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Diritto Penale nel mondo islamico

Deposizione sotto giuramento

Nella procedura penale musulmana classica il giuramento ha valore di mezzo probatorio soprattutto in due casi: se il convenuto nega il fondamento dell'azione e l'attore non può portare alcuna prova, quest'ultimo deve essere respinto se il convenuto giura che l'azione è infondata.
Questo giuramento è richiesto al convenuto dal giudice a richiesta dell'attore. Se il convenuto rifiuta di prestarlo, allora l'attore ottiene ragione, sul presupposto che egli a sua volta giuri la fondatezza della sua azione.


In secondo luogo il giudice può deferire il giuramento ad una delle due parti per confermare ed attribuire efficacia probatoria a dichiarazioni di un solo testimone maschio.

Questo appena sottolineato è il giuramento ordinario, in quanto si suole distinguere tra giuramento ordinario e quello attraverso cinquanta formule (qasama). È questo un tipo di giuramento al quale si fa ricorso in ipotesi ben determinate e lo si può definire “la prestazione del giuramento fatto da cinquanta persone abitanti nel luogo dove la vittima di un omicidio stato scoperto”.
Nel caso che qualcuno sia stato ucciso, ed il suo parente prossimo designi come autore uno o più persone, senza però poter provare la loro colpa, è ammesso questo giuramento.
Il qasama è un metodo nell’ambito della Sharia per trattare i casi di omicidio di primo grado quando ci siano solo forti sospetti che l’imputato abbia commesso il crimine, senza prove sufficienti.

In base al qasama, i parenti della vittima dichiarano, per un totale di 50 volte e sotto giuramento religioso, di ritenere che l'imputato abbia ucciso la vittima. Essi hanno in alternativa la possibilità di attribuire il qasama all’imputato, che giura per 50 volte di non aver commesso l’omicidio. Se i parenti della vittima rinunciano ad entrambe le opzioni, il caso decade.
Al giuramento di qasama possono essere sottoposti anche gli abitanti del luogo ove la vittima è stata trovata basandosi esso sul principio che attribuisce a tali soggetti responsabilità in merito al fatto reato; responsabilità queste si fondano su una presunzione di negligenza.

La determinazione del luogo del crimine e degli abitanti considerati come responsabili riceve una grande importanza.
I criteri che sono generalmente adottati sono: il luogo del crimine è presunto essere il luogo dove la vittima è stata trovata; le persone responsabili sono quelle che si trovano ad una distanza dal luogo del crimine tale che hanno potuto sentire le grida della vittima.

Al contrario, il giuramento per cinquanta formule non è imposto a persone se la vittima è trovata in luogo pubblico sufficientemente lontano da ogni abitazione di modo che alcuno possa aver sentito le grida della vittima; quando il numero delle persone richieste per prestare il giuramento non raggiunge il numero di cinquanta, le stesse persone devono dividersi le formule in maniera che il giuramento sia prestato attraverso le stesse cinquanta volte.
Ad esempio, il cadavere di una persona assassinata è stato trovato su una bestia da soma. Il conducente della bestia ripeterà, lui solo, cinquanta volte il giuramento.

Nei codici contemporanei, il giuramento nella stragrande maggioranza dei casi è strettamente collegato alla prova testimoniale ed è comunque trattato insieme con questa nell'ambito delle prove processuali.
Si registrano, tuttavia casi piuttosto recenti in cui uno stato “moderno” abbia fatto, ad esempio, ricorso al giuramento di qasama. Si ricorda, nella circostanza, quanto accaduto il 20 ottobre 2014 quando la Corte d’Appello di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, confermò la condanna a morte di uno di tre cugini accusati dell’omicidio di un cittadino dell’Oman, assolvendo gli altri due. La Corte d'Appello si pronunciò per la condanna a morte di questi dopo che i parenti della vittima ebbero prestato un giuramento di qasama indicando in lui il solo responsabile dell’omicidio.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Diritto Penale nel mondo islamico

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Informazioni tesi

  Autore: Gaetano Palladino
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2015-16
  Università: Libera Università Mediterranea "Jean Monnet"
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Gian Maria Piccinelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 251

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