Skip to content

La pubblicità mobiliare degli autoveicoli

La ratio economico-sociale alla base della legislazione sulla circolazione dei veicoli

La normativa italiana in tema di circolazione stradale risale ai primi del novecento quando nel 1901 fu emanato il r.d. n.416 dal titolo “Regolamento della circolazione degli automobili sulle strade private” (in quegli anni il termine automobile era considerato di genere maschile). L'avvento dell'auto determinò l'interesse del legislatore che intervenne per garantire la sicurezza sociale e l'incolumità ai cittadini per idanni che la circolazione di tali veicoli avrebbe potuto provocare (ad esempio l'imposizione dei primi limiti di velocità).

In questo clima di curiosità mista a premura, che circondava l'avvento di questi nuovi mezzi ritenuti potenzialmente pericolosi, fu emanato, con L.30/06/1912 n. 739, il primo Codice della Strada il quale, tra le altre norme, prevedeva a carico del proprietario e del conducente una presunzione di responsabilità per i danni causati a terzi; tale principio fu poi ripreso anche nel codice del 1933. Queste norme furono tese a creare uno stretto rapporto di solidarietà tra proprietario e conducente dell'autoveicolo, rapporto che ancora oggi è presente nell'art. 2054 Cod. Civ..
Il fondamento originario di tale vincolo stava nel fatto che generalmente, tra il conducente e il proprietario quest'ultimo dava una miglior garanzia o certezza di solvibilità.

I mezzi a propulsione meccanica in circolazione, aumentavano, e i codici stradali del 1928 e del 1933, cercarono di darne una definizione senza però coniare una specifica nozione di veicolo, creando così il problema dell'esistenza di mezzi che, non essendo espressamente previsti dalla legge, potevano creare dubbi circa il loro assoggettamento alle norme che regolavano la circolazione e tutto ciò al fine di poter applicare la presunzione di responsabilità del danneggiante per idanni prodotti dalla circolazione dei veicoli.

Con l'entrata in vigore del Codice Civile del 1942 ci si domando se l'art.2054 dovesse essere applicato solo ai veicoli menzionati nel Codice della Strada; per questo motivo si sentì l'esigenza di una normativa che desse una chiara definizione di veicolo. Si giunse così all'emanazione del Codice della Strada con D.P.R. 15-06-1959 n.393, il quale prevedeva una definizione di veicoli che riepilogativa dell'insieme delle precedenti.

Il nuovo codice stradale, entrato in vigore con l'emanazione del D.Lgs. 30-04-1992 n.285, all'art. 46 detta la nuova definizione di veicolo cui va applicato il principio contenuto nell'art.2054 Cod. Civ. circa la presunzione di responsabilità tra conducente e proprietario. Inoltre l'attenzione al criterio accessorio della “potenziale idoneità” alla circolazione ha permesso di estendere il concetto di veicolo ad una platea più ampia di prodotti della tecnologia della mobilità. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

La pubblicità mobiliare degli autoveicoli

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Cucurnia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Luciano  Bruscuglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

pubblicità
autoveicoli
aci
mobiliare
prà

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi