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Pordenone: Recupero urbano degli ex bagni di Pordenone

I Bagni Pubblici di Pordenone

Il lotto è situato all’ingresso della città, il terreno grazie alla sua natura di origine palustre, ha un valore inferiore rispetto i terreni a Nord della città, condizione che influirà nella scelta per la realizzazione dei bagni pubblici.
Identificato con il numero 2754, sarà in seguito frazionato in ulteriori lotti più piccoli all’interno del quale verranno realizzati i bagni. Il terreno apparteneva a Romanin Pietro fu Antoni.


Nel 1851 passa di proprietà a Rigutti Pietro di Filippo.
Nel 1857 la porzione del lotto 2754 viene rimpicciolita per la realizzazione della strada che taglierà il lotto ricavandone altri lotti più piccoli da destinare all’edificazione.
Nel 1868 il lotto 2754 passa a Rigutti Felice, Mario, Ferdinando, Fortunato,Costanza. Nel 1877 Rigutti Felice diventa proprietario unico.

1910
Il lotto 2754 nel 1901 diventa proprietario Rigutti Raffaello fu Felice. E qualche anno dopo l’area verrà acquistata dal comune per realizzarci i bagni pubblici.
La realizzazione dei bagni pubblici fondamentalmente in questa parte della città è motivata da alcuni fattori come ad esempio, uno spazio libero, che costi poco e vicino a fonti d’acqua.
La natura dei terreni a sud della città sono di natura paludosa e di conseguenza difficili da coltivarci sopra, fattore che influenza il prezzo, decisamente inferiore rispetto i terreni situati più a nord.
L’acqua in abbondanza, fa si che si vada a posizionare la nuova struttura all’ingresso della città, affacciandosi sul viale Martelli.
La struttura è un servizio che la politica Pordenonese desidera dare alla cittadinanza in seguito alla nascita di piccoli focolai di malattie dovute alla scarsa igiene.
Sarà un edificio fatto in economia, ma non si vuole rinunciare ad avere dei caratteri estetici gradevoli per l’occhio di chi vi passasse davanti a tale struttura.

1955
Periodo particolarmente florido per la città anche in seguito alla nascita di nuove industrie che vanno a migliorare la situazione economica del territorio pordenonese. La strada regia e quasi completata, e nascono moltissimi quartieri per le classi operaie.
Moltissimi sono gli operai, ma anche una cospicuo numero di soldati caratterizzano l’assetto demografico e sociale.
Il confort nelle case comuni sono ancora abbastanza limitati tanto da che i bagni pubblici hanno bisogno di un ampliamento della zona uomini per poter far fronte alla domanda di tale servizio.
L’ampliamento fattonel 1949-52 sul fronte strada comprendendo spazi per docce, ma anche la casa del custode e la bottega di un barbiere.

1971
Nel 1968 Pordenone diventa provincia, raggiungendo finalmente il ruolo tanto ambito livello politico. Ruolo raggiunto in seguito alla sua importanza sul piano economico ed industriale che nel corso è cresciuto e si è confermato leader nel settore metalmeccanico, del legno e tessile.
Il nuovo ruolo comporta anche la necessità di ampliare il tribunale che era situato nel convento dei domenicani in P.zza XX Settembre realizzando un nuovo edificio proprio antistante ai bagni pubblici.
L’edificio viene realizzato dall’architetto Ezio Cerutti di Milano e inaugurato il 20 Aprile 1968 alle ore 10.
Viale Martelli viene completato con nuove costruzioni destinati a spazi commerciali e Abitazioni e un nuovo teatro.
I bagni vengono circondati da edifici di scarsissimo interesse architettonico, tanto da sovrastarlo e soffocarlo.
Nei primi anni ‘70 i bagni chiuderanno, sostituiti dai nuovi standard di abitazioni con maggiori confort.

1990
Nel 1990 viale Martelli non cambia rispetto allo stato presente nel 1970.
L’impianto dei bagni Pubblici rimase in attività fino agli anni Settanta, poi la modifica degli stili di vita dei cittadini di Pordenone rese superflua la sua funzione.
Nel 1993 in seguito ad un bando pubblico, verranno venduti a una società immobiliare nella speranza di essere trasformati e riabilitati alle esigenze contemporanee. Cosa tutt’ora non realizzata.
Rilevante sono gli interventi di restauro e consolidamento effettuati nel 1997 da parte dei proprietari per mettere in sicurezza la struttura. tali interventi sono stati resi indispensabili in seguito al crollo della copertura dell’ala sinistra.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Pordenone: Recupero urbano degli ex bagni di Pordenone

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Informazioni tesi

  Autore: Mihai Ionut Blahuianu
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2017-18
  Università: Università IUAV di Venezia
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: PierAntonio Val
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 147

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Parole chiave

architettura
restauro
analisi urbana
consolidamento
pordenone
recupero urbano
rapporto nuovo e antico
bagni pubblici
sede mediatori civili

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