Skip to content

Il processo di spumantizzazione controllato

La Spumantizzazione

L’Italia è oggi per volume il maggiore produttore di vini spumanti al mondo, il primo produttore al mondo per valore è la Francia. Da sempre queste due nazioni sono in competizione per la contesa del primato. E’ finalmente assodato tra i viticoltori italiani il concetto che l’unica strategia vincente sia quella di mirare alla Qualità piuttosto che alla quantità.
La materia prima, il territorio e le tecniche enologiche risultano gli elementi fondamentali per l’ottenimento dei migliori risultati qualitativi. La tutela del marchio, dell’origine e del vitigno sono gli elementi organizzativi e di marketing che garantiranno la sostenibilità del prodotto sui mercati internazionali.

Lo spumante o, meglio “le bollicine” sono un fenomeno che ha visto crescere l’export italiano con percentuali importanti, +15% nel 2015/2016 fino a raggiungere +88% nell’ultimo decennio.
Il fenomeno “Prosecco” è il motore del superamento per volumi dell’Italia sulla Francia. In Italia, nel 2016, sono state prodotte 510 milioni di bottiglie:

- 410 mil Prosecco Doc di cui 70% destinato all’export
- 90 mil Prosecco Superiore Docg di cui 40% destinato all’export

Il solo fenomeno “Prosecco” oggi vale circa 2,5 miliardi di euro, con un boom produttivo ben riassunto da due cifre: 2,04 milioni di ettolitri imbottigliati nel non lontano 2012, contro i 3,29 milioni di ettolitri imbottigliati nel 2015.

Lo spumante è un vino ottenuto tramite due diverse fermentazioni:

- FERMENTAZIONE ALCOLICA O FERMENTAZIONE PRIMARIA
- FERMENTAZIONE PER PRESA DI SPUMA O FERMENTAZIONE SECONDARIA

Alla base dei due processi c’è la stessa reazione chimica, tramite la quale gli zuccheri si trasformano in alcool e CO2.

C6H12O6 -> 2C2H5OH + 2CO2 + calore

In questa reazione da un 1 g di glucosio si ottengono: 0,51 g di alcool, 0,48 g di CO2 + 0,133 Kcal di calore.
Tale reazione chimica avviene per il tramite di lieviti endogeni o lieviti selezionati aggiunti per agevolare e controllare meglio la reazione.
Nella fermentazione primaria le uve vengono conferite in cantina e pigiate per l’ottenimento del mosto. Il mosto viene lasciato fermentare in appositi tini da vinificazione con l’obiettivo di trasformare il mosto in vino, quindi il glucosio in alcool, mentre la CO2 viene dispersa ed il calore smaltito tramite gruppi frigoriferi.
Nella fermentazione secondaria il vino fermo viene fatto rifermentare in apposti recipienti (bottiglie o autoclavi) con l’obiettivo di trasformarlo in spumante. In questo caso quindi dalla reazione si otterranno sempre gli stessi elementi, ma la CO2 spontaneamente creatisi verrà rigorosamente trattenuta in modo da farla disciogliere nel vino base; anche in questo caso il calore generato sarà smaltito tramite gruppi frigoriferi.

Vediamo brevemente i vari metodi di spumantizzazione:

1. Metodo Champenoise, in Italia meglio noto come “metodo classico”
2. Metodo Charmat, in Italia meglio noto come “metodo Martinotti”

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il processo di spumantizzazione controllato

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

Informazioni tesi

  Autore: Massimo Roseano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università Telematica "Universitas Mercatorum"
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Gestione d'Impresa
  Relatore: Bernardo Giorgio Mattarella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 50

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

industria 4.0
borgo molino srl
spumantizzazione automatica
innovazione di impresa
spumantizzazione controllata
gortani srl

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi