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Valutazione di tecniche di peer selection per BitTorrent in reti Wireless Mesh

KaZaA/FastTrack

I protocolli mostrati nelle precedenti sezioni sono caratterizzati dal fatto che la fase di join prevede di contattare una struttura centralizzata e ciò costituisce un punto debole del sistema.
Dal 2001 numerosi protocolli tra cui KaZaA e FastTrack hanno introdotto nelle reti P2P il ruolo di ultrapeer detto anche supernodo, superpeer o capogruppo a seconda dell’applicazione.
L’adozione di nodi particolari, dotati di una maggiore responsabilità rispetto agli altri, consente una serie di vantaggi, primo tra tutti la possibilità di realizzare una infrastruttura gerarchica estremamente più scalabile. Si noti che ogni supernodo è collegato a numerosi altri supernodi mentre ogni peer è collegato ad uno e un solo supernodo. In realtà non bisogna per forza immaginarsi i supernodi come dei nodi diversi dai comuni peer almeno da un punto di vista applicativo. Esistono infatti due diversi correnti a tal proposito. In alcune reti i supernodi sono dei vertici della rete su cui gira un’applicazione con funzionalità avanzate e questo impone che la stessa struttura hardware del nodo debba essere necessariamente capace di fornire prestazioni maggiori. Al contempo molte applicazioni, nell’ottica di aumentare la scalabilità, individuano i supernodi in comuni peer che hanno acquisito determinati crediti grazie alla loro disponibilità. Ad esempio un peer che resta collegato per molto tempo e/o consente agli altri di scaricare parecchi dati, verrà elevato a ruolo di ultrapeer quando alcuni parametri superano una soglia predefinita. Resta il fatto che, vista la maggiore richiesta di risorse dei supernodi, l’utente ha la possibilità di scegliere se consentire alla sua applicazione di diventare un supernodo o meno.
L’uso dei supernodi caratterizza diversamente le fasi delle applicazioni P2P come di seguito indicato:
• Il boot avviene contattando un nodo ultrapeer il quale gestisce una porzione dell’overlay. Al supernodo è associato infatti un set di peer e ogni qualvolta esso viene contattato da un peer che vuole agganciarsi alla rete viene restituita la lista dei peer gestiti dal nodo. Ciò presuppone che un nuovo peer conosca l’indirizzo di qualche supernodo prima di poter accedere alla rete e ciò può avvenire attraverso i comuni server web. Inoltre quando si contatta il supernodo vengono spedite informazioni circa i file condivisi, un po’ come in Napster.
• La fase di ricerca prevede che la query venga inviata al supernodo della rete di appartenenza.
Quando il supernodo riceve una query allora:
– se, nella rete di appartenenza, ci sono un numero sufficiente di peer con la risorsa, viene inviato al peer l’elenco relativo;
– se le sorgenti sono poche o nessuna il supernodo contatta altri supernodi a lui vicini che risponderanno di conseguenza.
La fase di fetch invece avviene sempre tra i peer direttamente. La ricerca in tali reti funziona un po’ come il routing in internet o il sistema postale. Per spedire un pacchetto si contatta il router gateway dopodiché il router prova a vedere se l’indirizzo appartiene alla stessa rete del mittente altrimenti lo smista ad un nuovo router.
Da quanto indicato è ovvio che reti del genere sono reti P2P ibride generalmente non strutturate. Un sistema così costituito è molto scalabile perché ciascun supernodo assume il ruolo di directory centralizzata localmente ad una porzione della rete; in parole povere si realizza un database distribuito. Nel momento in cui il supernodo si rende conto che il carico che lo coinvolge diventa insostenibile sarà sufficiente allocare un nuovo supernodo.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Valutazione di tecniche di peer selection per BitTorrent in reti Wireless Mesh

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Informazioni tesi

  Autore: Cristofaro Gozzolino
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria informatica
  Relatore: Roberto Canonico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 170

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