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Servizi socioeducativi in Lombardia

La spesa sociale dei Comuni destinata all’area Famiglia e Minori

Per poter capire le cause delle forti disomogeneità diffuse sull’intero territorio italiano è necessario conoscere quali sono le determinanti delle scelte di spesa sociale delle amministrazioni comunali. Le politiche di welfare proprio per la loro natura e per le funzioni che devono esercitare dovrebbero tenere conto di almeno cinque variabili territoriali: il livello economico e le disuguaglianze di reddito all’interno della popolazione di riferimento, la struttura demografica della popolazione, il livello di autonomia fiscale dei Comuni, il tasso di immigrazione e, da ultimo, il tasso di occupazione femminile.
Nel 2005 i Comuni e gli enti associativi hanno investito totalmente 5 miliardi e 741 mila euro, rappresentanti lo 0,4% del prodotto interno lordo. A livello nazionale, in media i Comuni spendono 98 euro pro-capite annui: al Nord-est la spesa media annua pro-capite è pari a 146 euro, al Sud è di circa 40 euro.
In base alle variabili territoriali descritte poco sopra, i Comuni dividono gli utenti in aree di assistenza alle quali poi sono stati destinati importi diversi di investimento.

All’area famiglia con minori (spazio in cui rientrano gli interventi e i servizi di supporto alla crescita dei figli, la tutela del minore, la tutela delle famiglie monoparentali in difficoltà, la tutela di giovani coppie e famiglie con figli), i Comuni hanno dedicato il 38,5% delle spesa sociale totale. Ciò significa per in quest’area sono stati investiti circa 2 miliardi 181 milioni di euro. Alla sola voce asili nido i Comuni hanno riservato il 16% del totale della spesa: circa 918 milioni di euro.
La seconda area che per investimenti è maggiormente toccata è quelle assegnata agli anziani: a loro sono state destinate il 23% circa delle spese totali che corrispondono a 1 miliardo e 320 milioni di euro. In quest’area rientrano gli interventi miranti il miglioramento della vita degli anziani come, ad esempio, il SAD.
L’area degli interventi rivolti agli anziani è seguita da quella riservata ai disabili che viene sostenuta dai Comuni con investimenti pari al 20% della spesa totali, 1 miliardo e 148 milioni di euro circa.
Sulle altre aree di utenza – povertà e disagio adulti, dipendenze, immigrazione e multiutenza - si distribuisce il rimanente 19% delle risorse impegnate.
La regione più virtuosa è la Valle d’Aosta, i cui Comuni spendono poco più di 300 euro pro-capite annui per i loro utenti; a seguire il Trentino e il Friuli le cui amministrazioni comunali investono rispettivamente 225 euro e 175 euro pro-capite annui. Agli ultimi tre posti si trovano i Comuni di Puglia, Campania e Calabria che investono tra i 40 e i 50 euro pro-capite annui.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Servizi socioeducativi in Lombardia

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Informazioni tesi

  Autore: Emanuela Del Zio
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali
  Relatore: Giovanni Gori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

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