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Programmazione Orientata agli Agenti: Paradigma e Design Pattern

Artefatti

L’ambiente è concepito come un insieme dinamico di entità computazionali chiamate Artifacts. Gli Artefatti incapsulano il concetto di risorse, il cui scopo è quello di essere utilizzate dagli Agenti al fine di favorire la riuscita dei loro obiettivi. Queste entità, quindi, esistono al fine di soddisfare le esigenze degli Agenti, che possono costruire Artefatti dinamicamente, manipolarli a proprio piacimento e servirsi delle loro funzioni. Si tratta in sostanza di componenti privi di autonomia, i quali forniscono un insieme di funzioni accessibili mediante opportune interfacce. Si avvicinano molto al concetto di Oggetto: l’idea stessa di risorsa o strumento di lavoro, infatti, è riconducibile all’astrazione di Oggetto. Queste entità, inoltre, favoriscono la distribuzione del sistema, in quanto, come già accennato, vengono raggruppati in workspaces, i quali possono risiedere in macchine differenti situate in diversi nodi della rete; questa caratteristica è un punto molto importante dei Sistemi Multi-Agente.
Un’ultima particolarità degli Artefatti è la possibilità di comporre più entità assieme, per mezzo di apposite link interfaces -interfacce di collegamento. E’ dunque possibile realizzare oggetti complessi mediante la composizione di elementi semplici.
Gli Artefatti hanno lo scopo di offrire agli Agenti una serie di funzionalità precise; per rendere ciò possibile, ogni componente possiede un insieme di operations e observable properties.
-Le operazioni sono i processi che vengono computati dall’Artefatto, su richieste esplicite da parte delle entità presenti nel sistema; rappresentano cioè le azioni esterne eseguibili sull’ambiente. Ora siamo in grado di definire il cosiddetto action repertoire, il quale rappresenta tutte le azioni esterne che un Agente è in grado di performare; tale insieme dipende dunque dagli Artefatti utilizzabili messi a disposizione dall’Ambiente. La usage interface è il mezzo che rende possibile l’interazione tra Agenti e Artefatti. Infine, notiamo che tutte le istruzioni sono composte da una serie di step atomici, che offrono loro capacità transazionali.
-Le proprietà osservabili, invece, costituiscono le variabili di stato degli Artefatti che gli Agenti sono in grado di percepire; i valori di queste proprietà, naturalmente, possono cambiare dinamicamente rispecchiando la continua evoluzione dell’ambiente.
Ciò che gli Agenti riescono a osservare, non si limita alle sole properties. L’esecuzione delle operazioni, infatti, può dar luogo a opportuni segnali, utili a indicare determinati eventi avvenuti all’interno dell’Artefatto.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Programmazione Orientata agli Agenti: Paradigma e Design Pattern

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Casadei
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Informatica
  Relatore: Alessandro Ricci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 106

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Parole chiave

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design pattern
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