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La dipendenza affettiva - Possibili origini ed implicazioni di un amore malato

Caratteristiche della relazione di dipendenza

Considerando che nel DSM-5 non vi sia ancora una definizione annunciata di questo tipo di disturbo e considerando i possibili fattori di origine di una dipendenza affettiva, si rende necessario vedere nel concreto in cosa essa consista e che cosa essa comporti nella relazione di coppia. Posto il fatto che l'oggetto della dipendenza in questo disturbo sia proprio la persona, e che nella fase di innamoramento sia normale una dipendenza reciproca tra i partner che si estingue man mano che la relazione si stabilizza, si può definire la condizione di dipendenza affettiva come una situazione che non consente l'autonomia e l'indipendenza dei soggetti della coppia, i quali rimarrebbero invischiati e ipercoinvolti nella relazione. Questo tipo di rapporto si instaurerebbe, in genere, tra un partner ambivalente con uno spiccato senso di insicurezza, bassa autostima e continuo bisogno di riconoscimento e protezione ed uno evitante che mostra la propria esitazione nel coinvolgimento affettivo attraverso il bisogno di indipendenza, autonomia e ritiro emotivo dalla relazione (Guerreschi, 2011). Sembrerebbe, dunque, che tale situazione affettiva sia sentita dai soggetti della coppia come precaria, non sicura, come una protrazione della fase di innamoramento e quindi di amore immaturo in cui si inseriscono ossessioni sulla figura del partner, incertezze sulla disponibilità dell'altro e la durata della relazione e ansie ad esse correlate (Acevedo, Aron, 2009). I soggetti, spesso, tentano di riprodurre nella relazione di coppia il rapporto precedentemente vissuto con la figura di attaccamento e qualora questo rapporto fosse stato disturbato (estremamente severo, conflittuale, abusante, violento, ecc.), la relazione di coppia offrirebbe loro una possibilità di riscatto, un'opportunità per cambiare le risposte affettive pressoché inesistenti nella loro infanzia (Norwood, 2004). Sia la relazione di attaccamento che la dipendenza affettiva hanno in comune, infatti, la capacità da parte di due persone di stabilire legami con un altro individuo ma mentre l'attaccamento infantile presuppone un successivo distacco e formazione di una propria personalità con modelli operativi interni ben definiti rispetto se stessi, gli altri e la relazione tra se stesso e l'altro (Bowlby, 1989), la dipendenza affettiva nega la possibilità di separarsi dalla persona "amata", costringe il soggetto a vivere una relazione insoddisfacente, umiliante e distruttiva (Reynaud et al., 2010). Le persone coinvolte in questo tipo di relazione in genere sono donne, con bassa autostima in cui il partner diviene il fulcro della propria esistenza. Esse sono invischiate in un rapporto che non consente, nella loro visione, possibilità di distacco. Infatti, la relazione di dipendenza affettiva si basa sull'idea dell'altro come oggetto nutriente esclusivo e su un'idea di sé come soggetto bisognoso, incapace di provvedere al proprio sostentamento. Ciò comporterebbe un'estrema dipendenza dal partner che inciderebbe sull'individuo a livello comportamentale (nella reiterazione di comportamenti disadattivi) e psicologico (il soggetto sarebbe eccessivamente concentrato sul mantenere la vicinanza col partner e trascurerebbe tutto il resto: amici, lavoro, passioni ecc.) (Caretti, La Barbera, 2004). Rigliano (1998) per spiegare la dipendenza affettiva prende in considerazione l'esperienza soggettiva: sarebbe proprio l'interpretazione distorta su un'esperienza vissuta soggettivamente che porterebbe la persona a vedere come centro del suo mondo e risoluzione di tutti i suoi problemi e desideri un unico partner (Rigliano, 1998). Il partner, i sentimenti e la relazione in sé sarebbero vissuti, quindi, come oggetti di piacere immediato attraverso cui superare un'insicurezza o alleviare le tensioni. Una caratteristica dei dipendenti affettivi è, infatti, una bassa autostima e senso di inferiorità: spesso queste persone hanno avuto genitori che costringono i figli a limitare i loro bisogni e ad adattarsi ai propri sviluppando la sensazione in loro di non essere abbastanza importanti, di essere sbagliati così come sono e di meritare l'amore del partner solo impegnandosi praticamente in qualcosa (offrendogli un posto in cui abitare, sottomettendosi alle loro volontà sessuali, lavorative, casalinghe, trovandogli un impiego, ecc.) (Norwood, 2004). Questi soggetti, dunque, non riuscendo ad esprimere nemmeno a sé stessi i propri desideri e vivendo in funzione dell'altra persona saranno avversivi verso qualunque tipo di cambiamento e quindi anche verso qualsiasi possibilità di crescita personale restando, talvolta, imbrigliati in una relazione malsana. La persona affettivamente dipendente non è capace di uscire da questa relazione anche se ha la consapevolezza che essa è denigrante, ingiusta e autodistruttiva proprio perché si ritiene indegna di avere dei bisogni e ha paura che l'espressione degli stessi la renda egoista agli occhi della persona amata e la allontani da lei realizzando l'aspettativa paurosa che alimenta la sua relazione di dipendenza: l'abbandono (Guerreschi, 2011). [...]

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La dipendenza affettiva - Possibili origini ed implicazioni di un amore malato

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandra Marchionni
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Elena Acquarini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 58

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Parole chiave

amore
figli
conflitto
vittima
attaccamento
disturbi psichici
violenza domestica
dipendenza affettiva
capacità genitoriali
relazione malata

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