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Disorganizzazione del pensiero e funzionamento sociale: una indagine sui processi cognitivi in un campione di soggetti schizofrenici

Disturbi formali del pensiero e funzionamento

Il disturbo schizofrenico è caratterizzato da gravi disfunzioni cognitive, con ripercussioni nell'ambito clinico e funzionale del paziente. Questi deficit sono stati associati con la disorganizzazione e i sintomi negativi (Cohen et al, 1999; Green et al, 2000; Kerns and Berenbaum, 2002) e con lo scarso funzionamento sociale (Green, 1996, 1998; Weinberger and Gallhofer, 1997). Le aree cognitive danneggiate sono collegate alle funzioni svolte nei lobi frontali e temporali, includendo l'attenzione, il processing speed, le funzioni esecutive, la fluenza verbale, la memoria e l'apprendimento.

(Censits et al, 1997; Hoff et al, 1992;Mohamed et al, 1999; Riley et al, 2000; Saykin et al, 1994; Schuepbach et al, 2002; Townsend et al, 2001).

Tali disfunzioni sono state correlate con i sintomi negativi e della disorganizzazione, compresi i disturbi formali del pensiero. (Addington and Addington, 1999, 2000; Bilder et al, 2000; Breier et al, 1991; Cohen et al, 1999; Dibben et al, 2009; Dickerson et al, 1996; Goldman et al, 1993; Greenwood et al, 2008; Heslegrave et al, 1997; Kerns and Berenbaum, 2002; Lenior et al, 2001; MacDonald et al, 2005; McGurk and Meltzer, 2000a; McGurk et al, 2000b; Moriarty et al, 2001; Perlstein et al, 2001; Velligan et al, 1997; Yoon et al, 2008a).

I disturbi formali del pensiero (FTD), o discorso disorganizzato, è una delle caratteristiche principali nella schizofrenia. Tali disturbi riguardano la disorganizzazione del pensiero presente nelle anomalie della comunicazione. I segni della disorganizzazione sono stati identificati come predittori dello scarso funzionamento. (Bowie and Harvey, 2008). Il cosiddetto discorso disorganizzato è spesso classificato come disturbo del pensiero “positivo” o “negativo”. Rispettivamente, il primo è caratterizzato da un discorso disorganizzato o sconnesso, come ad esempio libere associazioni tra i concetti, soprattutto evidente quando avviene un cambiamento di tematiche in maniera sconnessa, con risposte tangenziali, parole senza senso o modi circostanziali di conversare. I secondi invece comprendono la riduzione nella quantità di elaborazione o della produzione verbale. (Andreasen, 1979a; Harvey et al., 1992).

Tale classificazione è associata al comportamento e alle competenze nel funzionamento sociale. (Bowie et al., 2011). La fluidità verbale è utilizzata per comprendere la presenza di disordini del pensiero e della cognizione nella schizofrenia. Difatti una disfunzione di tale facoltà sembra essere presente nel corso della vita di pazienti affetti da schizofrenia. (Rajji, Ismail, and Mulsant, 2009). Deficit della fluidità verbale risultano le alterazioni cognitive più durature (Szoke et al., 2008), e possono fungere da predittori delle abilità quotidiane di problem solving sia durante le simulazioni (Keefe et al., 2006; Revheim et al., 2006) sia nella vita reale (Rempfer et al., 2003).

Un recente studio ha evidenziato la relazione tra FTD e difficoltà a livello delle funzioni esecutive e dell'elaborazione delle informazioni semantiche (Kerns JG1, Berenbaum H. J Abnorm Psychol. 2002 May;111(2):211-24). Tuttavia i processi cognitivi associati ai FTD risultano ancora poco chiari.

Sono presenti molte evidenze che mostrano la presenza di un legame tra funzioni cognitive e funzionamento, ma la letteratura scientifica non è ancora in grado di stabilire di che natura esso sia. [...]

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Disorganizzazione del pensiero e funzionamento sociale: una indagine sui processi cognitivi in un campione di soggetti schizofrenici

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Informazioni tesi

  Autore: Claudia Didio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica
  Relatore: Antonella Conestà
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

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Parole chiave

deficit cognitivi
schizofrenia
disorganizzazione del pensiero
funzionamento sociale
disturbi formali del pensiero

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