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Fatigue cancro-correlata: questioni e aspetti del piano di assistenza infermieristica

Cause di fatigue legate al trattamento del cancro

Quelli finora elencati sono i determinanti di fatigue direttamente correlati alla presenza del tumore. Parallelamente, questo sintomo è un effetto avverso dei trattamenti per il cancro: vari studi hanno registrato la prevalenza di fatigue nei pazienti in trattamento con antiblastici, ormoni, immunomodulatori e radiazioni. Nel caso di trattamento con farmaci la percentuale è del 75-90%, mentre sfiora il 60% quella dei pazienti sottoposti a radioterapia che la riferiscono.



Il problema risiede nel fatto che questi due approcci terapeutici sono tossici anche per le cellule normali, in particolare quelle a più rapido rinnovamento, che sono quelle del midollo osseo, della cute e delle mucose.
Per questo motivo, prima conseguenza quasi obbligata di queste terapie è la mielodepressione, cioè l’inibizione delle cellule del midollo osseo deputate alla formazione di globuli rossi (anemia), globuli bianchi (granulocitopenia) e piastrine (piastrinopenia).

La mancanza di globuli rossi, e quindi di emoglobina (anemia) non permette di erogare ai tessuti il giusto quantitativo di ossigeno, elemento di fondamentale importanza che serve a ogni cellula del nostro organismo per svolgere la sua funzione: ne deriva un deficit che colpisce soprattutto gli organi ad alta richiesta di ossigeno, ossia gli organi vitali e i muscoli. La diminuita capacità di contrazione di questi ultimi determina il quadro di astenia. La carenza di leucociti, che sono le principali cellule deputate alla funzione immunitaria, espone a un elevato rischio di infezioni, che sono un altro fattore causante ipermetabolismo e quindi aumentato consumo di energia. Infine la carenza di piastrine, frammenti di cellule preposte alla coagulazione del sangue, non consente l’adeguato tamponamento anche nei casi di piccole emorragie: se tale eventualità non viene rinvenuta o risolta in poco tempo, si arriva presto all’anemia da perdita di eritrociti.

Si è detto che, oltre al midollo osseo, altre cellule a rapido ricambio sono quelle della cute e delle mucose. A questi livelli, nei soggetti sottoposti a terapia si possono verificare delle irritazioni, che possono condurre ad altri problemi che, seppur lievemente, limitano il livello di energia:
- Mucose del tratto digerente alto: nausea, vomito, stomatite e mucosite (infiammazioni della bocca e della gola), che possono causare inappetenza, alterazione del gusto e conseguente malnutrizione;
- Mucose del tratto digerente basso: diarrea, che può condurre a disidratazione;
- Cute: rash cutaneo (lesioni che si possono manifestare in tutta la superficie corporea), che in un numero di casi ristretto ma non trascurabile provoca un prurito così fastidioso da interferire negativamente con la qualità del sonno.

Un ruolo fondamentale nella comparsa di fatigue, sia direttamente derivata dal cancro, sia conseguente al suo trattamento, è imputato a un gruppo di molecole endogene o esogene dette “citochine”.

Il loro aumento, provocato dallo stress chirurgico o dalla terapia antiblastica, ormonale e soprattutto immunologica (visto che si tratta di una terapia che prevede l’immissione in circolo proprio di citochine, che potenziano il sistema immunitario), può causare una riduzione del tono muscolare, interferire con il metabolismo degli alimenti o con l’eritropoiesi.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Fatigue cancro-correlata: questioni e aspetti del piano di assistenza infermieristica

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Informazioni tesi

  Autore: Biagio Leandro Firetto
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Maddalena Montesarchio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

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