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La Santa Sede e le relazioni con le Organizzazioni Internazionali per la cooperazione culturale

La cooperazione culturale sul piano regionale: il Consiglio d'Europa

Il Consiglio d'Europa (CdE) è un'organizzazione internazionale con sede a Strasburgo, creata il 5 maggio 1949 attraverso il Trattato di Londra, che entrò in vigore il 3 agosto dello stesso anno, con lo scopo di salvaguardare e promuovere gli ideali e i principi comuni e di favorire il progresso economico e sociale degli Stati parte all'accordo. Esso definisce che solo le questioni attinenti alla Difesa Nazionale sono escluse dalla competenza del Consiglio d'Europa, infatti, secondo lo Statuto del Consiglio d'Europa:
The aim of the Council of Europe is to achieve a greater unity between its members for the purpose of safeguarding and realizing the ideals and principles which are their common heritage and facilitating their economic and social progress.

L'Accordo fu inizialmente ratificato da 10 Stati e ad oggi conta 6 Stati con status di osservatori e 47 Stati membri, di cui 28 fanno parte dell'Unione Europea.

La struttura dell'organizzazione è detta “bicefala”, in quanto il conseguimento degli scopi che il Consiglio si propone si realizzare, viene attuato attraverso due principali organi, serviti da un Segretariato, in cui vengono discusse questioni di interesse comune in materia culturale, scientifica, giuridica, amministrativa economica e sociale, nonché tematiche relative allo sviluppo dei diritti umani e delle libertà fondamentali: il Comitato dei Ministri (CdM) e l'Assemblea Consultiva (AC).

Il Comitato dei Ministri, descritto nel Capo IV (artt. 13-21), è composto dai 47 Ministri degli Affari Esteri dei paesi membri, o dai loro Rappresentanti Permanenti a Strasburgo, ed è l'organo decisionale del CdE. Le sessioni dei Ministri degli Esteri sono disciplinate dallo Statuto del Consiglio d'Europa, solitamente si tengono a Strasburgo una volta l'anno, in genere a maggio o a novembre. La presidenza del CdM è assunta a turno ogni sei mesi, e segue l'ordine alfabetico inglese dei nomi degli Stati membri.

Oltre a svolgere un triplice ruolo di istanza dei Governi, di organo collegiale di dialogo e di custode, insieme all'Assemblea Parlamentare, dei valori su cui si fonda il CdE, quest'organo è competente in materia di: ammissione di nuovi Stati membri, adozione di convenzioni, accordi o raccomandazioni, adozione del bilancio, adozione e controllo del programma di attività, attivazione di programmi di cooperazione e di assistenza e controllo dell'esecuzione delle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

L'Assemblea Consultiva, descritta nel Capo V (artt. 22-35), è l'organo deliberante del Consiglio d'Europa, discute le questioni di sua competenza e trasmette le sue conclusioni, in forma di raccomandazioni, al parere del CdM. Le sessioni dell'Assemblea sono divise in quattro parti, ciascuna della durata di circa una settimana che generalmente si svolgono a fine gennaio, fine aprile, fine giugno e inizio ottobre. Il Presidente dell'Assemblea viene eletto annualmente tra i membri per un massimo di tre sessioni, dirige i lavori ma non partecipa alle deliberazioni e non vota. L'AC conta un totale di 648 membri e 18 osservatori e:
Each member, elected by its parliament from among the members thereof, or appointed from among the members of that parliament, […] must be a national of the member whom he represents, but shall not at the same time be a member of the Committee of Ministers.

L'Assemblea può adottare tre tipi di atti normativi: raccomandazioni, indirizzate al Comitato dei Ministri; risoluzioni, sull'espressione di opinioni che impegnano la sua propria responsabilità; pareri, su questioni assegnate dal CdM come ad esempio l'adesione di nuovi Membri del CdE o progetti di convenzioni.

Vi sono infine dieci commissioni che vengono costituite all'inizio di ogni sessione ordinaria: commissione sulle questioni politiche, commissione sulle questioni giuridiche e dei diritti umani, commissione sulle questione economiche e dello sviluppo, commissione sulle questioni sociali, sanità e famiglia, commissione su migrazioni, rifugiati e popolazione, commissione su ambiente, agricoltura e questioni territoriali, commissione per le pari opportunità per le donne e gli uomini, commissione su regolamento e immunità, commissione sul rispetto degli obblighi e degli impegni degli Stati membri e infine commissione su Cultura, Scienza e Istruzione.

Quanto all'ambito culturale del CdE, è necessario citare un contributo essenziale, approvato dagli Stati membri in questa sede: la Convenzione Culturale Europea. L'accordo, composto da 11 articoli, concluso a Parigi il 19 dicembre 1954 ed entrato in vigore nel 1955, venne stipulato in quanto i paesi membri del CdE considerarono la realizzazione della salvaguardia del patrimonio comune europeo come essenziale per apprezzare le reciproche diversità culturali, per promuovere i contributi nazionali al patrimonio culturale comune dell'Europa nel rispetto degli stessi valori fondamentali, e per incoraggiare, in particolar modo, lo studio delle lingue, della storia e delle civiltà degli altri e della civiltà comune ad essi tutti, ma soprattutto per realizzare una:
Greater unity between its members for the purpose, among others, of safeguarding and realizing the ideals and principles which are their common heritage [and] a greater understanding of one another among the peoples of Europe.

Per cui:
Each Contracting Party shall, insofar as may be possible: a) encourage the study by its own nationals of the languages, history and civilisation of the other Contracting Parties and grant facilities to those Parties to promote such studies in its territory; and b) endeavour to promote the study of its language or languages, history and civilisation in the territory of the other Contracting Parties and grant facilities to the nationals of those Parties to pursue such studies in its territory.

È proprio agli inizi degli anni cinquanta del secolo scorso, attraverso questo trattato internazionale, che germoglia la consapevolezza dei governi europei della cultura come “l'unico mezzo per motivare i popoli europei alle ragioni d'Europa” e che l'industria culturale europea aveva “un enorme potenziale all'interno del mercato unico” [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

La Santa Sede e le relazioni con le Organizzazioni Internazionali per la cooperazione culturale

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Informazioni tesi

  Autore: Beatrice Frabollini Aliberti
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni Internazionali
  Relatore: Vincenzo Buonomo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 142

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