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Estetica professionale. Adottare una strategia omnicanale, per differenziare l'offerta e creare valore aggiunto

Il settore estetico professionale

L’impatto che la bellezza fisica ed esteriore ha sulla nostra vita è molto potente.
L’aspetto esteriore, ha un ruolo anche nelle relazioni sociali, la psicologia riconosce la relazione che esiste tra essere accettati dagli altri ed il proprio aspetto fisico. Chi ha un aspetto gradevole o comunque risponde a canoni universali di bellezza risulta più simpatico, perché, un effetto psicologico tende a farci conservare la prima impressione che una persona suscita in noi.

La bellezza aiuta questa immagine, che diamo e che ci facciamo del prossimo, come una profezia che si auto adempie basata sullo stereotipo “quello che è bello è buono”, ci si aspetta che chi sia bello sia più socievole e quindi lo trattiamo di conseguenza.
La bellezza ci aiuta quindi ad essere accettati dagli altri, avere più autostima di noi stessi, e chi cura il proprio aspetto ha più possibilità di avere successi sia lavorativi che sociali. Inoltre i media, la comunicazione e la moda impongono modelli a cui è difficile sottrarsi, pena l’esclusione dalla società. Queste ragioni spingono molte persone a spendere numerose energie e denaro nella ricerca di un aspetto fisico più gradevole. Il fenomeno è sempre esistito e si perde nella notte dei tempi, ogni epoca ha avuto i suoi canoni di bellezza, anche se fino alla fine del diciannovesimo secolo era riservato alle sole classi sociali più elevate, e solo nella seconda metà del secolo cominciano a nascere le prime case cosmetiche.

Nei primi anni del ventesimo secolo, la bellezza diventa un grosso affare commerciale, nascono prima in Francia poi negli Stati uniti le prime grosse compagnie di cosmetici, che ancora oggi sono le leader del mercato dei cosmetici. Nello stesso periodo spuntano come i funghi i primi saloni di bellezza, tra il 1920 ed il 1930 in Francia aprono 25.000 saloni di bellezza, questa esplosione è dovuta anche ai modelli di bellezza che il nuovo media di allora “il cinema”, imporrà attraverso gli stili ed i canoni delle star di allora. Il vero boom si avrà poi dopo la seconda guerra mondiale, la televisione permettendo la visione dei suoi programmi ad un pubblico più vasto di quello del cinema, sarà il nuovo media che imporra stili di bellezza nuovi e sempre più agognati dalla massa della popolazione. Se i primi saloni di bellezza si occupavano prevalentemente di acconciature, tanto che il mercato e la cultura della cura dei capelli è più sviluppato della cura della bellezza del viso e del corpo, accanto a loro comincia a prendere piede anche l’attenzione per la cura del viso e del corpo. Nel corso degli anni, prederanno vita figure professionali, che si occuperanno esclusivamente di questi aspetti, fino alla comparsa di strutture specializzate e dedicate, sempre più sofisticate, più attrezzate e professionali.
Le diverse culture e visioni della bellezza, i diversi stili di vita nei vari paesi, faranno prendere, alle strutture che sorgeranno per soddisfare questa domanda, aspetti organizzativi e di offerta differenti, che ancora oggi hanno difficoltà ad uniformarsi. La cura del proprio aspetto e del proprio benessere oggi non è più da considerarsi un lusso per pochi, ma una prassi abbastanza comune, a cui ricorrono donne, maggiormente, ma anche uomini, indistintamente dalla classe sociale di appartenenza. Il rapporto Censis che analizza l’immaginario collettivo, rivela che nello stile di vita degli italiani, il 22,7% ritiene essenziale l’attenzione alla cura del corpo e del proprio aspetto. L’intero settore del cosiddetto wellness (benessere) racchiude in se diversi aspetti raggruppando sotto una stessa etichetta comportamenti e filosofie differenti, si va da chi cura il proprio aspetto fisico attraverso l’esercizio fisico e la frequenza di palestre, a chi vuole passare un periodo di relax in strutture come alberghi o località termali, che offrono anche servizi di trattamenti estetici, ma anche chi usufruisce di servizi di estetica o compra cosmetici ed integratori alimentari.

Nel settore hanno comunque, un aspetto di rilievo i trattamenti estetici. In Italia ad esempio, il fenomeno dei trattamenti estetici ha riguardato in primis la nascita di piccole attività, spesso a fianco dei saloni dei parrucchieri o all’interno di essi, che si sono dedicate a questi aspetti, e che negli anni successivi hanno preso identità propria, andando a formare una categoria di artigiani a se. Negli altri paesi, spesso le attività di cura della bellezza sono state accentrate in strutture molto grandi che offrono tutti i servizi disponibili a seconda della cultura di appartenenza. Per gran parte del mondo la cultura del wellness e strettamente legata al tempo libero, alle vacanze al prendersi cura di se stessi in specifiche location, che vengono riconosciute con la terminologia di Spa (salus per aquam). Il mercato del wellness può essere definito quindi secondo due tipologie di servizio (Gregori e Cardinali, 2012) i servizi residenziali, in cui verranno incluse tutte le strutture nelle quali si necessita di un soggiorno, ed i servizi non residenziali in cui ci si reca solo per usufruire dello specifico trattamento. Nonostante notevole sviluppo negli ultimi anni della richiesta di benessere, e la conseguente crescita delle strutture che offrono questi servizi, non si sono sviluppate delle strategie di marketing ad hoc. Abbiamo quindi le strutture residenziali che si rifanno più ad un marketing legato al soggiorno, mentre le strutture non residenziali si rifanno ad un marketing legato al mondo della cosmesi.

La nostra tesi vuole principalmente analizzare una proposta di marketing esperienziale per i servizi non residenziali, in particolare a quelli proposti dai centri estetici e dalle aziende produttrici di prodotti cosmetici ed attrezzature che hanno il loro core business nel rapporto con questa tipologia di strutture ed i loro relativi clienti. Secondo la nostra esperienza, maturata sul campo in più di 20 anni di attività di vendita e fornitura, il settore del wellness non residenziale, potrebbe trovare ampi benefici nell’applicazione di un strategia omnicanale di marketing esperienziale.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Estetica professionale. Adottare una strategia omnicanale, per differenziare l'offerta e creare valore aggiunto

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Informazioni tesi

  Autore: Mirco Cardinaletti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della Comunicazione per L'azienda ed il commercio
  Relatore: Christian Corsi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

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Parole chiave

estetica
marketing esperienziale
economia delle esperienze
customer journey
omincanalità
vendere cosmetici in estetica
comunicazione nella cosmesi
l'esperienza d'acquisto in estetica

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