraendo il pubblico dalla condizione presente o reinterpretandola e perciò stesso mistificandola. «Ritorna qui, tra l'altro – scrive Vattimo – un tema caro alla Nascita della tragedia: l'arte come sola forza capace di rendere sopportabile l'esistenza». Ma il significato è molto diverso: non si tratta più – come voleva Schopenhauer – di sfuggire al caos della volontà in un mondo di forme definite; si tratta di tollerare l'ineluttabilità dell'errore su cui la vita e la conoscenza si fondano, «riconoscendo che esso è l'unica fonte della bellezza e ricchezza dell'esistenza». [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Friedrich Nietzsche. Musica e filosofia.

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Informazioni tesi

  Autore: Federica Girelli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università Vita-Salute San Raffaele
  Facoltà: Filosofia
  Corso: Scienze Filosofichd
  Relatore: Andrea Tagliapietra
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 144

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Parole chiave

musica
filosofia
schopenhauer
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nietzsche
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