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Analisi della situazione attuale dei niños de la calle in Messico

Chi sono i niños de la calle

Il pedagogo canadese ed esperto mondiale in sviluppo infantile dell’UNICEF, Peter Tacon, affronta il problema dei bambini che vivono per strada facendo una differenza esplicativa tra: “niños de la calle” e “niños en la calle”.
Per niños en la calle, in breve, ci si riferisce a quei bambini che passano per strada la maggior parte del loro tempo ma di volta in volta tornano alla proprie case per, come dicono loro, “mantenere il cognome”, “portare soldi a casa” e per continuare a far parte di una famiglia.
Il concetto di Niños de la calle, invece, allude ai bambini le cui famiglie hanno fallito socioaffettivamente, al punto da spingerli (volutamente o no) a trascorrere la totalità del giorno per strada. Sono bimbi che ormai non hanno alcun contatto con la propria famiglia.
Un programma di lavoro fondamentale consiste nell’evitare che il niño en la calle si trasformi in un niño de la calle, per questo è necessario mantenere l’integrità della famiglia o ricostruirla nei casi in cui è possibile.
I niños de e en la calle, nonostante le sostanziali differenze, hanno caratteristiche affini:
- Appartengono a gruppi sociali in situazioni di povertà estrema;
- Vivono per strada (parzialmente o totalmente)
- Mantengono una relazione sporadica con la famiglia;
- Fanno uso di qualche tipo di droga;
- Lavorano sporadicamente;
- Soffrono a causa di disturbi psicologici dei genitori, alcolismo o per aver subìto qualche forma di maltrattamento.
I bambini in suddetta situazione vivono all’interno di un contesto culturale condiviso che si denomina “cultura della strada”. Quest’ultima viene definita come una cultura di sopravvivenza fisica e psicologica, una cultura di libertà e ribellione che però diventa l’unica soluzione quando un bambino non incontra possibilità alternative a quella di vivere per strada e vagare per la città durante la maggior parte del giorno. Questo accade quando il riferimento familiare è praticamente nullo da costringere il bambino a procurarsi il sostentamento giornaliero da sé; la strada, vista sotto questo aspetto, smette di essere un luogo di attrazione per convertirsi in un attacco permanente contro tutti i suoi diritti.
Questa realtà, è il problema dei minori “della strada” e i minori che vivono “per strada” sono una triste evidenza del fatto che la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, approvata e proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1959 non sia stata messa in pratica. Nella Dichiarazione, che contiene dieci principi basici sui diritti dei bambini, si considera che “Il fanciullo, a causa della sua immaturità fisica e intellettuale ha bisogno di una particolare protezione e di cure speciali compresa una adeguata protezione giuridica, sia prima che dopo la nascita”. Si proclama che, affinché il bambino possa avere un’infanzia felice e godere dei diritti e delle libertà che si enunciano nel Documento, è decisivo il ruolo svolto dai genitori, o da che per loro, dalle organizzazioni private, dalle autorità locali, dai governi nazionali e dalla popolazione in generale, affinché riconoscano i diritti dei minori indifesi e lottino per il loro rispetto con mezzi legislativi in modo che la realtà nel caso dei niños de la calle non esista.
In contrasto con la Dichiarazione dei diritti umani (1945) e con la Dichiarazione dei diritti del fanciullo (1959), i niños de y en la calle, però sono stati e restano tuttora un fatto umanitario e sociale mondiale che presenta caratteristiche particolari, da conoscere per prenderne coscienza se si desidera trasformare questa realtà.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Analisi della situazione attuale dei niños de la calle in Messico

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Informazioni tesi

  Autore: Laura Concolino
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Culture e diritti umani
  Relatore: Giuseppe Maione
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 111

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Parole chiave

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minori
famiglia
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messico
sfruttamento minorile
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diritti dell'infanzia
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