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L'asse spinale nel paziente traumatizzato: utilizzo e timing di applicazione

Golden Hour

Il trattamento della patologia traumatica è determinata dal tempo, infatti, un intervento qualificato prestato nella prima ora (Golden Hour) dopo l'evento dannoso, aumenta sensibilmente la probabilità e la qualità di sopravvivenza. Si parla di Golden Hour, non dall'inizio delle cure di ospedalizzazione, bensì dal momento in cui si verifica l'evento traumatico.
E' ben noto che le probabilità di sopravvivenza del paziente sono maggiori, se riceve cure entro un breve periodo di tempo dall'evento traumatico.

Molti pazienti con patologia traumatica, necessitano come trattamento definitivo, l'intervento chirurgico, per questo è di fondamentale importanza il rapido trasporto presso un centro ospedaliero adatto, per evitare che queste lesioni peggiorino rapidamente. Il tempo di ritardo tra lesione e trattamento, dovrebbe idealmente ridursi al minimo indispensabile, e non protrarsi oltre i 60 minuti, perché in seguito a questa tempistica, il tasso di sopravvivenza per il paziente traumatizzato scende drasticamente.

Secondo le linee guida Pre-hospital Trauma Life Support (PHTLS) la mortalità per traumi presenta tre picchi temporali, detti anche "andamento trimodale":

Morte Immediata: il decesso è istantaneo all'evento o subentra comunque entro i primi minuti. E' dovuto al danno che si sviluppa a carico di organi come cuore, cervello e grossi vasi.

Morte Precoce: Il decesso avviene nell'intervallo di tempo che va dall'evento traumatico fino a quattro ore circa successive ad esso. La mortalità è dovuta al danno secondario portato dall'emorragia, con le relative conseguenze (ipossia, ipoperfusione). Il danno è potenzialmente reversibile e le cause principali sono rappresentate da lesioni di organi interni o vasi, ematoma intracranico, ostruzione delle vie aeree, emo e pneumotorace.

Morte Tardiva: Si sviluppa nei giorni e nelle settimane successive al trauma, ed è principalmente conseguente a complicanze settiche.

Con il termine "politraumatizzato" si definisce un soggetto che presenta lesioni associate a carico di due o più distretti corporei (cranio, rachide, torace, arti e addome).
L'obiettivo principale dell'assistenza al paziente politraumatizzato, è abbassare notevolmente il secondo picco di mortalità. Inoltre un adeguato trattamento della patologia traumatica ridurrà anche l'instaurarsi delle complicanze protratte, riducendo necessariamente la mortalità tardiva. Infatti, solo la prevenzione, come ad esempio guidare con prudenza, indossare il casco e le cinture di sicurezza, rispettare le norme imposte per la prevenzione degli infortuni, può ridurre il primo picco di mortalità (decessi immediati), mentre solo un intervento tempestivo e qualificato di soccorso può significativamente influenzare e ridurre le morti precoci.
L'importanza della stabilizzazione avanzata sul terreno è valutata differentemente nelle casistiche statunitensi ed europee. La discrepanza nei dati è dovuta al diverso tipo di traumi inseriti nelle casistiche ed alle diverse competenze dei soccorritori. Le statistiche USA fanno riferimento ad una situazione in cui prevalgono i traumi penetranti dovuti a ferite da arma da fuoco o da taglio: in questo caso i tempi di arrivo in sala operatoria sono il fattore cruciale. Nella realtà europea, dove prevalgono i traumi chiusi da infortunistica stradale, la stabilizzazione sul terreno, purché garantita da équipe ad alta professionalità appare più importante. La patologia traumatologica rappresenta un campo del tutto specifico, nel quale l'utilità di ogni singolo atto terapeutico deve essere valutata a fronte dell'allungamento complessivo del tempo di soccorso e dei rischi di complicanze legati all'esecuzione di manovre terapeutiche complesse in condizioni disagiate. E' evidente pertanto che, perché l'intervento sanitario comporti dei vantaggi, l'equipe che interviene sul terreno deve avere assoluta padronanza di tutte le manovre di soccorso avanzato. Inoltre, l'adozione di una strategia globale ed integrata di gestione dei traumatizzati più gravi, impone che chi interviene sul terreno abbia la competenza e l'autorevolezza per selezionare i feriti più gravi ed indirizzarli alle strutture ospedaliere più adeguate. Questo aspetto (triage e centralizzazione), risulta di importanza fondamentale nel migliorare l'outcome, tuttavia poiché spesso comporta il by-pass di alcuni ospedali e l'allungamento dei percorsi, è necessario che le decisioni a riguardo siano prese da medici di riconosciuta competenza e nel contesto di una strategia concordata. Nonostante l'aumento della richiesta di prestazioni d'urgenza, le strutture sanitarie a essa deputate sono rimaste per anni organizzate nei medesimi locali, con un numero divenuto ormai carente di operatori sanitari (e, quindi, con carichi lavorativi terribilmente onerosi) e con strumentazioni ormai inadeguate.

Questo brano è tratto dalla tesi:

L'asse spinale nel paziente traumatizzato: utilizzo e timing di applicazione

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Informazioni tesi

  Autore: Mattia Balboni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi del Piemonte Orientale A.Avogadro
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Gabriella Bernardelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 41

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