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I nuovi adolescenti. Piccole Ferrari senza navigatore

Abbiamo spento il navigatore ai nostri ragazzi, è ora di riaccenderlo

Educare oggi pare essere un lavoro estenuante e molto più complicato rispetto ad un tempo, al punto che pareri, informazioni, ma anche giudizi su come sia giusto educare si moltiplicano a vista d’occhio. Rimane però, spesso, l’amara sensazione che più informazioni vengono elargite e più confusione ed incertezza si crea nei genitori, i quali ad un certo punto si sentono comunque inadeguati.
Tra i vari autori, alcuni sostengono che si debba fare un passo indietro, rallentare i processi maturativi e concedere più spazio, al silenzio, a un nulla esteriore che porti ad una riflessione interiore. Bisogna smettere di caricare i nostri figli come trottole sbattute da un attività all’altra facendogli vivere il tempo come un incubo. Crepet (2001) dice: ”educhiamoli a perdere tempo”.
Altri trasferiscono buona parte della responsabilità a televisione e computer, che sarebbero in grado di plasmare la personalità dei più giovani, Postman (2005) sociologo americano e teorico dei mass media, parla di “scomparsa dell’infanzia”. Accusa la televisione di plasmare con le stesse informazioni e gli stessi messaggi grandi e piccini, senza tener conto dei differenti gradi di maturazione e creando di fatto “il bambino maturo” e “l’adulto infantile” (sotto quest’ottica nella televisione si troverebbe quindi la causa, o una delle cause, sia dell’adolescenza precoce sia dell’adolescenza prolungata).
Altri ancora sostengono che la colpa sia dei genitori, oggi troppo permissivi e lassisti. Bisognerebbe tornare ad essere più autoritari, ma la cosa è discutibile, perché i disturbi riscontrati in bambini che hanno avuto un educazione troppo rigida sono simili a quelli di coloro che hanno avuto un educazione troppo permissiva. Poi si può parlare di perdita di valori, svalutazione dell’amore, eccessiva individualità, perdita del senso sociale. Insomma, si trovano molteplici cause al perché oggi gli adolescenti siano divenuti per gli adulti così difficili da gestire e complicati da comprendere, ma raramente viene fornita una chiave di lettura che possa aiutare a districarsi senza che questo contempli anche la, a mio parere, discutibile ipotesi di tornare indietro.
Sicuramente qualche correttivo va posto: non è infatti giusto oberare il tempo dei nostri ragazzi con eccessive attività, un esagerato permissivismo è dannoso perché sfocia nella trascuratezza, la televisione non deve diventare una babysitter e via dicendo. Tuttavia personalmente credo non sia possibile tornare indietro, e penso che in fondo pochi di noi ne sarebbero realmente disposti. Quasi tutti oramai siamo adattati (a volte anche incastrati) in stili di vita differenti. Le donne lavorano. I tempi per la famiglia sono cambiati. Tutti, anche se su diversi livelli , abbiamo acquisito come diritto la nostra libertà e non siamo disposti a sacrificarci più del dovuto. Tutti faremmo fatica ad instaurare un educazione rigida ed autoritaria all’interno di una società che negli ultimi anni ci ha educato alla consapevolezza che è sbagliato. Bisogna infatti riflettere che per portare gli adolescenti a quel che erano un tempo, bisognerebbe riportare indietro tutta la collettività e in primis i genitori, cosa impossibile. Anche volendone ipotizzare la possibilità questo si potrebbe operare solo nei confronti delle generazioni future. Gli adolescenti di oggi rimarrebbero quello che sono per come sono cresciuti. Non si può far crescere un albero poi decidere che è troppo ingombrante, che vogliamo un bonsai, e rinchiuderlo in una scatola per farlo tornare piccolo.
Allora che fare? Accettiamo quel che è, impariamo a non aver paura dei nostri ragazzi, smettiamo di volerli cambiare. Non si imparerà mai a conoscere qualcuno volendolo cambiare, ma ascoltandolo, dandogli la possibilità di esprimere il suo punto di vista. Se per amarti ti voglio diverso vuol dire che non amo te: amiamoli e con questo amore aiutiamoli a vivere nel mondo di oggi, non nelle nostre fantasie di come vorremmo il mondo per loro.

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Questo brano è tratto dalla tesi:

I nuovi adolescenti. Piccole Ferrari senza navigatore

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Informazioni tesi

  Autore: Linda Ghitte Rizzo
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi del Piemonte Orientale A.Avogadro
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: servizio sociale
  Relatore: Laura Nardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 114

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Parole chiave

adolescenza
responsabilità
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comportamenti a rischio
adolescenza protratta,
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