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Testimonianza e valutazione dei falsi ricordi. La "macchina della memoria" nel contesto giuridico italiano

Falsi ricordi

Sulla base di quanto è stato esposto nel capitolo precedente, possiamo affermare che la memoria è un magazzino all'interno del quale si depositano i ricordi. Questi ultimi sono soggetti ad una ricostruzione continua nel momento in cui vengono rievocati, per cui possono essere modificati, aggiunti o eliminati creando quelli che vengono definiti “falsi ricordi”.

Cosa sono e come si creano
La psicologia cognitiva definisce i falsi ricordi come quel fenomeno che porta a ricordare cose che non sono accadute o di ricordarle diversamente da come sono avvenute (Roediger e McDermott, 1995).

Il soggetto che rivela un falso ricordo lo fa in assoluta buona fede, non mente, o più precisamente, è convinto di non mentire poiché è sicuro che l'evento ricordato sia effettivamente accaduto. I falsi ricordi infatti nascono come effetto collaterale di quei meccanismi di base deputati alla costruzione dei ricordi, cioè nel momento in cui si acquisiscono nuove informazioni su un argomento precedentemente appreso, si vanno ad innescare tracce di memoria simili a quelle già immagazzinate e questo porterà ad un senso di familiarità del nuovo materiale, tutto ciò conduceil soggetto a pensare che l'informazione che si è venuta a creare sia in realtà una memoria esistente.

I falsi ricordi vengono suddivisi in:

-> Falsi ricordi momentanei, ovvero quei ricordi che si formano dall'unione di ricordi precedenti e autentici. Fanno parte di questa categoria i ricordi impiantati per suggestione.
-> Falsi ricordi fantastici, ovvero ricordi stravaganti.


I falsi ricordi possono essere totalmente inventati o formati sulla base di un ricordo autentico. Il falso ricordo totalmente inventato si presenta però ricco di dettagli e particolari così da rendere difficile la distinzione tra memorie reali o false. Quando invece si forma sulla base di un ricordo preesistente e autentico la differenza temporale tra i ricordi si neutralizza e i vari frammenti vengono percepiti integri come se il ricordo si fosse formato in un unico momento cosicché la persona è convinta che tale ricordo sia reale, frutto di un'esperienza realmente vissuta.

Questa tipologia di ricordi può avere sia cause organiche, dunque può essere dovuta a traumi, malattie o disfunzioni neurologiche, che cause psicologiche. Spesso infatti i falsi ricordi sono associati ad eventi traumatici dando vita a quella che Kihlstrom nel 1993 definisce come “Sindrome dei falsi ricordi” (false memory syndrome), lo psicologo definisce tale sindrome come una <> (Lingiardi, 2001). Dunque la sindrome dei falsi ricordi è un disturbo psichiatrico che si sviluppa soprattutto nei giovani adulti, per lo più di sesso femminile, ed è caratterizzata dalla convinzione persistente di essere stati abusati sessualmente nel corso dell'infanzia. Esiste in questa sindrome una dolorosa ri-scrittura della storia del paziente il quale basa la sua convinzione sul principio secondo cui se si ha un pensiero allora questo deve essere vero, altrimenti da dove avrebbe origine?, questi sentimenti, impressioni e congetture trasformano l'immaginazione in realtà (Gardner, 2002; Gardner, 2004). Molte ricerche hanno messo in evidenza come le situazioni stressanti possano portare a distorsioni della memoria, ad esempio nel 2013 è stato condotto negli Stati Uniti uno studio con l'obiettivo di valutare l'influenza della “disinformazione” (misinfromation), ovvero un'informazione sbagliata, su un ricordo relativamente recente e personalmente rilevante, nonché stressante. Il campione era formato da 861 militari che si trovavano in un finto campo di prigionia. Il campione fu sottoposto ad un interrogatorio stressante e la disinformazione venne introdotta dopo aver influenzato negativamente la loro memoria con dei dettagli dell'evento (ad esempio la presenza di armi).

Più della metà dei soggetti, esposti ad una fotografia fuorviante, identificavano una persona differente come loro interrogatore dopo che l'interrogatorio era terminato. Questi risultati dimostrano che i ricordi di eventi stressanti sono molto vulnerabili a modifiche in caso di esposizione alla misinformation, anche in persone, come i militari, il cui livello di formazione e di esperienza potrebbe essere pensato per renderli relativamente immuni a tali influenze (Morgan et al., 2013). Tutto ciò ha delle implicazioni importanti in ambito giuridico, i falsi ricordi influenzano il racconto di un testimone per cui devono essere tenuti in considerazione e valutati, sarà dunque importante riconoscerli, anche se molto spesso risulta distinguere ricordi falsi da quelli veri. Il momento dell'ascolto di una testimonianza deve essere quanto più possibile libero da influenzamenti esterni, ad esempio un aspetto di particolare rilevanza è quello che riguarda i testimoni oculari i quali possono sviluppare falsi ricordi se viene suggerita loro un'informazione sbagliata, o ancora i testimoni di un crimine che colmano spesso le lacune dettate da una esposizione breve e inaspettata di un avvenimento, con dei particolari falsi. La questione della memoria e dei falsi ricordi pone dei problemi soprattutto in merito alla testimonianza infantile.

Gli studi affermano che i falsi ricordi sono più comuni nella prima infanzia e che propri i bambini sono più facilmente manipolabili, questo probabilmente perché la memoria verbale relativamente agli eventi attuali, nei bambini, è ancora troppo povera (Brainerd et al., 2002) e perché i bambini hanno la tendenza a credere con più facilità ad episodi mai avvenuti semplicemente ascoltando gli adulti da cui si lasciano influenzare o traslando la propria immaginazione nella vita reale. La questione dei falsi ricordi bei bambini verrà approfondita nei capitoli successivi. Molti autori hanno studiato il fenomeno dei falsi ricordi cercando di spiegare perché la nostra mente incorre nella creazione di un falso ricordo. I primi studi risalgono agli inizi del Novecento e negli anni Settanta vengono messi a punto i primi paradigmi sperimentali. Tra le varie proposte verranno qui trattati il paradigma DRM, gli studi di Elizabeth Loftus e le tre grandi teorie: Activation/Monitoring Theory, Source monitoring Theory, Fuzzy-trace Theory.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Testimonianza e valutazione dei falsi ricordi. La "macchina della memoria" nel contesto giuridico italiano

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Proto
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Sabrina Castellano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

FAQ

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