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Le strategie competitive delle aziende operanti nei Distretti ad Alta Innovazione Tecnologica: il caso “Etna Valley”

Analisi di Swot (SWOT analysis) del distretto tecnologico “Etna Valley”

L’analisi di Swot è una tecnica sviluppata come supporto alla definizione di strategie aziendali in contesti caratterizzati da incertezza e forte competitività. A partire dagli anni ‘80 è stata utilizzata come supporto alle scelte di intervento pubblico per analizzare scenari alternativi di sviluppo; oggi l’uso di questa tecnica è stato esteso alle diagnosi territoriali e alla valutazione dei programmi regionali. I regolamenti comunitari ne richiedono l’utilizzo per la valutazione di piani e di programmi. L’acronimo SWOT sta per Strenghts (punti di forza), Weaknesses (punti di debolezza), Opportunities (opportunità) e Threats (minacce). E’ un modello di analisi che si basa su due concetti fondamentali: competenze distintive e fattori chiave di successo. Attraverso l’analisi dei punti di forza e di debolezza l’entità economica (nel nostro caso il distretto tecnologico) rivolge lo sguardo all’interno della sua organizzazione alla ricerca delle sue competenze distintive, ovvero le attività che la distinguono dai concorrenti. Nell’analisi delle opportunità e minacce l’entità economica rivolge il suo sguardo all’esterno, verso il mercato, al fine di cogliere gli aspetti di cui potrebbe approfittare per migliorare la propria posizione competitiva.
L’analisi SWOT consente di identificare le principali linee guida strategiche in relazione ad un obiettivo globale di sviluppo economico o settoriale. Essa può essere applicata in vari momenti, ovvero in fase di avvio del processo decisionale quando vengono fissate le priorità strategiche per il futuro del sistema; in ogni fase cruciale del processo decisionale che comporti scelte decisive e, infine, al termine del processo per vantare la soddisfazione delle aspettative iniziali.
I punti di forza sono quegli elementi che favoriscono lo sviluppo e che vengono anche definite ‘aree di eccellenza’; per il distretto in analisi rappresentano ciò che consente il vantaggio competitivo di lungo periodo. Esso è determinato dall’innovazione, sia strategica che di prodotto: la sinergia con i centri di ricerca e l’Università (know out altamente specializzato) contribuiscono ad un vantaggio di differenziazione del prodotto. Un ulteriore punto di forza è rappresentato dalle politiche a sostegno della ricerca e dell’innovazione e dalla partecipazione di aziende leader fortemente radicate nel territorio, nell’esistenza di filiere industriali composte da imprese propense all’innovazione in grado di utilizzare la conoscenza scientifica e tecnologica sviluppata e di garantire la ricaduta economica delle attività di ricerca sul territorio.
I punti di debolezza sono quei fattori che ostacolano lo sviluppo e che bisogna cercare di superare; sono in effetti le aree ad alto margine di miglioramento: infatti, attraverso l’analisi dei punti di debolezza si perviene all’individuazione dei problemi e delle criticità interne al sistema, permettendo di adottare le strategie più idonee. Nel nostro caso, i punti di debolezza sono rappresentati dall’eccessiva dipendenza delle piccole e medie imprese del distretto dell’azienda leader STM: la maggior parte di esse fornisce servizi hi-tech ad STM. Una manovra di investimento esterno da parte di quest’ultima creerebbe problemi notevoli in quanto le PM imprese catanesi sono ancora troppo fragili per muoversi in autonomia.
Le opportunità sono eventi favorevoli che si verificano nel contesto competitivo; esse esprimono una stima ex-ante delle sinergie che la scelta strategica è in grado di innescare nel sistema. Le opportunità del D.T. ‘Etna Valley’ sono rappresentate dall’espansione della linea di prodotti,che si può attuare ampliando il settore hi tech specializzato in nano sistemi con le biotecnologie e con lo sviluppo dell’e-commerce, con la possibilità di entrare in nuovi mercati.
Le minacce sono quegli eventi che potrebbero avere un grosso impatto sui risultati della strategia, pertanto è opportuno tenerle sotto controllo in quanto, se trascurate o non individuate, potrebbero danneggiare o addirittura portare al declino il sistema. Il distretto tecnologico ‘Etna Valley’ deve temere innanzitutto gli effetti della crisi economica in generale, che si esprimono in un possibile trasferimento di fasi di lavorazione o addirittura di nuovi stabilimenti da parte dell’azienda leader ST della produzione e dei macchinari nei paesi emergenti (area asiatica del Pacifico), che potrebbero far derivare un vantaggio di costo. Un’ ulteriore minaccia può essere rappresentata dal taglio dei finanziamenti statali alle Università, che si tradurrebbe in un incentivo per i giovani ricercatori a cercare altrove soddisfazioni e sostegno al loro impegno nello sviluppo dell’innovazione (la cosiddetta fuga dei ‘cervelli’).

Questo brano è tratto dalla tesi:

Le strategie competitive delle aziende operanti nei Distretti ad Alta Innovazione Tecnologica: il caso “Etna Valley”

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Informazioni tesi

  Autore: Rosa Gragnaniello
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Scienze Manageriali
  Corso: Economia & Management
  Relatore: Augusta Consorti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

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