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Intervista con il killer - La negoziazione dei fatti nel giornalismo giallo di Franca Leosini

L’intervista

L’intervista è uno dei generi giornalistici. Uno strumento moderno del mestiere che sortisce effetti esaurienti a patto che se ne faccia un buon uso. Proprio questo è lo strumento utilizzato dalla giornalista Franca Leosini nel programma “Storie Maledette”.

A tu per tu con efferati assassini. La cornice del momento giornalistico in questione sono le carceri. Un lungo dialogo con il massacratore attraverso questa tecnica giornalistica con un compito ben preciso, la chiarificazione dei fatti. Strumento che porta il giornalista alla fonte più diretta, di maniera che l’intervista oltre che strumento di informazione diventa anche un mezzo di verifica.
Ma come si spiega il dilagare di questo importante genere giornalistico? Il giornalista Giorgio Mottana spiega il dilagare del genere assurgendo una ragione contemporanea. Parla di incredulità. La gente non crede in genere a niente. Non crede alle persone, ai fatti. Ecco che allora interviene questo importante mezzo. L’intervista intesa come dialogo condotto con una tecnica particolare offre al lettore o al telespettatore e all’intervistato una possibilità in più. Immediata possibilità di giudizio per i lettori che siano essi anche telespettatori dirigendoli ad una immediata possibilità di giudizio che magari i fatti, a quella persona attribuiti non basterebbero a sollecitare. In più il personaggio in questione acquista rilievo, dopo quello che ha fatto, solo in quanto lo si fa parlare. Facendolo parlare se ne definiscono i contorni; sottoposto a domande, fornisce risposte dall’interno delle quali nascono i tratti psicologici e caratteriali che meglio definiscono la sua figura. Non a caso l’intervista è diventato un vero e proprio genere letterario, si pensi a le numerose interviste dello scrittore Moravia. Far parlare una persona, attraverso un gioco di domande, comporta da parte di chi fa le domande una conoscenza del soggetto, o almeno il proposito di raggiungere un determinato risultato. Implica, anche, necessariamente, la ragione per cui si fa parlare quella persona e non un’altra. Si può intervistare qualcuno per qualunque ragione? No. La professione del giornalista, in quanto figura di mediatore tra il pubblico e i fatti, impone che l’intervistato sia qualcuno che sia stato protagonista di un fatto che è andato alla ribalta dell’opinione pubblica. Nel nostro caso specifico il killer. “I casi scelti per la mia trasmissione – commenta la giornalista – sono selezionati da me personalmente. Molte volte i casi che sono interessanti finiscono per avere interesse televisivo, ma questo non accade necessariamente”. La cronaca in “Storie maledette” ha questo suggestivo e straordinario elemento: la notizia inedita, nuovi elementi. Tanto più l’intervista è delicata tanto più deve essere preparata. Nel caso di mancata preparazione sarà l’immediatezza del momento a renderla interessante. Una scaletta diventa necessaria, sempre prestando attenzione all’obiettivo che si vuole ottenere; nel caso dell’intervista in “Storie Maledette” la giornalista ha una scaletta ben precisa tipica dell’ intervista semistrutturata. C’è un perché la si fa e c’è la necessità di preordinarla, mentalmente e per note scritte. Può essere preferibile, o addirittura indispensabile, come descrive Mottana, preordinare le domande scritte anche nel caso che l’intervista si prevede semplicissima. È tanto più difficile intervistare la persona che ha poco o nulla da dire. Essa risponderà soltanto se sollecitata da domande abbastanza originali. Domande scritte sono di rigore, dicevo pocanzi, quando l’intervistato è un uomo politico o come nel nostro caso un assassino. C’è un altro elemento importante che preesiste l’intervista: è l’idea dell’intervista. Non si fa intervista se non si pensa, se non si decide di farla. Sembrerà ovvio, ma non è così ovvio nel giornalismo. Questo strumento si utilizza perché il giornalista ha avuto l’idea di farla.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Intervista con il killer - La negoziazione dei fatti nel giornalismo giallo di Franca Leosini

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Informazioni tesi

  Autore: Danilo Iannazzo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: UKE - Università Kore di Enna
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo
  Relatore: Sergio Severino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

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