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Il turismo nella Repubblica Popolare Democratica di Corea

Cosa si conosce realmente della Corea del Nord?

Nel corso degli ultimi anni si è assistito a una crescita della curiosità su come si viva realmente in Corea del Nord. Dopo il crollo dei paesi del blocco sovietico e l'apertura al turismo di paesi come Cuba, il "regno eremita" dei Kim è rimasto uno dei pochissimi stati chiusi e di cui non è semplice avere informazioni.

È infatti praticamente impossibile avere notizie dirette dall'interno del paese: gli abitanti non hanno accesso liberamente alla linea Internet, solo pochi utenti possono navigare in una rete intranet, denominata Kwangmyong, e solo dal 2016 è a disposizione di alcuni stranieri residenti la rete 3G. I mass media, inoltre, sono completamente nelle mani del regime e la Corea del Nord è classificata al 180° e ultimo posto nel mondo dagli indicatori sulla libertà di stampa annualmente predisposti da Reporter Sans Frontières (RSF).

Negli ultimi anni sono stati pubblicati numerosi reportage di stranieri che, per periodi più o meno lunghi, hanno soggiornato in questo paese, considerato da tutti gli osservatori come uno dei più chiusi agli occhi del mondo.

Riuscire ad avere un visto come giornalisti non è semplice, se non impossibile: occorrono anni di attesa e non sempre si riesce ad ottenerlo e così si ricorre ad alcuni stratagemmi come fece Geri Morellini, giornalista italiano, che, nel 2003, entrò in Corea del Nord unendosi a una missione politica del partito italiano Forza Italia, invitato a un incontro di amicizia tra i giovani politici nordcoreani e quelli italiani.

Un'attesa di oltre 2 anni per il visto è stata invece necessaria a Claude Vautrin, giornalista francese e animatore del Festival International de la Géographie di Saint Diè des-Vosges, che è riuscito ad entrare in Corea del Nord grazie alla mediazione della AAFC (Association Amitiée Franco-Coréenne) realizzando un reportage fotografico inedito sul "paese eremita". Un altro esempio di reportage è quello realizzato da Junko Terao, giornalista italo-giapponese della rivista" Internazionale" che, nel  2016, è stata una delle prime giornaliste straniere a visitare il Nord della penisola.

Numerosi sono inoltre i testi di persone che hanno realmente vissuto nella Repubblica Popolare di Corea, a titolo d'esempio possiamo citare "Pyongyang Blues" di Carla Vitantonio, che racconta i 4 anni di vita che l'autrice ha passato nel paese lavorando per una ONG; oppure il libro di Abel Meiers "On a marché dans Pyongyang", un francese che assieme alla famiglia ha vissuto un anno a Pyongyang proprio nel momento della morte di Kim Jong Il e che ha avuto la libertà , anche conducendo un'autovettura, di potersi muovere liberamente nella capitale del paese, ma non al di fuori di essa.

Parecchie sono anche le testimonianze-video di ex residenti, di turisti o di giornalisti che hanno tentato di "rubare" la quotidianità di Pyongyang o delle zone rurali. A titolo di esempio possiamo citare il video del giornalista finlandese Mika Mikalainen che ha prodotto un filmato in cui mostra Pyongyang nel tragitto tra l'albergo e l'aeroporto internazionale di Susan oppure il video di uno studente rumeno a Pechino, Mihai Titienar, che è riuscito ad avere oltre 2 milioni di visualizzazioni sul portale YouTube solo per aver fatto delle riprese da un angolo di una strada di Pyongyang.

Anche alcuni politici italiani hanno avuto frequenti rapporti con il governo coreano e, tra questi, il più conosciuto è sicuramente l'ex senatore Antonio Razzi che si è recato più volte in Corea del Nord al seguito di delegazioni ufficiali italiane e anche privatamente, con il senatore Matteo Salvini, dando la propria visione sulla quotidianità nel paese, rilasciando dichiarazioni favorevoli al governo di Kim Jong Un e vantandosi di aver migliorato le relazioni tra l'Italia e la Repubblica Popolare Democratica di Corea.

Molto frequenti erano nel passato i rapporti tra il Partito Comunista Italiano e il Partito dei lavoratori di Corea. Una delegazione del PCI guidata dal Segretario Enrico Berlinguer in visita a Pechino fu ospite nel 1980 degli alti vertici nordcoreani, tra cui direttamente il Grande Leader Kim Il Sung. Le cronache dell'epoca parlano di un'accoglienza calorosa del popolo nordcoreano e di dialoghi proficui tra le due delegazioni. Di quella delegazione, oltre agli allora dirigenti del PCI Giancarlo Pajetta e Pietro Ingrao, fece parte anche lo scrittore Tiziano Terzani, a quell'epoca corrispondente del giornale tedesco "Der Spiegel "a Pechino, che trasse da quel viaggio un articolo inserito successivamente nella raccolta" In Asia".

Grande successo hanno avuto anche i reportage di stranieri residenti in Corea del Nord, come quelli di Jaka Parker, diplomatico indonesiano, che mostra una Pyongyang diversa da quella dell'immaginario comune filmando la vita di tutti i giorni nei centri commerciali, nei fast food e nella strada; oppure di alcuni turisti come Giuseppe Bertuccio D'Angelo che, all'interno del viaggio del mondo in solitaria denominato" Progetto Happiness" ha filmato il suo soggiorno in DPRK, ricevendo più di 2.500.000 di visualizzazioni, un numero elevatissimo rispetto ai video relativi alle altre tappe del viaggio.

Il denominatore comune di tutti questi contributi è però evidente: nessuno ha avuto la possibilità di entrare in contatto con la popolazione nordcoreana, se non con le guide imposte dal governo e che sono incaricate di seguire gli stranieri, compresi i residenti di lungo periodo, in quasi tutti gli aspetti del loro soggiorno. Anche chi ha vissuto anni nel paese rimpiange il fatto di non aver potuto avere dei rapporti di amicizia e di contatto con la popolazione e il non aver potuto capire cose banali della vita di tutti i giorni, ad esempio "Come si fidanzano i nordcoreani?", "Dove vanno dopo cena?", "Che tipo di rapporto hanno con la loro famiglia?".

Tutti gli stranieri residenti vivono infatti in un "compound" diplomatico nel quartiere di Munsundong, distretto di Taedomgang, assieme ai diplomatici delle rare rappresentanti consolari presenti a Pyongyang dove hanno a disposizione collegamenti internet, ristoranti e altre comodità, ma dove vivono ovviamente in una "bolla" non rappresentativa della realtà locale. Rarissimi sono invece i residenti che possono visitare le città e le regioni al di fuori della capitale e, in ogni caso, lo possono fare solo se accompagnati da una o più guide.

Lo stesso discorso vale per i turisti, confinati in alberghi per stranieri, ad esempio presso il Yangkkagdo Hotel, che è costruito su un'isola del fiume Taedong e da cui la notte non è permesso uscire. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il turismo nella Repubblica Popolare Democratica di Corea

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Informazioni tesi

  Autore: Emiliano Rovati
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Scienze geografiche
  Relatore: Antonio  Violante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 73

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Parole chiave

geografia
turismo
scienze umane
corea del nord

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