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Unione doganale e informatizzazione delle dogane nella disciplina comunitaria e nazionale

Il codice doganale comunitario del 1992

Il primo documento ufficiale della Commissione europea che ha stabilito chiaramente come obiettivo primario la realizzazione del mercato unico é stato il Libro bianco della Commissione approvato dagli Stati membri nel Consiglio europeo di Milano il 14 giugno 1985.
Tale documento, auspicato e sollecitato dai Capi di Stato e di governo che, riuniti nel Consiglio Europeo di Copenaghen del 1982, avevano stabilito essere di fondamentale importanza il completamento del mercato interno (impegno ribadito a Fontainebleau nel giugno 1984, a Dublino nel dicembre dello stesso anno e a Bruxelles il 29-30 marzo 1985) è il risultato di un programma di lavoro svolto dalla Commissione nel 1985 nel quale sono stati analizzati tutti gli ostacoli (frontiere fisiche, tecniche e fiscali) che si opponevano a una sua realizzazione e sono state avanzate una serie di proposte per superarli. Obiettivi del programma erano tre: integrare i dodici mercati nazionali fondendoli in un unico grande mercato, rendere questo mercato un mercato in espansione, e quindi dinamico, assicurare una maggiore flessibilità allo scopo di canalizzare al meglio le risorse sia umane che materiali e finanziarie verso settori ottimali di utilizzazione.
Entro la fine del 1992 tutte le frontiere all’interno dell’Europa dovevano essere soppresse, sulla base del programma di consolidamento del mercato interno presentato dalla precedente Commissione. Realizzare l’unità di questo grande mercato di 320 milioni di cittadini – si legge nel libro bianco – presuppone fra gli Stati membri della comunità un accordo sulla abolizione delle barriere fisiche, tecniche e fiscali e sulla armonizzazione delle legislazioni nazionali.
L’oggetto specifico del libro bianco della Commissione CEE era la definizione di un programma e di un calendario per favorire il processo di internazionalizzazione e di globalizzazione del sistema industriale. Infatti la grande sfida per le imprese, negli anni ’90, si chiamava globalizzazione. Fino agli anni ’70 si parlava di imprese multinazionali che conquistavano i mercati internazionali di un determinato prodotto. In epoca postindustriale il nuovo modo di produrre e di vendere, condizionato dalle tecnologie informatiche, obbligava le imprese a imporsi, nella conquista dei mercati, su più fronti: dalla competitività dei costi, alla qualità, alla ricerca, al marketing, alla finanza. Per cui non erano più sufficienti le capacità della singola impresa per quanto grande fosse, occorrevano accordi, alleanze, joint-venture, con presenze articolate sul mercato mondiale.
Il “quadro unico” delle proposte della Commissione ha trovato l’accordo del Consiglio Europeo riunitosi in Lussemburgo il 2 e il 3 dicembre del 1985, ed è stato realizzato sotto la forma di un “Atto unico”. L'Atto unico europeo, firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 dalla Danimarca, dall'Italia e dalla Grecia, ha costituito la prima modifica sostanziale del trattato che istituisce la Comunità economica europea (CEE) .
Questo insieme di atti ha integrato il Trattato di Roma, tracciando i grandi assi dell’integrazione europea fino alla fine del secolo, la realizzazione del Mercato unico entro il 1992, il rafforzamento della coesione economica e sociale tra gli Stati membri e la previsione dell’unione economica e monetaria.
E a ciò si è pervenuti il 1° gennaio 1993, con l’attuazione del mercato unico integrato, ma ancora altre unificazioni dovevano essere attuate, affinché il processo di integrazione risultasse ancora più completo e investisse in pieno anche il campo politico e sociale.
Di questa vasta azione di unificazione, una vera e propria rivoluzione pacifica, la Dogana italiana, così come le altre Dogane comunitarie, è stata protagonista in prima linea, dimostrando come l’alternarsi delle politiche protezioniste o liberiste non ha mai messo in dubbio la funzione delle Dogane, ma ne ha, anzi, esaltato le caratteristiche di flessibilità e le capacità di adeguamento alle mutate condizioni economiche e alle mutevoli politiche commerciali dei Governi.
Al riguardo le dogane, pur essendo sempre meno uno strumento di reperimento di risorse tributarie e sempre più uno strumento di politica commerciale e per la sicurezza, erano, in quanto tali, strutture insostituibili per qualsiasi tipo di politica si voglia adottare, a livello comunitario e nazionale.
Il Codice Doganale Comunitario e le successive Disposizioni di applicazione costituirono la base dell’unione economica tra i diversi Stati membri, che rappresentavano un unico complesso nei confronti di tutti gli altri Paesi definiti “terzi” rispetto a quelli dell’Unione Europea.
Il Codice Doganale Comunitario al momento dell’emanazione era l’unico strumento legislativo, valevole per tutti i Paesi della Comunità e, prevedendo norme e procedure identiche per tutti i Paesi membri, si configurava come la sola fondamentale legge doganale esistente per l’Unione europea negli scambi da effettuare con i Paesi non facenti parte del Mercato Unico e appartenenti ad aree economiche diverse.
Esso è composto da 253 articoli che disciplinano organicamente la vasta area di intervento delle dogane comunitarie partendo dal campo di applicazione e dalle definizioni di base dell’attività doganale fino ai principi operativi ed alle relative norme attuative.
Il Codice Doganale Comunitario rappresenta il risultato finale di oltre 35 anni di continuo lavoro di sperimentazione, di adeguamento e di modifica delle leggi doganali dei singoli Paesi membri. Gli scambi intracomunitari, che vedono eliminati tutti i vincoli e le limitazioni preesistenti, ne costituiscono il primo traguardo. Le merci, infatti, possono transitare liberamente da un Paese all’altro della Comunità prive ormai di vincoli doganali.

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Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Vio
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università Telematica TEL.M.A.
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Managemen pubblico ed e-government
  Relatore: Mario Carta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

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