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La cattedrale di San Giusto a Trieste

I capitelli del sacello di San Giusto

La parte della cattedrale occupata da quello che un tempo fu il sacello di San Giusto oggi appare disomogenea perché il suo prolungamento per livellarla al prospetto dell'Assunta e i suoi molti rifacimenti e materiali di reimpiego ci rimandano a vari stili e a varie epoche.

I capitelli che troviamo nel sacello incrementano questo stato di confusione perché nell'abside della navata di San Giusto sono presenti sei pregiate colonnine realizzate in marmo brecciato con modanature su cui poggiano i capitelli di diametro inferiore rispetto alle colonne. Sopra i capitelli decorati con foglie d'acanto, sono collocati i pulvini, anch'essi scolpiti in marmo del Proconneso. I pulvini bassi e larghi sono decorati su tutte e quattro le facce. Solo due di essi presentano il monogramma del vescovo Frugifero (Fig. 47) cioè il pulvino sulla prima colonna a sinistra con la scritta rivolta verso la navata e quello della seconda colonna a destra, dove il monogramma è rivolto verso l'altare. Questi elementi sono tutti databili al VI secolo e pertanto alcuni studiosi ne videro una prova inconfutabile per la datazione di tutto il sacello mentre altri ritennero che la sola abside risalisse a quel periodo ma per i problemi di datazione del sacello si rinvia al paragrafo II. 2. . Infatti, queste colonnine con capitelli e pulvini sono un reimpiego della basilica paleocristiana.

Ai lati della cappella di San Carlo si trovano due colonne poco rastremate che poggiano su delle pietre rettangolari alte 2,10 metri e di diametro di 25centimetri. Queste colonne presentano dei capitelli decorati con quattro foglie a lingua, lisce, nella parte alta bassa e in alto hanno volute di elici. Il pulvino sopra la prima colonna ha un pulvino a piramide tronca con listello mentre quello della seconda colonna è stato ricavato da un basamento romano rilavorato nei lati (Fig. 48). Le caratteristiche dei capitelli e delle colonne sembrano appartenere al secolo IX  inoltre sono analoghe a quelle che si trovano a Germigny- des-Prés e Aquileia.

Continuando l'analisi dei capitelli presenti in situ non si possono tralasciare quelli che sorreggono la cupola. Le colonne a sinistra hanno un diametro minore rispetto alle corrispondenti di destra e uno stile poco raffinato. Entrambe sono coronate da capitelli con foglie angolari e abaco con modanature. In esse mancala presenza dei pulvini. Per la tipologia dei capitelli esse appartengono al XIV secolo. Le colonne di destra sono più grosse e in particolare quella più vicina alla zona absidale ha un diametro di ampiezza rilevante. Il capitello della colonna più vicina all'abside è in pietra e ornato da un corposo fogliame molto simile a quelli delle colonne accostate alla cappella di san Carlo. L'altra colonna, sempre sulla destra presenta un capitello corinzio e un pulvino ricavato da una cornice romana a mensole. Tutte le colonne sono eseguite in pietra di Aurisina.

I capitelli della fila sinistra sono quasi tutti dello stesso tipo a eccezione del quarto riconducibile al X secolo e di tipo composito. Tutti gli altri invece furono realizzati appositamente per la cattedrale e sono di tipo a cubo scantonato (Fig. 49) compreso il primo della fila destra. Il secondo capitello della fila sinistra è più largo degli altri per «adattarsi alla sezione maggiore del sottostante pilastro».

I capitelli della fila destra invece mancano di omogeneità. Il primo capitello scantonato è già stato citato proseguendo si incontrano tre capitelli compositi decorati in egual modo con palmette collocati su colonne delle stesse dimensioni e riferibili al IX secolo. Il quinto capitello è analogo a quelli dell'Assunta. L'ultimo capitello della fila presenta una decorazione articolata su due piani, al primo ci sono delle foglie con poco rilievo e al secondo delle volute angolari. Differisce dai capitelli dell'Assunta a cui dovrebbe essere posteriore per la mancanza di rifiniture e per la disposizione delle foglie invece trova somiglianze nei piccoli capitelli presenti nella cupola. I capitelli nella cupola sembrano essere stati costruiti poco prima di assumere la loro collocazione.

Gli ultimi due capitelli appena menzionati risalgono a un periodo tra la fine delX secolo e il primo quarto dell'XI secolo.

Secondo l'opinione di Giovanni Luca i capitelli a cubo scantonato non appartenevano al XIV secolo bensì sono prerogativa del XII secolo, infatti, proprio nella vicina Venezia, si commissionavano in quel periodo ai lapicidiVeronesi capitelli di questo genere come quelli del Chiostro di Sant'Apollonia annesso alla chiesa di San Filippo e San Giacomo del XII secolo.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La cattedrale di San Giusto a Trieste

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Informazioni tesi

  Autore: Nunziatina Nudo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Conservazione dei Beni Culturali
  Relatore: Giordana Trovabene
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 188

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