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La procreazione medicalmente assistita e le malattie genetiche: Un'analisi comparativa tra Italia e Spagna

Il divieto di sperimentazione sull'embrione umano

Il Capo VI della legge 40/2004 è intitolato “Misure di tutela dell'embrione” ciò in quanto, il legislatore italiano si è preoccupato di dettare una disciplina in grado di assicurare tutela ai diritti di tutti i soggetti coinvolti nelle procedure di p.m.a.

, ivi compreso l'embrione umano.
Per tale ordine di motivi, sono previsti una serie di divieti per alcune attività che riguardano proprio l'embrione ed in particolare, è vietata la produzione di embrioni a fini non procreativi, così come gli interventi di clonazione compiuti a fini procreativi e di ricerca. Altresì, non è consentita la selezione a scopo eugenetico di gameti ed embrioni, nonché la produzione di ibridi e di chimere.
Ciò è quanto disposto all'art 13 che, mentre al primo comma vieta qualsiasi tipo di sperimentazione sull'embrione umano, al comma successivo prevede una deroga al suddetto divieto solo laddove vengano perseguite finalità terapeutiche e diagnostiche che siano dirette allo sviluppo e alla tutela della salute dell'embrione stesso, sempre che non siano disponibili metodologie alternative
E dunque, in tal modo il legislatore ha voluto introdurre un temperamento al rigore assoluto del divieto di cui al primo comma, ammettendo la ricerca clinica e sperimentale ma subordinandola a due rigide condizioni.
Con tale disposizione si è andati, quindi, ben oltre le previsioni della Convenzione sui diritti dell'uomo e la biomedicina firmata ad Oviedo nel 1997, che all'art. 18 proibisce la creazione di embrioni umani a fini di ricerca, ma nulla dice circa la sperimentazione sugli embrioni già creati a fini procreativi e in soprannumero rispetto a quelli utilizzati per l'impianto.
La normativa italiana ha, invece, risolto il conflitto di interessi riguardante, da un lato le esigenze di ricerca scientifica, volta al progresso della medicina e di conseguenza alla tutela della salute della collettività e, dall'altro l'interesse dell'embrione, nel senso di vietare in maniera assoluta qualsiasi sperimentazione o tecnica genetica che possa pregiudicare o anche solo alterare lo sviluppo dell'embrione stesso.
E' questo, forse, uno dei punti più controversi della disposizione in esame che ha dato vita ad accesi dibattiti e forti reazioni, soprattutto nel mondo scientifico. In particolar modo, le principali critiche sono mosse da coloro i quali considerano la sperimentazione sugli embrioni umani irrinunciabile a fini terapeutici e diagnostici ma si è discusso, altresì, sull'ambiguità della norma, nonché sulla sua evidente contraddizione con quanto stabilito dal legislatore stesso nel comma successivo.
Invero, la disciplina contenuta nella legge n. 40/2004 si espone a serie obiezioni relative alla sua legittimità costituzionale, atteso l'evidente squilibrio tra le tutele assegnate ai beni costituzionalmente rilevanti in conflitto, tra i quali si annovera anche quello della ricerca scientifica che, considerato uno strumento volto al miglioramento della vita e della salute dell'individuo, risulta nell'art. 13 limitato rispetto invece alla protezione totalizzante dell'embrione accordata dal legislatore. [...]

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La procreazione medicalmente assistita e le malattie genetiche: Un'analisi comparativa tra Italia e Spagna

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Informazioni tesi

  Autore: Enrico Dell'Aquila
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Ilaria Amelia Caggiano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

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Parole chiave

diritto
comparato
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fecondazione
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procreazione medicalmente assistita
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malattie genetiche
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