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La fioritura dell’alga tossica Planktothrix rubescens nell’invaso di Occhito (CB)

Che cos’è l’eutrofizzazione?

Tra i vari processi degenerativi della risorsa acqua, l’eutrofizzazione risulta essere sempre più ricorrente.
Secondo il Survey of the State of the World's Lakes, un progetto promosso dall'International Lake Environment Committee nel 1971, il 54% dei laghi asiatici, il 53% di quelli europei e il 48% di quelli nord-americani soffrono dell’eutrofizzazione provocata dalle attività umane. Per descrivere questo problema, si prende spunto dalla sua etimologia. Il termine eutrofizzazione deriva dal greco eutrophia (eu = buono, trophòs = nutrimento) e, se in passato indicava semplicemente una condizione di ricchezza in sostanze nutritive dell’ambiente acquatico, oggi indica un processo degenerativo indotto da apporti eccessivi di sostanze organiche (in particolare di nitrati e di fosfati provenienti da scarichi urbani, industriali e agricoli, oltre che dagli eccessi della fertilizzazione delle coltivazioni). Tutto ciò comporta squilibri ambientali che possono portare anche a uno sviluppo abnorme di macro- e microalghe con conseguenze spesso deleterie per l’ecosistema.
L'eutrofizzazione di origine naturale avviene in tempi molto lunghi, su scala geologica, con variazioni progressive dello stato trofico dei bacini interessati e costituisce un processo irreversibile. Può avere luogo come risposta di un ambiente acquatico all'aumento degli apporti di materia organica o di composti di azoto e fosforo per fenomeni di erosione, dilavamento, percolazione. Mano a mano che gli elementi nutritivi arrivano, la successione ecologica fa sì che il bacino diventi palude, quindi prateria finché, infine, si instaura la foresta.
L’eutrofizzazione artificiale, di origine antropica, avviene su una scala temporale più breve, anche pochi decenni, con modificazioni dell'ambiente dovute ai conseguenti processi di decomposizione della massa algale, con modificazioni del corpo idrico che pregiudicano, lo vedremo, la sua utilizzazione. Il processo può essere recuperabile nel caso di condizione dovute, per esempio, a scarichi civili e zootecnici non depurati o depurati male, acque drenate da terreni altamente fertilizzati che creano una situazione patologica ma ancora modificabile, oppure irrecuperabile quando nel mezzo limnico si creano le condizione che porteranno poi al fenomeno della successione.
L’eutrofizzazione interessa qualsiasi bacino idrico a debole ricambio tra cui si identificano, oltre ai laghi, anche bracci di mare relativamente chiusi (baie e lagune) e anse di fiumi.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La fioritura dell’alga tossica Planktothrix rubescens nell’invaso di Occhito (CB)

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Informazioni tesi

  Autore: Livia Conte
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi del Molise
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Biologia
  Relatore: Piera Di Marzio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 77

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Parole chiave

cianoficee
clorofilla a
contaminazioni trofiche
fioritura dell’alga tossica
fitoplancton
invaso di occhito
planktothrix rubescens

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