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NPWT una nuova frontiera del wound care

Proliferazione cellulare e riparazione della matrice

Al decrescere del numero di cellule infiammatorie nella ferita, i fibroblasti, le cellule endoteliali e i cheratinociti dell'epidermide assumono il controllo della sintesi dei fattori di crescita, che continuano a promuovere la migrazione e la proliferazione cellulare. Per soddisfare le elevate esigenze metaboliche della proliferazione cellulare e della sintesi di nuova matrice extracellulare, si osserva un marcato aumento della vascolarizzazione dell'area lesione.

Grazie alle cellule endoteliali si realizza la neoformazione di capillari mentre i fibroblasti, cellule fondamentali del tessuto connettivo, si occupano di sintetizzare i componenti della matrice extracellulare. Questo tessuto, formato da una densa popolazione cellulare di macrofagi e fibroblasti immersi in una matrice di tessuto fibroso lasso riccamente vascolarizzato, costituisce il tessuto di granulazione.

La perdita di tessuto dovuta alla lesione viene inizialmente riempita da una matrice provvisoria costituita prevalentemente da fibrina e fibronectina. Via via che i fibroblasti vengono attirati nella matrice sintetizzano nuovo collagene, elastina e altre molecole che formano la cicatrice iniziale e secernono la lisilossidasi, la quale crea un reticolo nel collagene della matrice extracellulare. Tuttavia, prima che i componenti della matrice di nuova sintesi possano integrarsi adeguatamente con la matrice dermica esistente, è necessario che vengano rimosse tutte le proteine danneggiate.

Tale compito viene svolto dalle proteasi liberate da fibroblasti e cellule endoteliali, comprese le collagenasi e le gelatinasi, che fanno parte della superfamiglia delle metalloproteasi di matrice. Per azione di queste sostanze enzimatiche inizia il rimodellamento della matrice provvisoria e la modificazione del tessuto di granulazione fino a ricostituire una matrice connettivale in cui il rapporto tra collagene di tipo I e di tipo III è riportato a valori più vicini alla norma.

Da ultimo si realizza l'epitelizzazione della lesione, ossia la proliferazione e lo scivolamento delle cellule epiteliali dai margini liberi della ferita verso il centro. Le cellule epiteliali migrano sul tessuto di granulazione e vanno a ricostituire lo strato epidermico, portando a termine la riorganizzazione tessutale per quanto riguarda il numero di strati e la loro differenziazione. Solitamente la proliferazione e la riparazione durano diverse settimane, finché il completamento della barriera epiteliale induce un arresto dei fenomeni reattivi sia infiammatori che proliferativi, mentre l'angiongenesi ritorna a valori normali con rimozione dei vasi in eccesso.

Questo brano è tratto dalla tesi:

NPWT una nuova frontiera del wound care

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Informazioni tesi

  Autore: valeria Scirè
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Savino Occhionorelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 74

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npwt
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