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Analisi e rappresentazione del grattacielo orizzontale: El Lissitzky e il progetto del Wolkenbugel a Mosca (1923-1925)

L’Avanguardia modernista e il Costruttivismo russo in architettura

Dall’inquadramento storico emerso nel capitolo precedente è facile capire le condizioni in cui si sviluppa l’architettura in Russia nel periodo immediatamente successivo alla Rivoluzione. La stagione d’oro del modernismo sovietico ebbe appena il tempo di farsi notare in Occidente dagli osservatori più attenti, prima di chiudersi definitivamente. I primi storici a inserirla in una visione organica del XX secolo furono Manfredo Tafuri e Francesco Dal Co nel libro “Architettura contemporanea” del 1976.

Il periodo in cui venne realizzato il corpus di edifici va dal 1918-20, gli anni del comunismo di guerra durante la guerra civile e la NEP, al 1932-34, quando vennero riorganizzati i sindacati professionali e venne introdotta la politica del realismo “socialista”.

Dopo la liberazione dei servi della gleba nel 1861, si assistette alla nascita del movimento culturale russo cosiddetto “panslavico”, che consisteva in un revival slavofilo di arti e mestieri in cui gli artisti, raccolti da Mamontov, portavano l’arte al popolo per istruirlo. Si trattò di un revivalismo di tipo medievale (stile russo antico), e molti progetti erano astratti e ambiziosi; d’altra parte invece vennero progettate case semplici, leggere, tradizionali dall’artigianato contadino, che potessero essere realizzate da una forza lavoro non specializzata. In contrasto con il movimento artistico panslavista, l’architettura russa rimase divisa per lo stile tra i modelli classici a Pietroburgo e il movimento nazional-romantico che si stava affermando (come a esempio il Palazzo del Cremlino di K. A. Thon, del 1838, in stile neobizantino): iniziarono a diffondersi gli architetti neorussi di fine ‘800, affini con l’Art Nouveau.

Di grande importanza per l’architettura post-rivoluzionaria fu la trasformazione del movimento slavofilo in una forma culturale di origine rurale, che si ispirava in larga misura alle teorie culturali “scientifiche” dell’economista Alexander Malinovsky, il quale, nel 1895, si autodesignò Bogdanov (colui che è dotato di grande talento da Dio). Egli abbandonò i socialdemocratici per unirsi ai bolscevichi, fondando nel 1906 l’Organizzazione per la Cultura Proletaria (Proletkult) per cercare di recuperare una forma di cultura da insegnare al popolo operaio con l’unione di scienza, industria e arte.

Alla vigilia della prima guerra mondiale, la cultura russa di avanguardia si era già sviluppata in due tendenze distinte ma interconnesse: la prima era una forma d’arte sintetica, non utilitaria, per trasformare la vita quotidiana; la seconda, ispirata a Bogdanov, voleva forgiare una nuova unità culturale a partire da esigenze materiali della vita comunitaria. Dopo l’ottobre del 1917 iniziò un conflitto tra le due tendenze, e si crearono forme ibride tra cui l’adattamento (operato da El Lissitzky) dell’arte “apocalittica” e altamente astratta di Malevič agli obiettivi utilitari del suo, come vedremo tra poche righe, Suprematismo.

Come già detto, si voleva fare un’arte proletaria. All’origine delle avanguardie artistiche russe c’era, come in molte altre nazioni europee, il desiderio di ribellarsi agli insegnamenti delle Accademie, considerati obsoleti e non più in grado di esprimere i molteplici aspetti della società moderna radicalmente trasformata dalla rivoluzione industriale. La Rivoluzione russa svolse un’azione ambigua nei confronti dell’arte e degli artisti: i dirigenti comunisti li stimolavano e nello stesso tempo li condizionavano; li incitavano ad agire per combattere ogni oppressione del passato, ma intervenivano pesantemente ogni volta in cui avevano l’impressione che essi si stessero allontanando dalle direttive loro impartite. Le avanguardie che maggiormente influenzarono l’arte del periodo sono Suprematismo e Costruttivismo.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Analisi e rappresentazione del grattacielo orizzontale: El Lissitzky e il progetto del Wolkenbugel a Mosca (1923-1925)

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Informazioni tesi

  Autore: Jessica Anzil
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Architettura
  Corso: Scienze dell'architettura e dell'ingegneria edile
  Relatore: Roberto Petruzzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56

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Parole chiave

architettura
russia
orizzontale
grattacielo
costruttivismo
sovietica
lissitzky
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