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La guerra tra le nuvole. L’esperienza del Vietnam nel fumetto Doonesbury di Garry B. Trudeau

Caricatura

Cosa ha a che fare Doonesbury con la caricatura? Il discorso, a prima vista, potrebbe sembrare semplice, ma in realtà esistono varie considerazioni da fare a questo proposito. Doonesbury è una caricatura? Non si può certo dire che il segno di Trudeau sia naturalistico o cerchi un effetto di realismo. Nel paragrafo dedicato allo studio della linea, abbiamo già visto come i ritratti dei personaggi siano, in particolare nella striscia del ’72, piuttosto stilizzati, addirittura “incompleti” in alcune parti.

Nessuno potrebbe affermare che si tratti di disegni eseguiti con un intento ritrattistico di rappresentazione del reale. Eppure, i personaggi di Doonesbury non sono caricature in senso stretto. Vediamo meglio perché. “La caricatura è [...] quel modo di rappresentare personaggi e oggetti che carica certe loro caratteristiche, deformandoli in modo da fare apparire più evidente qualche loro aspetto a svantaggio di altri. Più che il comico, è il grottesco ciò che caratterizza le caricature”.

Osserviamo i volti di B.D. e di George nella prima striscia. Evidentemente non sono del tutto realistici, ma certamente non sono grotteschi. Sono invece nel complesso equilibrati, non hanno fattezze trasfigurate (come nel caso di Pogo di Walt Kelly o dei personaggi Disney) ma nemmeno eccessivamente caricate (non si tratta dei nasoni di Altan o delle forme gommose di Benito Jacovitti), e certamente non sono figure astratte (come quelle di Ellekappa).

C’è un necessario processo di iconizzazione (necessario perché è sempre di fumetto che si parla, perciò non possiamo prescindere dal nostro codice) che però non abbandona il piano della riconoscibilità e rappresenta comunque delle fattezze umane. I personaggi non sono fotografie del reale, ma non sono nemmeno completamente avulsi dalla rappresentazione naturalistica. Potremmo dire che sono degli esseri umani semplificati. Ci sono, com’è ovvio, degli aspetti caricaturali nella resa grafica, ma ciò avviene per rispondere ad alcune necessità precise:

“Con le esigenze di stringatezza, di poco spazio disponibile, di immediatezza comunicativa che il fumetto condivideva in quegli anni con la vignetta satirica, la caricatura è uno strumento prezioso. Con pochi tratti è possibile rendere riconoscibili delle personalità per riconoscere le quali un disegno più realistico renderebbe necessarie lunghe narrazioni. [...] La comunicazione doveva essere [...] immediata, diretta, coinvolgente. La caricatura ha queste caratteristiche”.

La caricatura è in qualche modo utile, riduce i tempi di ricezione dell’immagine e di riconoscibilità dei personaggi. E questo, se ripercorriamo quanto detto finora, sembra proprio essere il proposito di Trudeau: creare una comunicazione efficace, stringata e diretta; ciò spiegherebbe perché non viene usato un metodo di rappresentazione totalmente mimetico (che tra l’altro è utilizzato molto più frequentemente nel fumetto d’azione o nel fumetto erotico, molto meno in quello comico-satirico).

Nonostante, lo abbiamo detto, le creature di Doonesbury non siano caricature in senso stretto, questa citazione di Barbieri può aiutarci a capire perché Trudeau non cerca il realismo anche dal punto di vista grafico. Anche se il rapporto del suo fumetto con il mondo “vero” è molto stretto, c’è un equilibrio fra un’esigenza di realismo e una di condensazione ed economia comunicativa, come vedremo tra poco.

La caricatura è fortemente informativa: la deformazione del volto o del corpo sono specchio delle caratteristiche interiori del personaggio. Il disegno deve rappresentare valori e disvalori astratti, che devono essere immediatamente intellegibili al lettore.

Per questo la caricatura è uno strumento molto potente: agisce sulla percezione e colpisce direttamente la coscienza del lettore, facendo leva su una serie di associazioni fra aspetti visivi ed emotivi. La ricezione di una caricatura da parte del lettore è, in qualche modo, istintiva: l’insieme delle caratteristiche della figura rappresentata fa leva istantaneamente sulla percezione immediata, inducendo l’interlocutore (usiamo questo termine non a caso: anche fra l’immagine e il lettore c’è un dialogo) a provare determinate reazioni: di repulsione, di immedesimazione, di disgusto, ecc... La caricatura informa l’osservatore su quali emozioni deve provare, e lo fa tramite una deformazione espressiva.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La guerra tra le nuvole. L’esperienza del Vietnam nel fumetto Doonesbury di Garry B. Trudeau

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Informazioni tesi

  Autore: Fosca Pozzar Colinassi
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Maurizio Lorber
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 162

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